Il solo nome fa tornare alla mente il sole, il mare, i ristorantini galeotti o le tavolate di amici. E' la Moussakà, tra i piatti più tipici e noti della cucina greca.
Un piatto che possiamo tranquillamente provare a cucinare anche qui in Italia. Non ci sono infatti ingredienti difficili da reperire nel nostro Paese. Come invece può accadere per i dolmathakia, gli involtini di foglia di vite con dentro riso e carne o per la taramosalata, l'ottima salsa fatta di uova di pesce e patate lesse ridotte in purè.
La Moussakà ricorda un poco la nostra parmigiana, in più di diverso ha la carne trita di agnello. La carne trita è molto utilizzata in Grecia, spesso, appunto, nei ripieni di verdure. I piatti ricchi di carne, o gli arrosti, sono infatti riservati ai giorni di festa. Tra le carni preferite agnello, capretto, pollo e vitello. Le si cucinano come spezzatini e come stufati aromatizzati con erbe.
Da non scordare i souvlakia, gli spiedini di carne di maiale croccante serviti con succo di limone e l'immancabile origano.
Ma torniamo all'agnello, un animale che ci fa risalire indietro nel tempo, alla tradizione greca della pastorizia. E' l'elemento forte della Moussakà, dicevamo, insieme alle melanzane.
Moussakà
(Per 8 persone)
- 8 melanzane
- olio per friggere
- 1 litro di latte
- 1 cipolla
- 800 g di carne di agnello (o di montone o di manzo) macinata
- 150 gr di burro
- 2 tazze di farina
- 3 uova
- 1 etto di pecorino grattugiato
- origano
- 2 pomodori
- pangrattato
- sale e pepe
Affettare le melanzane, meglio che siano quelle lunghe. Friggerle nell'olio bollente. Scolarle, salarle. Preparare la besciamella (squagliare il burro in una pentola, aggiungere la farina; aggiungere il latte caldo sempre mescolando sul fuoco. Si procede con la cottura sino ad avere la giusta densità. Si aggiungono le uova e il formaggio).
Tritare la cipolla, soffriggerla e unire la carne. Lasciarla insaporire; aggiungere i pomodori sbucciati e tritati, origano. Far cuocere per tre quarti d'ora a fiamma bassa. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua.
Salare e pepare. A questo punto: vestire di pangrattato il fondo di una pirofila. Adagiare uno strato di melanzane fritte, uno strato di carne, uno di melanzane sino a che gli ingredienti sono terminati. Chiudere con le melanzane. Come copertura finale la besciamella su tutta la superficie. Spargere il resto del pangrattato. Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per circa 40 minuti prima di servire.
Un curiosità. La besciamella per i greci è una delle salse più importanti della loro cucina. Ma la Chiesa in Grecia, e non parliamo di molto tempo fa, considerava l'uso di salse e intingoli un elemento di corruzione per l'anima e nei proibiva l'uso. Ma i contadini non seppero rinunciare a questa salsa che rende appetitosi i piatti più frugali.
C'è anche una seconda versione della moussakà, senza besciamella. Nella carne tritata tiepida si aggiungono le uova sbattute (4), il prezzemolo tritato, qualche foglia di timo e un pizzico di paprika. Impastare. Formare la teglia con strati di melanzane e carne. Irrorare la superficie di olio. Mettere la teglia a bagnomaria in uno stampo più grande. Cuocere a forno già caldo a 200 gradi per 1 ora. Ma per i puristi esiste solo quella con la besciamella.
Ancora una curiosità: nella regione balcanica chiamano moussakà di sardelle un piatto che è molto simile alle nostre alici alla ghiotta. Servono pari peso di patate e alici, olio, vino bianco, aglio, prezzemolo, pepe e sale.
Pulire e asciugare le alici. Pelare e tagliare le patate a fette molto sottili. Ungere di olio una teglia. Alternare uno strato di patate e uno di alici. Cospargere il pesce con un battuto di aglio e prezzemolo. Aggiungere pepe e sale. Ultimo strato deve essere di patate. Aggiungere olio, un bicchiere di vino bianco e un po' di acqua. Coprire la teglia con carta di alluminio. In forno a 200 gradi per 45 minuti. Servire caldo.
Per saperne di più
Turismo in Grecia

Di anni ne ho 52.
Amo cucinare,
tragicamente anche mangiare
e non parliamo del pasticciare.
Amo la pasta e gli impasti,
la cicoria e le caldarroste,
il vino rosso e i cantuccini,
la mortadella con i suoi pistacchini.
Del pane sono ghiotta:
lo accompagno con la cianfotta.
Per la spesa non mi serve la lista.
Memoria d'acciaio, sono giornalista.
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