Cerca nel sito

Accio e Patane (Zuppa di Sedano e Patate)

Ricetta inviata da noyra il 06/22/2005

Ricetta della mia città, la cui famosa umidità permette la coltura del sedano. E' uno dei piatti preferiti da mia madre e me, mentre veniva cordialmente aborrito dai miei fratelli e di conseguenza catalogato tra gli "sciacquapanza". Il sedano migliore è quello che si trova da agosto a novembre.

Difficoltà
Facile
Ingredienti
  • un bel cespo di sedano
  • patate in egual quantità
  • gambetto di prosciutto crudo
  • pezzetti di carne per brodo
  • 1 pomodoro
  • croste di formaggio pulite
Preparazione

Pulite il sedano, eliminando i filamenti e le foglie più dure e tagliatelo a tocchi.

Sbollentatelo (fogliame compreso) in acqua salata, se volete eliminarne il retrogusto amarognolo: a me piace e quindi salto quest'operazione.

Preparate un brodo con i pezzetti di carne, il prosciutto, le croste di formaggio, il pomodoro: tutto a dadini.

Fate bollire per un'oretta, dopodiché unite il sedano.

Dopo un quarto d'ora circa aggiungete le patate a dadi e fate cuocere finquando tutto sia ben insaporito.

Se tagliate le patate in pezzi di diversa dimensione otterrete che una parte si spappolerà, conferendo cremosità alla zuppa ed il resto manterrà una certa consistenza.

Servitela in piatti sul cui fondo avrete sbriciolato una fresella, un pezzo di pan biscotto o, in mancanza, anche del pane casareccio vecchio tostato in forno.

E' una zuppa estiva-autunnale, quindi consiglio di mangiarla 'riposata' se fa ancora caldo, spolverata di formaggio.

Autore
no picture
noyra

Nella mia vita c’è sempre stata la cucina. All’inizio era educazione e amore (fase infanzia): nella mia famiglia si è sempre respirata una certa aria gastronomica e il cibo era un fatto serio che meritava tempo e pazienza, oltre ad essere il modo più naturale per manifestare affetto e attenzione.

Poi è diventata ribellione ed indipendenza (fase adolescenza e giovinezza): il cibo è mio e lo gestisco io! Via quindi alle sperimentazioni più o meno ardite, più o meno riuscite, segno di una personalità culinaria in formazione.

Infine, è diventata un fatto sociale, potente e aggregativo: si cucina insieme, si mangia insieme. Si inizia parlando di cucina e si finisce per sviluppare sentimenti e legami (fase Cooker).

Adesso è ancora tutto ciò, ma anche molto di più: il cibo è arte e scienza e le scelte alimentari sono cultura e politica (fase gastrocomunista).

(agg. 6/2011)

Condividi questa pagina:

Permalink url: http://www.cooker.net/doc/4219741D50589FF286257027004C860A