Per chi ama le ciliegie è un vero paradiso. Parliamo del Veneto, regione meno nota per questa ghiotta produzione. Una produzione che per quantità premia la Campania e la Puglia e per notorietà l'Emilia Romagna, con Vignola.
Ma nulla hanno da invidiare alle loro sorelle più famose le ciliegie di Marostica, una qualità che dalla scorsa stagione ha potuto fregiarsi del marchio di identificazione geografica protetta.
Ettari ed ettari di terreno sono ormai coltivati ad alberi di ciliegio. In provincia di Vicenza la primavera è annunciata dal commovente spettacolo di una sterminata fioritura candida di fiori. Sotto gli alberi farfalle, api, merli, upupe, cardellini, usignoli e il rigogolo dalle piume nere e gialle.
Un tempo i contadini preferivano piantare gli alberi da frutto sui declivi, spesso sposando ai tronchi la vite, uno dei connubi più belli dei nostri paesaggi agricoli. Ora i frutteti sono soprattutto in pianura, li' dove prima crescevano i cereali. Da sempre il ciliegio prospera intorno a Marostica, nella valle del Chiampo e sui Colli Berici, qui ha trovato un ambiente particolarmente favorevole.
La coltura sembra avere origini molto antiche legate a una storica partita a scacchi. Siamo nel 1454.
A Taddeo Parisio, governatore della terra e del castello nobile di Marostica, due cavalieri chiedono in sposa la figlia. Per evitare un duello l'illuminato signore decide che la ragazza avrebbe sposato che avrebbe battuto l'altro a una partita a scacchi vivente.
Nella piazza si giocò così questa partita dove re, regine, alfieri, pedoni torri e cavalli non erano di legno o di pietra ma di carne e di ossa. Nacque così la tradizione per cui è celebre Marostica, tradizione che viene rinnovata ogni anno nel corso della Mostra regionale delle ciliegie, a fine maggio. Così chi vinse sposò la giovane, chi perse la sorella del governatore. Il giorno delle nozze Taddeo Parisio diede ordine di piantare sull'intero territorio dei ciliegi in ricordo di quanto era avvenuto.
L'origine del frutto è caucasica. La ciliegia è giunta in Europa fin dalla preistoria e veniva già mangiata durante il periodo Neolitico. Ma in Oriente selezionarono i tipi più grossi, in epoche antichissime. A portarle in Italia dalla Cappadocia fu il console Lucullo, che di delizie se ne intendeva. E furono proprio i Romani a moltiplicare le varietà che potessero dare frutti grossi e succosi.
La ciliegia di Marostica IGP, riconoscibile da un logo che raffigura un frutto rosso con peduncolo verde sovrapposta a una torre medioevale che rappresenta un pezzo di una scacchiera, è rotonda, rossa e ha una polpa soda. Come tutte le altre varietà di ciliegie è un frutto prezioso da un punto di vista nutritivo e salutistico. E' ricca di sali minerali (potassio, fosforo, calcio, magnesio, manganese, rame e zinco), di vitamine – in particolare la A e la C - e di polifenoli. Le ciliegie sono inoltre ricche di zuccheri ben tollerati anche dai diabetici.
Le ciliegie si utilizzano di solito per i dolci, per le marmellate, per le bavaresi. Raro il loro utilizzo nell'agrodolce. Per chi ama il genere ecco due ricette semplici e rapide a base di carne.
- un'anatra muta (è meno grassa delle altre)
- 1 chilo di ciliegie denocciolate
- vino rosso
(per 4 persone)
- 4 fette di filetto di manzo tagliate spesse
- 250 g di ciliegie
- 1 cucchiaio di senape
- mezzo bicchiere di vino rosso
- mezzo bicchiere di sherry
- scalogno tritato
- burro
- sale e pepe
A Marostica, naturalmente, una delle più seducenti cittadine del Veneto, a un tiro di schioppo da Vicenza, celeberrima per le ville del Palladio. A dare il benvenuto le maestose e antiche mura, i poderosi castelli e la piazza dove torna a ripetersi la Partita a scacchi a personaggi viventi.
Per saperne di più
Marostica

Di anni ne ho 52.
Amo cucinare,
tragicamente anche mangiare
e non parliamo del pasticciare.
Amo la pasta e gli impasti,
la cicoria e le caldarroste,
il vino rosso e i cantuccini,
la mortadella con i suoi pistacchini.
Del pane sono ghiotta:
lo accompagno con la cianfotta.
Per la spesa non mi serve la lista.
Memoria d'acciaio, sono giornalista.
(agg. 3/2010)Non ci sono ancora commenti a questa pagina.
Il Pistacchio di Bronte è una varietà unica al mondo, per profumo e colore, insuperabile per l'utilizzo in pasticceria; da questa terra siciliana baciata dagli dei nasce uno smeraldo dall'intenso profumo di resina.
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