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La cucina in Valle d'Aosta

di Barbara - 07/29/2000

La più piccola regione italiana, non per importanza ma solo per estensione, è la Valle d'Aosta, attraversata dalla Dora Baltea che bagna la valle centrale, circondata dalle vette più famose e più alte delle Alpi: il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il massiccio del Gran Paradiso, diventato Parco Nazionale nel 1922 per la ricchezza della fauna e per la maestosità dei suoi paesaggi.

Oltre che per il fascino del suo territorio, la Vallèe è nota anche per le opere d'arte, i suoi castelli e fortificazioni militari, quasi tutti aperti al pubblico e meritevoli di una visita. Ma dopo tanti giri, salite e discese, una sosta per ritemprarsi lo spirito nonché recuperare le forze perdute ci vuole senz'altro.

La cucina valdostana occupa un posto non secondario nella cultura regionale, si tratta soprattutto di una cucina rustica e semplice, nella quale troviamo principalmente zuppe, selvaggina e formaggi.


Le "soupe" hanno origini molto antiche, quando ancora i contadini facevano i conti con le condizioni ambientali e climatiche che dovevano sopportare per diversi mesi all'anno, molto spesso sono preparate con pane di segale affettato, formaggio e cavolo verza, come la soupe à la Valpellinentze, oppure la soupe à la Cogneintze, con il riso al posto della verdura, o ancora con latte e castagne.

Naturalmente essendo in montagna non può mancare la classica polenta concia, preparata con il tradizionale formaggio valdostano: la Fontina, il cui nome ha origine dall'alpeggio di Font; altri formaggi tipici della valle, ma poco conosciuti al di fuori della regione, sono il Reblèque e il Salignòn, prodotti per la maggior parte ad uso famigliare, ma reperibili nelle varie malghe.

Tra i piatti tradizionali riconducibili immediatamente alla Valle d'Aosta, ci sono la fonduta, con la quale si preparano un'infinità di ricette (il risotto!!) e la cotoletta alla valdostana, una fettina di carne impanata e ricoperta di fontina.


Un piatto caratteristico a base di carne è la Carbonade, carne bovina cotta con tanta cipolla tritata e abbondante vino rosso. Per quanto riguarda i salumi spicca la motzetta o mocetta, un tempo preparata con la coscia di stambecco o camoscio, mentre oggi viene utilizzata la polpa di capra, tenuta in salamoia con l'aggiunta di varie spezie e poi essiccata. Da non dimenticare anche il famoso lardo di Arnad o il prosciutto di Bosses.

Come accompagnamento si possono gustare i vini prodotti nella valle, non molti, ma quasi tutti con il riconoscimento DOC, tra i più pregiati ci sono il Donnas, il Chambave, il Nus e il Müller Thurgau. Toccasana nelle fredde sere d'inverno davanti al focolare gustando le tegole di Aosta(sottili biscotti di pasta di mandorle) o i torcetti di Saint Vincent, è la grolla dell'amicizia, servita in una apposita coppa di legno di pero o melo, con più beccucci per i commensali; la si prepara con vino rosso, caffè bollente, grappa, zucchero, scorza di limone e spezie.

Quindi, a quando un'escursione in Valle d'Aosta?

Autore
Barbara

Milanese con sfumature venete trapiantata nel varesotto. Intollerante all'ipocrisia, in cucina e altrove. Probimbi ma antibimby, in cucina e altrove. Pasticciona in cucina e altrove. Le parole sono importanti, in cucina e altrove.

(agg. 3/2012)

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