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Norman Provola e il mistero dei lombini scomparsi (10ª puntata)

di bluter - 08/17/2007

(Puntata precedente)

Il locale che ci aveva indicato Stregos non era molto distante. Anche qui facemmo una breve ricognizione esterna, c'era abbastanza gente fuori che aspettava di mangiare, di fianco la pescheria era invece quasi vuota. Parcheggiata l'auto poco oltre passammo una seconda volta a piedi, ma non riconoscemmo nessuno. Provammo a entrare nella pescheria c'era da attendere un momento perché dall'altra parte era ora di punta. Tutto il personale era affaccendato al bancone di servizio.

La cucina era immediatamente dietro ed i piatti venivano passati attraverso un passavivande, attraverso cui venivano anche gridate le comande.
Nessuno del personale ricordava a Spitz il nostro cuoco, ma avremmo avuto la curiosità di dare un'occhiata nelle cucine. Le cucine, a loro volta davano su un cortile interno, il cui ingresso avevamo notato prima di entrare sulla destra dell'ingresso della pescheria. Prima che ci notassero troppo e che venissero a servirci uscimmo. Bingo! il cortile era aperto. Ci scambiammo uno sguardo complice ed entrammo.

In realtà era il passaggio per una serie di capannoni che si aprivano nel cortile e dove c'erano una serie di attività artigianali: un gommista, un carrozziere e qualche altra officina. Tutte al momento in chiusura per la pausa di pranzo. Dal cortile la visuale sulla cucine era ottima, c'erano un paio di larghe finestre, spalancate per il puzzo di fritto e la temperatura.

Il nostro uomo era là, intento a tirare su calamari dalla friggitrice, anche se troppo in campana per lasciarsi sfuggire i due nuovi ingressi nel cortile. Come vide Spitz impallidì e si tolse dalla visuale della finestra.
- Controlla il cortile! - Mi ordinò sicura Spitz.
Sempre la vecchia, fastidiosa abitudine di passare al confidenziale "tu" solo nei momenti critici. Lei si portò sul davanti del negozio, sulla strada.
Io vidi distintamente una porticina sul retro spalancarsi ed un piccolo ometto fuggire a gambe levate verso il capannone più vicino. Iniziai a correre anch'io, senza una parola, per non attirare troppo l'attenzione e mi infilai di slancio nel portone che aveva infilato la Bertuccia. Entrai di slancio, proprio come mi hanno insegnato che non si debba mai fare.

Il primo cazzotto, alto, da sinistra lo schivai il secondo colpo arrivò da destra e mi stese, complice anche un qualcosa che mi avevano tirato tra i piedi. Non ebbi il tempo di finire lungo e disteso che quattro mani mi presero di polsi e dal colletto, mi tirarono su e mi sbatterono contro un muro.
- OK raga, penso di non dovermi più sgranchire le gambe. Per ora rimango qui, in fondo il panorama non è male.
- Ruhe! - Il comando era rude, gutturale: i tedeschi!.
Mi spinsero ancora di più la faccia contro il muro. Conveniva tacere. Di fianco a me, poco più in là anche la Bertuccia era intrattenuta alla stessa maniera da un paio di maggiordomi. Forse non si erano accorti di Spitz, se fosse riuscita a evitare la trappola poteva tornare con i suoi amici ...

Il portone si spalancò di nuovo ed apparsero due sagome sulla porta: Spitz era affiancata da un energumeno, che però non la teneva come i due gaglioffi tenevano noi due, anzi pareva farle ala e che la più importante fosse lei. Arrivata alla mia altezza si fermò.
- Spiacente Norman, lei ha capito quasi tutto, ma le è sfuggito un particolare. Non sono emiliana, nonostante il mio accento e qualche modo di dire che mi è rimasto. Sono "tetesca ti cermania", anche se ho studiato a Bologna e mi sono infiltrata nel Gotha dei salumieri emiliani. Conoscere le mosse del nemico è essenziale nel nostro campo. Spitzenbaum non è un nickname, è proprio il mio vero nome. La mia fortuna è di essere portata per le lingue, questo ha fatto sì che quando i nostri capi negli states hanno saputo di questa storia dei lombini io sia stata inviata qui per riuscire ad entrare nelle grazie del produttore per carpirne i segreti ed eventualmente rilevarne l'attività.
Si rivolse a Eros:
- Mi spiace di deludere anche te mio caro, ma... "à la guerre comme à la guerre!". Quello che mi sfugge è che cosa sia andato storto alla fine. Questa simpatica riunione che vi vede entrambi riuniti è stata, come dire, combinata apposta per avere un contraddittorio immediato.
- Fun cool, strnz! - grugnì Eros, schiacciato con la faccia contro il muro.
Eros non finiva di stupirmi. Era stato anche lui in Corea?
A questo punto prese le redini l'energumeno. Ordinò:
- Prentere pricionieri und lecare pene! -
Dannazione! Allora i tedeschi avevano anche aspiranti uomini! La prospettiva era orribile. Protestai:
- Non potete torturarci così!
Spitz mi guardò scocciata.
- Zitto stupido, ha solo detto di legarvi bene...
Ci legarono a due sedie sgangherate recuperate nel cortile. L'energumeno principale si incaricò dell'interrogatorio:
- Atesso foi tire me dofe ezzere lombini, ja.
- Lui non c'entra niente, lasciatelo andare - fece Eros, eroico. - Vi spiegherò tutto io!
- Prima tici poi io fedo se lascio antare...
- L'altra sera c'ero io al ristorante. Ero lì per far trovare il frigo aperto e svaligiato, in modo che nessuno potesse sospettare che i lombini non c'erano mai stati. Quella partita di lombini andò a male nella prima settimana, si svilupparono larve di mosche dappertutto. Bill Jam mi fece caricare una notte tutti i lombini su un furgoncino della ditta poi passammo la frontiera di notte e scaricammo in un paesino subito passata la linea di confine.
Al ritorno caricammo diverse casse di roba, credo fossero tutti bottigliette di Worchester, Bill me ne diede una cassa per ricompensa del viaggio, ne avevo tenuta ancora una bottiglietta nell'armadietto, era roba buona, ben fatta. I lombini non so che fine abbiano fatto, fu uno schifo orribile insaccarli in sacconi di juta e caricarli. Bill provò a trovarne altri, ma si era fatto troppi nemici e nessuno gli vendette nulla. Provò persino dai suoi più acerrimi nemici, dai romagnoli della lega dei Cappellacci, ma trovò solo rifiuti. I cinesi gli offrirono solo carne di cane, i giapponesi cosciotti che dicevano di balena, ma forse c'era qualcosa che non andava nella traduzione. Niente di cui potesse fare qualcosa. Era la rovina totale, Bill non avrebbe più potuto farsi vedere in giro, dopo una figura del genere, nessuno avrebbe più anticipato mezzo cent per la sua produzione. Decidemmo di non dire niente, sapevamo della cosa solo io e Bill. In due settimane liquidammo tutto e ci trovammo una sistemazione distante, credo che Bill sia in sudamerica (qualcuno mormora che è in Cina) adesso, non ho più notizie. Io ero rimasto in zona perché dovevo montare la sceneggiata dei lombini trafugati per non far perdere la faccia a Bill e per mantenere la leggenda dei mitici lombini. Una volta calmate le acque dovevamo ritrovarci e riprendere l'attività, Bill aveva mantenuto dei contatti con gli australiani e so che stavano sviluppando una ricerca per utilizzare carne di struzzo, ma il progetto era ancora troppo in alto mare.

- Ja, vielleicht, forse... ma kosa ci facefa il tuo amiko con coltello in skiena? - l'energumeno pareva essere ben informato.
- Non so, non so perché fosse lì. Ho capito dopo chi era, ho avuto paura e così l'ho fatto fuori, ma non so come sia arrivato fino lì, giuro!
- Lo so io questo! - decisi di rendere il favore alla Bertuccia. – evidentemente Steve, "l'amiko con coltello in skiena", aveva riconosciuto Eros quando, per un malaugurato caso del destino gli portò i lombini marci, solo lui era capace a fare una Worchester migliore dell'originale ed era finito a lavorare per un laboratorio clandestino vicino alla frontiera. La roba fu portata con ogni probabilità al laboratorio principale, raschiata alla bell'e meglio e passata in autoclave. Di solito si riuscivano a tirare fuori ancora del cotto in tranci, che si passavano sottovuoto, si munivano di documenti falsi e infine venivano messi in vendita a Mexico City, dove, con tutta probabilità finivano nei toast degli alberghi o nei bar più malfamati. E' un sistema comunissimo. La maggior parte dei proventi torna sotto forma di salsa Worchester contraffatta, che viene poi spacciata in tutti i megastores del sud, riforniti da un grossista compiacente che li mescola a partite di Worchester legale. Tutto questo rientra nella politica del buon vicinato, come la concepiscono i delinquenti. Steve era entrato nel giro, perché non avrebbe più potuto fare altro, ma sono convinto che quando riconobbe il suo Giuda non pensò più ad altro che a vendicarsi. Quando arrivò alla fonte dei lombini era già tardi, tutti si erano già volatilizzati, ma lui era uno paziente e attento, anche lui aveva sentito della leggenda dei mitici lombini e si era trovato sul posto per la maturazione. Fu sfortunato a trovare me sulle sua strada, che lo distrassi, ed ancora più sfigato e trovare Eros alle spalle...
- Ja, mollto interezzante. - Il tedesco non pareva troppo convinto. Battè un pugno sul tavolino. - Und io tofrei kredere a tutte kueste fregnacce? - il tono si fece decisamente minaccioso. – Tove zono i lompini!? - disse alzandosi e sbattendo la sedia a terra.
Sul tonfo della sedia si spalancò anche la porta ed irruppero improvvisamente Zuccone, Zucchino ed altri tre o quattro confratelli.
- Fermi tutti, crucchi patacconi! T'el dagh me che ti prendi tu i lombini, magnapatate!

La reazione dei tedeschi fu istantanea, ma il parapiglia permise di defilarci in un angolo. Affiancando le sedie da dietro riuscimmo a slegarci i nodi a vicenda, e, in un momento di zuffa furiosa raggiungemmo la porta. Fuori un crucco di guardia era già stato messo fuori uso dal commando emiliano a colpi di salsicce calabresi stagionate che gli emiliani utilizzavano per la loro particolare durezza e per depistare rispetto all'origine.

La mia Duna era ancora dietro l'angolo dove l'avevo parcheggiata, tolsi le chiavi di riserva, che avevo nascosto nel paraurti anteriore e partimmo lasciandoci dietro una "Pig dis-connection" che innescò nuovamente antichi conflitti. Mentre i tedeschi avevano già subodorato tutto e avevano già dispiegato tutta la squadra da prima, gli emiliani non avevano fatto altro che seguire me, che li avevo portati diritto sul loro obbiettivo. Per mia fortuna.
Lasciai Eros ad un paio di chilometri dal centro, dopo una lunga chiacchierata. Sapevo che aveva già un biglietto per l'Australia ed una nuova identità.

Lo lasciai andare a malincuore, pensando a Steve, ma non so se sarebbe riuscito a sfuggire a lungo ai due clan, che ormai lo cercavano entrambi.
Certo da quel giorno faccio attenzione a prendere il prosciutto cotto che costa poco e, se posso, lo evito. Assaggio spesso la Worchester, ma non riesco più a trovare quel gusto particolare che avevo in mente dai tempi della Corea. Spero sempre che in qualche fondo di magazzino sia avanzata una partita di botticini taroccati da chi so io. Ora sto andando a comprare gli ingredienti e penso di farmi un biritello per stasera. Non l'ho mica lasciato andare aggratis la Bertuccia.

The End

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Autore
bluter

Bluter, alias Mauro, classe 1956, Torinese. Con mia moglie, due figlie, cani & gatti vari, abito fuori Torino. Sono medico (Anestesista), lavoro da una vita in ospedale, mi occupo di emergenza. Ascolto molta musica, mi piace il country, il bluegrass, le jugs band, il manouche, la musica da banda, Gianmaria Testa, Conte, Cammariere, ma se viaggio ascolto audiolibri, AC/DC o musica classica. Suonavo la chitarra, ora lo faccio molto raramente, ho imparato i balli occitani, la curenta, in epoca non sospetta, cioè quando li ballavano ancora dalle mie parti alle feste di paese e non nelle feste popolar-macrobiot-pacifist-cittadine, amo il musette.

Mi interesso di dizione e lettura ad alta voce, e raccolgo brani che talvolta leggo agli amici la sera.

Leggo di tutto e molto, le mie passioni sono i racconti brevi, Camilleri, Pennac, Severgnini e tanti altri. Amo i fumetti ma come Andrea Pazienza non ce n'è più. Manara mi intriga, adoravo i vecchi numeri di Linus, che ho conservato ancora in soffitta,

Ho una passione per la storia, ho una vasta collezione di film e mi piacciono le ricostruzioni storiche, i film di guerra, i vecchi film in bianco e nero.

M’interessano le filosofie orientali, ma non ne faccio una fede.

Nei viaggi (non tantissimi) la curiosità è lo scoprire un popolo a tavola, nei mercati, nei negozi.

ho scritto anche qualcosa non di cucina, nel blog indicato sotto (che non è "mio" ma che tengo con altri colleghi). Lì il mio nick è Herbert Asch.

In cucina, adoro gli spaghetti grossi, i vermicelli n.8, dopo viene tutto il resto, in ultimo la carne, la selvaggina e le carni di volatili (pollo, coniglio); non sopporto il fegato ed il brodo di gallina, per il resto ho mangiato già di tutto. Amo il vino bianco frizzante secco e fresco, l'acqua gelata, il tè cinese verde caldo, la birra fresca, la vodka, la grappa di frutta, il vino mi è, in realtà, indifferente.

Mi piace improvvisare sui rimasugli del frigo, in cucina abbiamo spazio ed ho distribuito barattoli dappertutto, con ogni genere di spezie, abbiamo sempre avuto un putagè, la stufa che d'inverno è il posto per cucinare che amo di più. D'estate la casa si apre all'esterno e mi piace improvvisare insalate sminuzzate sul tagliere antico di noce.

Ora che ho finalmente una certa età, forse riesco a vedere alcune cose con più distacco mentre alcune altre le assaporo meglio, con più gusto ed a qualcuna, finalmente, riesco anche a dire di no.

Dopo una vita passata a vedere schifezze ed a cercare di metterci riparo, ho voglia di non pensare più troppo a cose serie e cerco di togliermi delle soddisfazioni. Cerco di dire quel che penso, senza pensare troppe stupidaggini, di trovare persone sincere, situazioni vere, sensazioni piacevoli (i sostantivi e gli aggettivi possono essere variamente combinati, va bene lo stesso).

Qualcosa di tutto questo ho trovato in Cooker, senza enfatizzare, ma la cosa mi diverte e tanto basta.

(agg. 3/2011)

Commenti
Norman Provola e il mistero dei lombini scomparsi - 10ª puntata (Minervina)
. . Grazie! (Bluter)
. . . . Allora (Minervina)


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