Un dessert per gli estimatori dei kiwi e per tutti quelli a cui non piacciono i dolci dolci! Io adoro i kiwi sodi e aspri per cui questo dessert esalta i contrasti, aspro-morbido, amaro-dolce, perfetto per concludere una cena a base di pesce. La difficoltà in questo caso sta nel dosare la colla di pesce, se il kiwi rilascia troppo succo conviene eliminarne un po' (di succo).

- 4 kiwi (350 g)
- 250 ml panna fresca da montare
- 25 g zucchero a velo
- 8 g colla di pesce (4 fogli bertolini)
- amarene sciroppate
Montare la panna e zuccherarla con 25 g di zucchero a velo.
Sbucciare i kiwi e frullarli per ottenere una purea che aggiungeremo gradualmente e delicatamente alla panna montata.
A questo punto assaggiate e se risulta poco dolce aggiungete zucchero a velo a piacere, ricordate che raffreddato sembrerà meno dolce.
Ammollare i fogli di colla di pesce e sciogliere la colla di pesce in 2 cucchiai di acqua calda, aggiungere la colla di pesce al composto di panna e kiwi amalgamare molto bene e suddividere il composto in 6 stampini mono porzione.
Raffreddare molto bene in congelatore.
Per servire sformare la bavarese su un piattino, decorare con qualche amarena sciroppata e con sciroppo di amarene.
Molto carini se utilizzate stampini da savarin!!
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Cittadina di cooker da qualche anno ormai, e mi piace sempre più cucinare, anche perchè grazie a cooker ho soperto delle nuove dimensioni, molto gratificanti.
La cucina è la mia valvola di sfogo, è il luogo dove intesso le amicizie più intime, dove dò vita ai miei sogni e alle mie creazioni.
Con cooker ho imparato soprattutto a condividere i momenti della creazione di un piatto, e a non essere gelosa delle mie creazioni, che dalla condivisione escono arricchite.
Mi sono stabilita da tempo nella provincia di Gorizia e lavoro a Trieste, è un posto che mi piace, molto vario e aspro, ma mi mancano i miei monti, la neve d'inverno, la vista limpida dell'alta montagna.
Mi piace mangiare bene, ma il cibo mi deve solleticare a diversi livelli: mente, occhi e palato, caratteristiche che adesso cerco di trasferire nei miei piatti, ma ho ancora molta strada da fare.
(agg. 6/2006)