Di norma il tempo che dedico alla lettura è solo in minima parte riservato ai libri di cucina, che mi interessano molto, ma finiscono per essere trascinati abbastanza a lungo da una borsa all'altra, dalla coda alla Posta al bagagliaio della macchina... perché per me un conto è "leggere", un conto è "leggere di cucina".
"Frittate d’Autore", di Maria Grazia Accorsi, ha rappresentato un'eccezione a questa regola: ha appagato in contemporanea sia la mia "sete" di letteratura che la mia "fame" di conoscenza su cibo e affini.
Scrive l'autrice: ‘"[…] il cibo serve agli scrittori per connotare i personaggi. Come le case e gli abiti, il cibo descrive e colloca: antropologicamente, psicologicamente, ritualmente. E temporalmente e spazialmente." E cita un personaggio di Edith Warton: "… nelle case private, dovunque, i piatti assomigliano sempre ai discorsi, sì che le stesse qualità del cibo si ritrovano nella conversazione".
La tesi non è particolarmente originale, ma è dimostrata con grazia ed arguzia, in un libro sempre piacevole, spesso istruttivo ed a tratti molto divertente (l'irresistibile polemica tra D'Annunzio e Pascoli, sorta proprio intorno ad una frittata di bietole cucinata da quest'ultimo, sarebbe degna della migliore – o peggiore? – rivista di gossip!)
Sarebbe facile ed immediato, riferendosi a cibo e letteratura, evocare autori che celebrano la tavola ad ogni pie' sospinto, avvalendosi magari di un personaggio ricorrente particolarmente goloso o gourmet (penso a Camilleri con Montalbano, a Rex Stout con Nero Wolf, ad esempio…). Ma Maria Grazia Accorsi focalizza l'attenzione su autori "insospettabili": chi ha mai notato la fugace comparsata della frittata di patate in Goethe o la breve apparizione della zuppa di cavolo in Dostoevskji?
Eppure tanto i pranzi frugali quanto i banchetti di cui è disseminata la letteratura svelano sui personaggi - quando non sull'autore - molto più di quello che potrebbe sembrare. Si scopre attraverso le osservazioni della Accorsi che la scelta dello scrittore nel citare un piatto piuttosto che un altro è intenzionale e precisa, volta a perfezionare il ritratto di un personaggio. Ad esempio: ignorante sulla cucina inglese in generale e su quella dell'epoca in particolare, personalmente non avrei mai rilevato, leggendo lo splendido Emma di Jane Austen, che la deliziosa protagonista riveli la sua ansia di modernità e la sua pretesa anticonvenzionalità anche tramite la scelta dei piatti che offre ai suoi ospiti.
Ma non è sempre l'attenzione ai particolari che introduce una pietanza in un libro: talvolta in letteratura figura un piatto o uno spuntino talmente… "buttato là" senza apparente meditazione, che vale la pena di interrogarsi su quanto questa scelta quasi inconscia sveli sulle abitudini, sulla situazione sociale o sulla personalità dell'autore stesso.
L'autrice ci conduce per mano attraverso una serie di romanzi celebri, talvolta riassumendone con garbo ed essenzialità le vicende, talaltra anche solo incastonandoli nel momento storico o specificando le coordinate geografiche, per poi offrirci le sue riflessioni su come la tavola si inquadri perfettamente nel discorso. La scelta degli autori citati è, come dicevo, per nulla scontata ma neppure snob, per cui offre sovente a chi ama la lettura il piacere indiscusso di "rivedere un vecchio amico" alternato a quello eccitante di fare una nuova conoscenza potenzialmente interessante, che ci si ripromette di approfondire.
Insomma, per me "Frittate d’autore" (che è una sorta di seguito del lavoro precedente di Maria Grazia Accorsi, "Personaggi letterari a tavola e in cucina.") è stata una lettura decisamente piacevole e intrigante; ed ho trovato sorprendenti e gradevoli come piccoli doni le ricette ed i suggerimenti di cucina che l'autrice inserisce qua e là con tono discorsivo, inserendoli con garbo nella narrazione.
Se fossi l'autrice del libro, lo dedicherei alla nostra Emma, perché leggendolo ho pensato a lei più volte: sia quando l'autrice ci presenta la Emma di Jane Austen, che quando il profumo di finocchietto selvatico esce dalla cucina di Maria Grazia Deledda impregnando le pagine...
Frittate d'autore
di Maria Grazia Accorsi
Editore: Sellerio
Data bubblicazione: 11/2007
Numero di pagine: 278
Prezzo: € 16,00


Marina, di Sanremo. 49 anni e sentirli tutti. Diversamente magra®. In cucina mi mancano le basi, ovunque l'altezza. Cialtrona. Socievole. Di umore discontinuo.
(La foto è vecchia, da allora mi sono scontornata un po')

. . dovrei (Sbardy)
. . . . Ma va' là (The Nightfly)
. . . . . . a proposito (Sbardy)
. . . . . . . . Apponga immantinente (The Nightfly)
. . . . . . . . . . il piacer (Sbardy)
. . . . . . . . . . . . commossa (Emma)
Frittate d'autore (Rosetta G.)
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