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Norman Provola e il mistero dei lombini scomparsi (7ª puntata)

di bluter - 07/21/2007

(Puntata precedente)

Non avevo fatto cinquanta metri dal negozio di Vic che ebbi l'impressione di essere seguito. Cambiai di marciapiede, mi fermai ad una vetrina fingendo di interessarmi agli aspirapolvere e nel riflesso del vetro laterale di un ingresso osservai alle mie spalle due tizi anonimi, uno grande e grosso, l'altro di taglia più ridotta, entrambi con impermeabile, occhiali scuri, cappello da blues brothers, che fingevano di accendersi una sigaretta, indifferenti, fermi all'angolo della via precedente. Decisi che li avrei chiamati Zuccone e Zucchino, gli stavano bene i due nomignoli.

Mi mossi di qualche passo, quando si mossero anche loro mi fermai. Si fermarono pure loro. Principianti. Evidentemente c'erano solo loro, non era un pedinamento organizzato. Continuai in avanti, loro ridussero le distanze, allugai il passo. Nel girarmi di tre quarti a sbirciare dove fossero, non feci attenzione ed andai a sbattere contro un passante.
- Epperò... Mi scusi! - stavo per dire.
Il passante mi spinse in uno stretto vicoletto laterale ingombro di bidoni dell'immondizia. Evidentemente era un pedinamento organizzato. Arrivarono subito sulle piume anche Zuccone e Zucchino. I tre mi immobilizzarono contro il muro.
- Mo senti bene, maledetto piedipiatti, adesso ci dici che fine hanno fatto quei lombini.
- Quali lombini?
- Non fare il furbo con noi, che senò te ne accorgi. Non mi costringere...
- Ehi voi! Lasciate stare il mio amico - Dall'angolo sbucò il buon Vic con un paio di prestanti aiutanti. Non l'avevo mai visto così volentieri. Mi sembrava persino di sentire la tromba suonare la carica come in Ombre Rosse quando arrivano i cavalleggeri.
- Sòccia, scappa! - Fece Zuccone a Zucchino.
Fui scaraventato a terra dagli energumeni che se la diedero dall'altro lato. Zuccone fuggendo mi rivolse ancora una minaccia - Ma non finisce qui, bojadunmondlader!
Presero dietro l'angolo dell'altra uscita del vicolo. I cavalleggeri lasciarono perdere gli indiani.
Vic si accertò che non ci fossero problemi. - Tutto a posto, Norman?
- Tutto OK, Vic, tutto a posto. La prossima volta non accetterò più caramelle dagli sconosciuti.
- Per fortuna ti avevo mandato dietro mio nipote Manuel, questi sono brutti paraggi se sospettano che tu abbia delle cose interessanti.
- E che cosa posso avere io che interessi questi slavi del cavolo.
- Slavi? Perché dici slavi?
- Mi pareva di aver riconosciuto un dialetto serbocroato.
- Vedi che questi parlavano bolognese!
- Epperò!
- Brutta gente quella, vedi di stargli alla larga. La Triade Emiliana non scherza mica.

Mi riportò verso il suo negozio. Mi fece sedere su una sedia nel retro e, dopo aver aperto una buona bottiglia di Calvados, me ne porse un cicchetto abbondante.
- Cosa vogliono da te quella gente?
- Non ne ho la minima idea, sapessi almeno chi sono.
- Quelli sono della Triade Emiliana, gestiscono il traffico dei salumi, ma non mi risultava mettessero il naso altrove.
Fu giocoforza raccontargli tutto il resto della storia. Quando ebbi finito lo vidi perplesso.
- Quindi il magazzino dei lombini era vuoto e lo hai aperto tu... mmmh.
- Certo, ma l'ho anche richiuso.
Si accese un puros.
– Niente di più facile che anche la... come si chiamava la ragazza?
- Spitz, Esther qualcosa Spitzenbaum.
- Si, un nome come un altro, probabilmente inventato, niente di più facile che sia una del giro della Triade, un'aspirante...
- Hai ragione, anche l'accento era uguale. Ma... Vuoi dire che mandino delle pivelle? Non mi sembrava così inesperta...
- No, no per gli emiliani "aspirante" significa altro, provengono quasi tutte da Bologna, ma lasciamo perdere. Era una scafata, indubbiamente.
- ?
Mi chiarì il concetto in un orecchio, il nipote poteva sentire.
– Disdicevole! Ma chi sono questi della Triade Emiliana?
- Sono i maggiori trafficanti nel ramo dei salumi - continuò a spiegare Vic
- Tutti immigrati dal triangolo compreso tra Parma, Piacenza e Guastalla. All'inizio importavano salumi imboscati nei sacchi di morfina grezza prodotta dalle ditte farmaceutiche della bassa padana, poi l'FDA si accorse della importazione parallela e loro corsero ai ripari mettendo su allevamenti di maiali nel Massacchussetts e tirando su una filiera di tutto rispetto. Si scontrarono quasi subito con i loro più diretti concorrenti, i tedeschi della HVK, che starebbe per Heilige Vereinigte Krone. Alla fine di una guerra tra bande durata diversi anni, raggiunsero un accordo, la cosiddetta "Pig Connection". Stabilirono alla fine che i tedeschi si sarebbero occupati degli insaccati e dello Speck e gli Emiliani dei Tranci Interi e della Mortadella.

Fece una pausa per versarsi anche lui un cicchetto di Calvados, poi continuò:
- Rimaneva agli Emiliani comunque il monopolio del Parmigiano, anche se col grattugiato hanno sempre dovuto faticare a tener fuori bande sparse di cani sciolti che ci grattugiavano la qualunque e vendevano tarocchi orribili agli yankee, che tanto tirano giù di tutto.
- Ah! Ma io che c'entro?
- Di straforo. Quello che gli interessa, quasi sicuramente, sono i lombini di Bill Jam. Un indipendente che produceva roba così buona come i lombini non poteva non dargli fastidio e così, saputo poi che ce n'era un'intera partita incustodita si sono gettati a pesce.
- Uhm...?!
- Ti hanno messo alle costole un'esca doppia. Sapendo che ti piace il tuo mestiere, ti hanno fatto intravedere un'indagine intrigante, servita da una cameriera con respingenti al fulmicotone come la tua amica Spitz, che in effetti non ti ha lasciato indifferente e con una lacrimevole storia ti ha convinto a cercare i lombini al posto loro.
- Già, ma adesso perché li sono venuti a cercare da me se il magazzino era vuoto?
- Questo te lo può spiegare solo Spitz. O La Bertuccia.

(continua...)

Autore
bluter

Bluter, alias Mauro, classe 1956, Torinese. Con mia moglie, due figlie, cani & gatti vari, abito fuori Torino. Sono medico (Anestesista), lavoro da una vita in ospedale, mi occupo di emergenza. Ascolto molta musica, mi piace il country, il bluegrass, le jugs band, il manouche, la musica da banda, Gianmaria Testa, Conte, Cammariere, ma se viaggio ascolto audiolibri, AC/DC o musica classica. Suonavo la chitarra, ora lo faccio molto raramente, ho imparato i balli occitani, la curenta, in epoca non sospetta, cioè quando li ballavano ancora dalle mie parti alle feste di paese e non nelle feste popolar-macrobiot-pacifist-cittadine, amo il musette.

Mi interesso di dizione e lettura ad alta voce, e raccolgo brani che talvolta leggo agli amici la sera.

Leggo di tutto e molto, le mie passioni sono i racconti brevi, Camilleri, Pennac, Severgnini e tanti altri. Amo i fumetti ma come Andrea Pazienza non ce n'è più. Manara mi intriga, adoravo i vecchi numeri di Linus, che ho conservato ancora in soffitta,

Ho una passione per la storia, ho una vasta collezione di film e mi piacciono le ricostruzioni storiche, i film di guerra, i vecchi film in bianco e nero.

M’interessano le filosofie orientali, ma non ne faccio una fede.

Nei viaggi (non tantissimi) la curiosità è lo scoprire un popolo a tavola, nei mercati, nei negozi.

ho scritto anche qualcosa non di cucina, nel blog indicato sotto (che non è "mio" ma che tengo con altri colleghi). Lì il mio nick è Herbert Asch.

In cucina, adoro gli spaghetti grossi, i vermicelli n.8, dopo viene tutto il resto, in ultimo la carne, la selvaggina e le carni di volatili (pollo, coniglio); non sopporto il fegato ed il brodo di gallina, per il resto ho mangiato già di tutto. Amo il vino bianco frizzante secco e fresco, l'acqua gelata, il tè cinese verde caldo, la birra fresca, la vodka, la grappa di frutta, il vino mi è, in realtà, indifferente.

Mi piace improvvisare sui rimasugli del frigo, in cucina abbiamo spazio ed ho distribuito barattoli dappertutto, con ogni genere di spezie, abbiamo sempre avuto un putagè, la stufa che d'inverno è il posto per cucinare che amo di più. D'estate la casa si apre all'esterno e mi piace improvvisare insalate sminuzzate sul tagliere antico di noce.

Ora che ho finalmente una certa età, forse riesco a vedere alcune cose con più distacco mentre alcune altre le assaporo meglio, con più gusto ed a qualcuna, finalmente, riesco anche a dire di no.

Dopo una vita passata a vedere schifezze ed a cercare di metterci riparo, ho voglia di non pensare più troppo a cose serie e cerco di togliermi delle soddisfazioni. Cerco di dire quel che penso, senza pensare troppe stupidaggini, di trovare persone sincere, situazioni vere, sensazioni piacevoli (i sostantivi e gli aggettivi possono essere variamente combinati, va bene lo stesso).

Qualcosa di tutto questo ho trovato in Cooker, senza enfatizzare, ma la cosa mi diverte e tanto basta.

(agg. 3/2011)

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