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Fuori di Melone
di Barbara  (07/13/2006)

Oggi parliamo di Cucumis Melo. Conosciuto ai più come Melone, il nostro Cucumis è il frutto della pianta omonima appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Stessa stirpe delle zucche, zucchine, cetriolo, cocomero: tutte piante erbacee e rampicanti diffuse nelle regioni calde con buona disponibilità idrica.

L'origine del Melone non ha certezze ma solo ipotesi, alcuni botanici sostengono che sia originario dell'Asia Minore altri dell'Africa; per non sbagliare potremmo affermare che il melone trova le sue origini nel bacino mediterraneo. In Italia le zone di maggior coltivazione sono l'Emilia Romagna, Sicilia, Puglia, Campania e Lazio, dove era già diffuso nel XV secolo nella zona di Cantalupo, da qui la varietà omonima.

Il melone è un frutto dalla forma variabile, ovale o tondo, con polpa zuccherina e profumata, cavo nella parte centrale dove si trovano numerosi semi. Esistono molte varietà di melone distinte soprattutto in due gruppi: meloni invernali e meloni estivi.

Quelli invernali, Inodorus, (e già qua il nome non è che dice molto :-) hanno la buccia liscia e sottile, la polpa bianca o verdastra e possono essere conservati a lungo; quelli estivi, che personalmente preferisco e dei quali chiacchiereremo un po' qua, sono divisi in reticolati (con superficie rugosa e retata) o cantalupi (con superficie liscia e costoluta), entrambi hanno la polpa succosa color arancio.

All'acquisto la buccia del Melone deve essere compatta e soda, la polpa dolce e "deve sedurre". Il melone sprigiona tutto il suo profumo a piena maturazione, cioè da giugno a settembre, e la maturazione ottimale si ha quando il contenuto di zuccheri raggiunge il 13%. Viene altresì considerato un frutto pregiato quando è una primizia.

Essendo un frutto monoico, il melone può essere maschio o femmina. Si riconosce la differenza osservando il polo opposto al picciolo, se è di colore nero è maschio e pare che sia anche più saporito, comunque per riconoscere un buon melone, impresa a volte ardua, bisogna soprattutto
- valutarne il peso, che indica una buona maturità della polpa;
- tastare la calottina opposta al picciolo, se è "cedevole al tatto" significa che il melone è troppo maturo;
- avere buon fiuto: il profumo deve essere gradevole ma non troppo marcato, troppo dolce potrebbe significare che il melone è fermentato;
- fortuna, elemento da non sottovalutare.



Indi poscia per cui, se ne deduce che è meglio acquistare il dolce frutto nella stessa giornata in cui vogliamo consumarlo. Se invece compriamo un melone da mangiare dopo qualche giorno, dobbiamo aver cura di conservarlo in frigorifero o in un luogo fresco, avvolto in un sacchetto di carta per evitare che trasmetta il suo profumo persistente ad altri cibi. Una volta sbucciato e tagliato deve essere conservato in frigorifero coperto da pellicola, sempre per evitare che "contamini" gli altri cibi.

Udite udite! dato il suo elevato contenuto di acqua ha pochissime calorie, circa 30 cal. per 100 gr di prodotto edibile; è ricco di fibre, utilissimo quindi nelle diete dimagranti ma anche per combattere anemie e stimolare l'attività di reni e intestino. Ahimè, è poco indicato per chi soffre di ulcera gastroduodenale. La varietà estiva è ricca di betacarotene, vitamina A e vitamina C, non mancano sodio, potassio, cloro, zolfo e magnesio. Una miniera praticamente.

Esistono molti modi per gustare un buon melone. Il più conosciuto è il classico antipasto prosciutto e melone, qui il prosciutto dovrebbe essere preferibilmente il crudo di Parma ma viene servito anche con altri salumi: salame, coppa, pancetta oppure con salamina di Ferrara fredda e fichi. Il nostro solare frutto trova il suo impiego anche in antipasti alternativi di invenzione sicula Lune lunette e granella di pistacchio oppure nella macedonia di frutta al Rosolio, lo possiamo trasformare in un delizioso chutney, o ancora tagliarlo a palline ed utilizzarlo per una rinfrescante bevanda come ad esempio il Lassi oppure servirlo semplicemente con sale e basilico. E i primi piatti? una estiva Insalata di Farfalle al Melone o anche un risottino, perché no? se il clima lo consente. La ricetta è molto semplice: si procede come per il risotto base e a cottura quasi ultimata si aggiungono dadini di melone, spolverata di pepe e via in tavola. Insomma senza ombra di dubbio si può proprio affermare che il melone è un frutto molto versatile in cucina.




Un tempo con i simpatici semini si preparava un delicato sciroppo, oggi in disuso tanto che non sono riuscita a reperire la ricetta. Magari le vostre ricerche saranno più proficue :-)

Con la buccia invece, per la serie non si butta via niente, si prepara un liquore ma la ricetta che ho trovato non mi convince, soprattutto per le proporzioni acqua/alcool/zucchero. Se ci provate fatemi sapere.

Meloncino
  • la buccia di 1 melone di media pezzatura
  • 500 cl di acqua
  • 500 cl di alcool 95°
  • 400 g. zucchero
Lavate e riducete a pezzettini la buccia, ponetela in un vaso a chiusura ermetica coperta con e dimenticatevela per almeno 40 giorni. Trascorso il tempo di infusione, preparate lo sciroppo con l'acqua e lo zucchero. Filtrate l'alcool con la buccia di melone e aggiungete lo sciroppo che avrete fatto raffreddare. Il liquore è pronto dopo tre mesi di riposo.

Per saperne di più:
Il melone, coltivazione


L'autore
Sostenitore Barbara: Milanese con sfumature venete. Non sopporto l'arroganza, l'ipocrisia, le parole inutili. Amo tutto il resto, gli amici sinceri e vorrei la pace nel mondo.
(agg. 1/2008)

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che buona.... (Livia78)
Meloni e fortuna (Mariber)
. . scelta del melone (Barbara)
. . . . cara babs (Piccolacri)
. . . . . . venature (Keeca89)
. . . . . . venature (Barbara)
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Prosciutto e Melone (Alecap)
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. . . . . . assomiglia un po' (Taccosbill)
. . . . . . . . slurrrppppp!!! (Martolina)
. . . . . . . . mi dissocio :-) (Barbara)
. . . . . . . . . . ma no! (Taccosbill)
. . Io l'ho mangiato (Michelamor)



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