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La rivoluzione nel carrello

di chiaretta - 03/09/2011

Non sappiamo se la classe operaia sia finita in paradiso come auspicava Elio Petri, ma temiamo di no. Fatto sta che defunta ci sembra per certo.

Che attinenza può avere questo con i vostri mestoli e i vostri fornelli?

C'è un'altra insospettata e insospettabile categoria che può accendere "il sol dell'avvenire": le massaie, perché sono indiscusse detentrici della lista della spesa, cuore dell'azione dei Nuovi Gruppi Rivoluzionari Disarmati: le famiglie.

Non siamo più soggetti politici da almeno una trentina d'anni, per scelta o per errore, ma tutti noi, indistintamente siamo diventati un'altra cosa e lo siamo ogni giorno, volenti o nolenti: Consumatori.

Neanche Trotsky avrebbe osato immaginare tanto e anche se non dormite con la foto di Marx sul comodino, forse queste righe possono solleticare le vostre menti e accendere lo spirito rivoluzionario sopito in voi… Si chiama consumo critico, ha mille forme, e proprio in questi giorni si metterà in mostra nella Mecca del consumismo italiano: Milano.

L'idea è di quelle che disarmano nella loro semplicità: consumare meno, consumare meglio.

Il che non vuol dire risparmiare, ma pagare un prezzo equo per ciò che si acquista, che garantisca la qualità della vita e i diritti di chi lo ha prodotto, con dentro un'idea di sviluppo sostenibile in termini economici, ecologici, sociali.

Vuol dire non comprare i pomodori in novembre o delle patate che hanno fatto migliaia di chilometri per giungere fino a voi. Mangiare la carne una volta di meno "regalando" un chilo di cereali in più a un qualche agricoltore africano, chiedersi se nella tazzina del caffè oltre allo zucchero c'è lo sfruttamento del lavoro minorile.

E' un modello che ricuce i fili di una socialità spezzata, non solo il senso di solidarietà con un lontano produttore di zucchero del Perù, ma anche il piacere di trovare nel proprio intorno sociale altre persone che condividano con noi non solo una diversa idea di società, ma anche una cassetta di mele che di chilometri ne ha fatti solo venti, entrando a far parte del più vicino G.A.S.



Vuol dire evitare di comprare l'acqua in bottiglia, con tanti ringraziamenti non solo da parte dell'ambiente e del portafogli, ma anche della vostra schiena e del vostro stomaco.

Fare una torta da dare come merenda ai vostri marmocchi, più economica, più ecologica, ma soprattutto più buona.

Sostenere un sito come questo, dove trovare idee e talvolta prossimità, salvandosi dal bombardamento pubblicitario, ma anche fonti d'informazione indipendenti, radio e giornali senza editore, che contano sul sostegno di chi li ascolta e li legge per rimanere fedeli a se stessi.

Chiedersi se i soldi che abbiamo in banca o quelli della nostra RC auto vengono utilizzati per finanziare armi.

Chiedersi quante volte i nostri sono consumi "indotti". Dalla pubblicità, dall'emulazione di modelli magari lontanissimi da noi.

Fermarsi a pensare che forse non è necessario acquistare tutto ciò che ci serve, molte cose possono essere prestate, barattate, scambiate e vivere una seconda vita, invece che riempire le discariche. Non solo gli oggetti, ma anche il tempo e le proprie capacità possono essere scambiate.

Io faccio fare i compiti di matematica a tuo figlio, tu mi ripari la lavatrice, entrando a far parte di una banca del tempo.

Prendere il tram e godere dello spettacolo degli altri attorno a noi o condividere la nostra auto con i nostri colleghi d'ufficio, accorciando di qualche metro la nostra coda mattutina. Fare due ore di straordinario in meno che unite alle altre sei dei nostri tre compagni d'ufficio fanno un quinto compagno d'ufficio, magari anche simpatico, e un disoccupato in meno.

In realtà sarebbe sufficiente che ciascuno di noi facesse una sola di tutte queste cose.

Sono gli ingranaggi che fanno funzionare la macchina. Ma gli ingranaggi non pensano. Noi sì.

E se tutti decidono di girare più lentamente e di condurre la macchina da un'altra parte il "Sistema" non potrà fare altro che seguire la direzione scelta dalle sue mille piccole parti.

Come cantavano le mondine all'inizio del secolo: "per amor dei nostri figli!" Perciò, massaie del mondo unitevi!

Per saperne di più:

Fa la cosa giusta

Banca etica

Banca del tempo

Autore
chiaretta

Dopo la catartica operazione di pulizia del mio ricettario da entusiasmi durati poco, ritengo sia ora di aggiornare 'sto profilo...

Nata per errore tra le nebbie padane, con un patrimonio genetico più africano che europeo, da quando approdai qui...molti anni fa... pratico con successo lo sport di cambiare provincia e collezionare fornelli in affitto o in prestito. Troverò una cucina in cui far riposare i miei mestoli nomadi?

(agg. 1/2011)

Commenti
complimenti (Sellero)
. . grazie... (Chiaretta)
. . . . condivido (Sellero)
brava! (Farofa)
. . bravissima (Teddy)
. . Mi associo (Isadan)
. . . . Rivoluzione nel carrello (Mammacesca)
. . . . . . Rivoluzione nel carrello (Adri53)
. . . . . . . . Bella.. (Isadan)
. . . . . . . . Condivido! (Buonappetito)
. . . . . . . . . . grazie a tutti...ma... (Chiaretta)
. . . . . . . . . . . . il giusto mezzo non dipende da noi a volte (Buonappetito)
. . . . . . . . . . . . . . la rivoluzione nel carrello. (Adri53)
. . . . . . . . . . . . . . è vero (Farofa)
. . . . . . . . . . . . Chiaretta... (Ziabetta)
. . . . . . . . . . . . . . zia... (Chiaretta)
. . . . . . . . da incorniciare (Corbaccio)


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