Nella mia vita cč sempre stata la cucina. Allinizio era educazione e amore (fase infanzia): nella mia famiglia si č sempre respirata una certa aria gastronomica e il cibo era un fatto serio che meritava tempo e pazienza, oltre ad essere il modo pių naturale per manifestare affetto e attenzione.
Poi č diventata ribellione ed indipendenza (fase adolescenza e giovinezza): il cibo č mio e lo gestisco io! Via quindi alle sperimentazioni pių o meno ardite, pių o meno riuscite, segno di una personalitā culinaria in formazione.
Infine, č diventata un fatto sociale, potente e aggregativo: si cucina insieme, si mangia insieme. Si inizia parlando di cucina e si finisce per sviluppare sentimenti e legami (fase Cooker).
Adesso č ancora tutto ciō, ma anche molto di pių: il cibo č arte e scienza e le scelte alimentari sono cultura e politica (fase gastrocomunista).
(agg. 6/2011)