Chiedo anticipatamente scusa se cado nel banale e nell'ovvio ma i consigli su quali cibi consumare quando l'estate impazza non sono mai abbastanza, e quindi voglio offrire agli amici di Cooker alcuni spunti su come affrontare il desco quando il termometro supera la soglia dei trenta gradi.
E' universalmente noto come frutta e verdura aiutino, con il loro naturale apporto di vitamine e sali minerali, a reintegrare le scorte disperse dal nostro organismo durante il giorno, quindi, in primis, bisogna considerare di includerli in abbondanza nel nostro menu.
Per fare ciò si ricorre solitamente ai piatti unici composti dalle insalate più varie, guarnite come la fantasia ci suggerisce. Prendete per buona questa regola e annotate alcune insalate che possono piacevolmente costituire il vostro pranzo o la vostra cena, accompagnate a bibite leggere ovvero povere di zucchero o alcool.
Per realizzarle affidatevi alla vostra esperienza e, nel caso abbiate ospiti, non disdegnate di servirle in un'unica insalatiera posta al centro del tavolo, realizzata per esempio con una mezza anguria scavata e decorata a piacere. Anche un mezzo melone può servire per presentare un insalata, ottimo se del tipo retato, ben lavato e decorato. Qui di seguito ed in modo schematico vi offro lo spunto per alcune composizioni fredde.
- Insalata Bahia
- Anguria e melone a palline
- Ananas a cubetti
- Riso Basmati
- Soncino
- Insalata Peveranza
- Basilico julienne
- Riso pilaw
- Pompelmo rosa a cubetti
- Pinoli
- Sogliola Gujions
- Sottili striscioline di filetto di sogliola sobbolliti dolcemente nel fumetto per pochissimi istanti
- Spicchi d'arancia
- Crescione
- Carlo Magno
- Petto di pollo bollito in julienne
- Insalata Ghiaccio
- Olio di noci
- Gherigli di noce
- Vacanze a Brucoli
- Mezze penne
- Mozzarella di bufala a cubetti
- Basilico julienne
- Mezzi pomodorini di Pachino
Avrete capito che a meno di non scadere nell'orrido tutto si può fare, e le ricette che la nostra fantasia può partorire sono praticamente una continua scoperta. A titolo di regola generale, e dopo avervi offerto alcuni esempi, mi sento in dovere di esortarvi ad utilizzare oltre ai soliti condimenti, ovvero olio extra, sale, succo di limone, anche alcune essenze di uso meno comune, ma che sanno dare quel tocco in più.
Parlo ovviamente nel caso specifico dell'olio di noci, dell'aceto di riso o di mele, dei succhi dell'ananas o del latte di cocco. Per stuzzicare ancor di più la vostra fantasia ad applicarsi in creazioni personali voglio dirvi che recentemente, grazie all'amica Chicca, ho avuto modo di gustare un prelibatissimo tiramisù realizzato con frutta sciroppata (ananas), una leggerissima crema di mascarpone priva di uova e cocco in scaglie (che davano alla preparazione un aspetto tipico da… pasta al forno). Grazie ancora Chicca ;-)
Se volete un altro esempio di ricetta "mascherata" posso suggerirvi di preparare la vostra consueta macedonia bagnandola con del Blue Curacao. Niente assomiglia di più al buon caro vecchio minestrone della Nonna.


" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "
John D. Voelker (Robert Traver)
Testament d’un pêcheur à la mouche
Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).
. . Grazie cara... (Don Lisander)
. . . . errori (Pully)
. . . . . . Eh no... (Don Lisander)
. . . . . . . . non c'è dubbio... (Pully)
. . . . . . . . . . Noblesse oblige... (Don Lisander)