La solidarietà che conosciamo tutti passa attraverso la donazione di somme di denaro, qualche volta di beni di prima necessità e altre volte ancora attraverso l'attività di volontariato. Esiste però una realtà che combinando ad arte questi tre elementi riesce ad ottenere risultati sorprendenti, a tutto vantaggio del finanziamento di progetti umanitari di grande impatto.
Questa realtà si chiama Confraternita della Pentola di Senago e dalle parole di un Confratello, Marco, cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.
- Marco, conoscervi per me è stata una rivelazione. Lavoro nella ristorazione da trent'anni, e conoscevo sin qui molti aspetti di utilità sociale legati al cibo. Quotidianamente assistiamo poi ad iniziative di solidarietà che si concretizzano nella raccolta di prodotti alimentari destinati a soggetti svantaggiati, in Italia come nel resto del mondo. Voi, o meglio ancora la vostra idea, ha una marcia in più: puoi spiegarmi come ha avuto inizio la vostra avventura?
- Quanti sono attualmente i Confratelli che si impegnano attivamente nella realizzazione delle manifestazioni?
- Quali sono i progetti che finanziate costantemente, e quali invece i progetti centrati su di un unico evento che avete realizzato?
- Parliamo, in concreto, del denaro raccolto: so che siete molto soddisfatti del lavoro fatto, e che si parla ormai di cifre ragguardevoli. In base alle notizie in tuo possesso, questo denaro è stato determinante per la realizzazione dei diversi progetti?
- Quanto del vostro tempo dedicate, mediamente, alla Confraternita?
- La vostra catena di solidarietà parte dal basso, ed inizia con l'acquisto delle materie prime necessarie alla realizzazione degli eventi. Avete la collaborazione dei fornitori, ad esempio attraverso l'applicazione di un listino agevolato che consenta massimizzare i benefici economici a favore del progetto?
- Oggettivamente, che difficoltà hai riscontrato nell'avviare questa tua "impresa"?
- Risultati ottenuti e progetti futuri?
Grazie Marco per la sincerità delle tue risposte: ora credo che si possa parlare di un "Progetto Confraternite", ovvero dell'auspicio che si possa assistere alla nascita di altre realtà basate sul vostro ideale e sulla vostra grande esperienza. Lasciami dire, infine, che occorre un grande cuore per fare ciò che fate, e che nessuno di voi potrà mai dire di essersi chiamato "fuori" agli appelli di solidarietà quotidiani che ci vengono rivolti.
Mi auguro di poter dare un contributo piccolo, piccolissimo, e con me gli amici di Cooker che attraverso le tue parole possono comprendere, se ancora non lo conoscono, il grande, grandissimo intento che vi spinge.
Per saperne di più
Confraternita della Pentola di Senago


" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "
John D. Voelker (Robert Traver)
Testament d’un pêcheur à la mouche
Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).
. . Ciao Marco (Don Lisander)
. . . . che articolo.... (Piccolacri)
. . . . . . Carissima... (Don Lisander)
. . . . . . confraternita della pentola (Marco Il Guru)