(prima parte)
E dopo tanto aceto, pepe, aglio e peperoncino, addolciamoci la bocca con un po' di marmellata, alimento a mio parere sottovalutato perché, trattandosi solo di frutta e zucchero, è senz'altro uno dei dolci più sani. Personalmente la adoro e, anzi, vi propongo di lanciare una moda: chi ama come me questa delizia, provi a fare tendenza chiedendo al ristorante, al momento del dessert: "Vorrei una porzione di confettura di lamponi" (o di mirtilli, fragole, amarene, ecc. secondo il gusto).
Se vi fanno obiezioni, ricordate al malcapitato cameriere che Caterina de' Medici ne era golosissima e da Firenze, nel lontano 1533, aveva portato alla corte di Francia i propri cuochi e maestri in confetture. A questo punto, spero di avervi sufficientemente motivati, e quindi, con l'acquolina in bocca, vi suggerisco di preparare:
- Marmellata di Mele
- Marmellata di Pere
- Confettura di Fragole
- Marmellata di Kiwi
- Confettura di Limoni
Ma prima di metterci al lavoro, cerchiamo di chiarire la differenza tra Marmellata e Confettura.
Secondo una nota esperta, con il termine Marmellata si intende la composta ottenuta riducendo la frutta in purea. Si può fare anche con diversi tipi di frutta mischiati. La Confettura invece si fa con un solo tipo di frutta che è anche a pezzi. Se la proporzione di frutta a pezzi è alta, verrà chiamata Extra C.
Nel linguaggio tecnico-alimentare attuale invece, si parla di Marmellata quando si tratta di agrumi e di Confettura negli altri casi, con diverse precisazioni in base alla percentuale di frutta, zucchero ecc. Io scelgo di chiamare confidenzialmente Marmellata quella che frullo e Confettura quella con pezzetti di frutta. Chiaramente il mio è un linguaggio non professionale, ma casalingo, popolare.
Ho scoperto che il termine "marmellata" ha origini portoghesi. "Marmelo" è il nome portoghese della Cotogna che, a sua volta, deriva dal latino "melimelum", nome attribuito alla conserve di frutta dei tempi antichi che erano costituite in gran parte proprio da mele cotogne. Sembra che siano stati gli Arabi a diffondere l'uso delle Marmellate nell'Europa mediterranea. Da lì si sono imposte anche nel Nord dove, per la scarsità di frutta fresca, hanno avuto grande diffusione.
Sia le Confetture che le Marmellate però, fino alla fine del 1700, furono destinate solo ai ricchi, dato l'alto costo dello zucchero di canna. La loro lavorazione era svolta soprattutto nei conventi, tuttora depositari di ricette preziose di liquori, sciroppi e confetture, e da lì le delizie partivano, ad alto prezzo, per le corti europee. Con la scoperta dello zucchero da barbabietola, l'uso di produrre Marmellate e altro si è diffusa anche nelle famiglie più modeste ed è così che si sono tramandate, spesso di madre in figlia, golose ricette.
- mele renette o di altra qualità
- zucchero
- scorza di limone grattugiata
- acqua
Quando sono ben cotte, passarle con il passaverdura, meglio per voi se elettrico, pesare la polpa e per ogni chilo pesare 750 gr. di zucchero. Mettere insieme la polpa e lo zucchero e far cuocere, mescolando, per almeno un’ora. Spegnere e lasciar riposare, riprendere la cottura dopo circa 24 ore e, quando la marmellata sarà sufficientemente densa, aggiungere 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata, cuocere ancora per qualche secondo mescolando e quindi invasare bollente.
La scorza di limone è facoltativa, ma dà un gustino gradevole.
Per chi avesse qualche curiosità circa la Mela, vi rimando all'articolo "Se a Eva fossero piaciute le fragole".
Usate lo stesso procedimento e le stesse dosi della Marmellata di Mele.
Frutto coltivato già dagli antichi greci e dai romani che ne conoscevano diverse varietà, ricca di sali minerali e vitamine, la Pera è un frutto nutriente e rinfrescante che Valnet propone per combattere i reumatismi, la gotta. Il superlavoro, l'anemia e molti altri disturbi. Contiene il Levulosio, zucchero ben tollerato anche da chi soffre di diabete.
- fragole mature 1 Kg.
- zucchero 750 gr.
- acqua 1 bicchiere
Ricca di vitamina C, B, E, K, la Fragola, come la Pera, contiene il levulosio e quindi è permessa ai diabetici. Valnet la consiglia per numerosi disturbi e anche per cure di bellezza. Eccovene una: schiacciare qualche fragola e spalmarla sul viso prima di coricarsi. Lasciarla asciugare e il mattino dopo (ammesso che riusciate a dormire) sciacquate bene. Pare che rilassi il viso e schiarisca la carnagione.
Marmellata di Kiwi e Marmellata di Limoni
Marmellata di Kiwi
Confettura di Limoni
Quasi sconosciuto in Italia fino a poche decine di anni fa, dove fu introdotto con una campagna pubblicitaria che ne decantava l'alto contenuto in Vitamina C, il Kiwi è originario della Cina e il nostro Paese ne è oggi uno dei primi produttori al mondo. E' di facile coltivazione, ma va ricordato che è una pianta "dioica", bisogna quindi piantare una pianta maschile con più piante femminili perché ha fiori maschili e femminili su piante diverse.
Il limone è poliedrico, vivace, aspro e dissetante, disinfettante e astringente. Meriterebbe un articolo a parte, chissà che non lo faccia?
Note e consigli
- La frutta contiene la Pectina, sostanza zuccherina (chimicamente definita Polisaccaride) che dà al composto la consistenza gelatinosa. Si trova soprattutto nelle mele, nella frutta poco matura e comunque nella buccia e nei semi.
- Invasare la marmellata quando è bollente (mettete il vasetto da riempire dentro una grossa tazza con il manico in modo da non bruciarvi), chiuderla subito ermeticamente e rovesciare il vasetto a testa in giù fino a completo raffreddamento. Questo procedimento va seguito per tutte le Marmellate e le Confetture perché garantisce la conservazione sotto vuoto.
- Come sempre le quantità sono solo indicative, l'importante è mantenere le proporzioni.
Cugini un po' pallidi delle Marmellate, i Succhi di frutta sono deliziosi e sani, purché, come sempre, non si esageri con la quantità. Eccovi come fare :
(o alla Pesca o alla Pera)
- frutta 1 Kg
- acqua 1 litro
- zucchero 500 g
un litro di acqua. Frullare bene la frutta sbucciata e unirla allo sciroppo raffreddato, nella proporzione uno a uno (per 1 Kg. di polpa di frutta frullata unire 1 litro di sciroppo freddo). Imbottigliare in bottigliette di vetro (con tappo a vite oppure con tappo a corona. In questo caso dovrete procurarvi tutto l'occorrente presso i negozi di ferramenta o di materiali agricoli) e quindi sistemare le bottiglie in una pentola, ricoprire completamente di acqua e mettere sul fuoco. Da quando l'acqua bolle, far bollire per 45 minuti. Lasciar raffreddare completamente nella pentola e quindi asciugare le bottigliette, etichettarle e riporle in luogo fresco, buio e asciutto.
Consiglio bottiglie monodose, comunque piccole; dopo l'apertura, conservare in frigorifero e consumare entro ventiquattro ore.
L'albicocco era diffuso già 5000 anni fa in Oriente e fu portato nelle nostre zone dai Romani che lo chiamavano melo dell'Armenia, terra in cui cresceva ai tempi di Alessandro Magno. E' un frutto diffusissimo in Europa, ricco di vitamine, soprattutto la A, sali minerali e zuccheri, nutriente e indicato, tra l'altro, per combattere l'anemia e l'inappetenza. E' consigliato nell'alimentazione dei piccoli, degli adolescenti e degli anziani. I noccioli dell'albicocca si possono usare solo se sono dolci, in caso contrario possono risultare dannosi. L'uso esterno del suo succo è utile per tonificare la pelle del viso.
Il Pesco, dalla Cina si diffuse nelle nostre zone grazie alle carovane che percorrevano la via della seta. Leggermente lassativa e diuretica, sotto forma di maschera, la Pesca è utile per la bellezza della pelle.
continua...

Mamma di Babette e Marie Curie. Ho molti interessi, tra cui, ahimè, il buonmangiare. Prediligo la cucina ligure, ricca di erbe aromatiche e verdure.
Grafoanalista, pittrice per passione, erborista per vocazione, ricarico "le batterie" con la buona lettura, l'arte e la natura
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marmellata di Kiwi e limoni (Mauramelchiorre)
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Devo confessare che questo contenitore mi ha sempre affascinato. Le bürnìe sono completamente smontabili e rimontabili, ne posseggo alcune anche da tre e quattro litri che tengo religiosamente per gli infusi dei liquori.