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La dolce musa prêt-à-porter

di Mariber - 05/09/2004

Musa di nome e di fatto (perché Musa è il suo nome "dotto", dato che appartiene alla famiglia delle Musacee), con il suo curioso aspetto la banana ha spesso ispirato canzoncine più o meno goliardiche: chi ha dimenticato Sordi e la Vitti in "Polvere di stelle"? E il tormentone di qualche estate fa "L'unico frutto dell'amor..." ?
Certo, c'era un po' di malizia, ma è anche incontestabile che la banana è un frutto simpaticissimo!

Tanto per cominciare è il primo frutto che riusciamo a mangiare in piena autonomia: da piccini, quando le posate vengono prese in considerazione solo come oggetti contundenti e la manualità per aggredire scorze e bucce scarseggia ancora, ecco che la mamma - stufa marcia di imboccarci - ci mette in mano una bella banana matura, completa del suo... astuccio. Basta un aiutino iniziale e... sguish, perfettamente in grado di tirar giù la buccia, in puro stile scimmietta: aaah, che soddisfazione!
E poi è dolce, buona, morbida, pastosa e appiccicosa appena il giusto, tanto da impapocchiare un po' faccina e bavaglino, senza esagerare...

Passato poco tempo, abbiamo quasi sempre una banana con noi, nel cestino della merenda, e presto sappiamo disegnarla; un po' più avanti, trova posto nella sacca sportiva, essendo lo snack ideale per giovani atleti... e agguantarne una al volo infilandosi il giubbotto tappa la bocca a mamma che rimbrotta "Mangia almeno la frutta, prima di uscire!".

Un approccio allegro e positivo, insomma, che da adulti non viene disatteso, perché le banane sono dolci e nutrienti, comode da mangiare come spuntino, diversamente buone nelle differenti fasi della loro maturazione e persino decorative (difficile immaginare un cesto di frutta che sia bello senza un paio di banane in cima...).

A proposito di bellezza: il banano è un albero molto decorativo (una varietà, la Musa Japonica, viene coltivata a scopo ornamentale), oltre che generoso; dopo solo 10 mesi dall'interramento dei germogli già ci offre i frutti maturi e subito dopo... muore. Ma per fortuna dalle gemme radicali spuntano nuovi germogli ed il ciclo vitale ricomincia. Il frutto-tentazione per eccellenza è la mela, d'accordo, ma... sapete da che albero è spuntato il serpente che tentò Eva con l'offerta del mitico pomo? Esatto, proprio da un banano!

Comunque a noi interessano di più i frutti: perché le banane sono ricche di vitamine, di potassio, magnesio e fosforo, perciò si fanno perdonare se ci regalano qualche caloria in più rispetto ad una mela o a qualche mandarino. La loro popolarità è indiscussa e planetaria: figurano tra le derrate più consumate al mondo, subito dopo i cereali. Coltivate in India, Africa ed Asia, le banane vengono raccolte a caschi quando sono ancora verdi, per poi maturare durante i lunghi viaggi. Siamo portati a credere che non ne risentano troppo: se però - nel corso di qualche vacanza all'estero - abbiamo occasione di assaggiare una banana matura appena colta, ecco che il ricordo di quel sapore farà impallidire per un po' il povero gusto delle banane comprate al supermercato sotto casa, che abbiano o no il bollino del colore giusto.

In ogni caso, se vi capitasse di acquistarne di troppo immature, non consumatele subito: potrebbero piacervi ugualmente, perché sono tutt'altro che sgradevoli, ma gli zuccheri sono presenti quasi esclusivamente sotto forma di amidi, rendendo il frutto poco digeribile. Piuttosto, se avete fretta di mangiarle richiudete le vostre banane un po' acerbe in un sacchetto di carta insieme ad un pomodoro o una mela: per qualche misteriosa ragione questa compagnia velocizzerà il processo di maturazione.

Dunque, la banana ha proprietà nutrienti e rimineralizzanti; grazie all'alto contenuto di potassio, è un valido aiuto per il funzionamento cardiovascolare e per merito della pectina tende ad abbassare il livello di colesterolo. Recentemente è stata impiegata per lenire i problemi di chi soffre d'ulcera: pare sia in grado di stimolare lo stomaco a produrre il muco protettivo che lo riveste internamente, tanto che la gastrite si può combattere consumando quotidianamente una pappa di polpa di banane e latte.

Esiste anche un regime depurativo e antigonfiore (ma non dimagrante!) che prevede un assunzione smodata di banane (ma attenzione, va preso con le pinze come tutte le diete molto squilibrate, e in ogni caso va seguito al massimo per due giorni!): si tratta in pratica di mangiare esclusivamente 10 banane al giorno accompagnate da un litro e mezzo di latte. Una purea di banana mescolata ad un cucchiaino di miele ed uno di latte è invece un ottimo impacco rivitalizzante ed antirughe, perfetto quando ci si vede con il viso un po' stanco. L'interno della buccia, poi, è un toccasana contro gli odiosi brufoletti: raschiatelo delicatamente con un coltellino, prelevandone la parte bianca e morbida, quindi mescolatela bene e applicatela.

In cucina siamo abituati ad utilizzare le banane solo nei dessert, ma all'estero accompagna sovente le carni; volete provare?
Ecco due ricette un po' particolari, la prima proveniente dal Nicaragua e l'altra dalla Polinesia:

Chancho frito
(Maiale fritto)

  • 1/2 kg di carne di maiale
  • 3 banane non troppo mature più 1 molto matura
  • 1/2 cavolo
  • limone
  • pomodoro
  • olio
  • sale
  • zafferano
Tagliate la carne a pezzetti e cospargetela di zafferano. Aggiungetevi dell'acqua, versatela in una pentola e fatela cuocere a fuoco lento. Pelate le banane più sode e tagliatele a strisce, aggiungetevi un pizzico di sale e friggetele in una padella. Tagliate il cavolo, il pomodoro e preparate una marinata con limone, olio, sale e la banana matura schiacciata con la forchetta. Disponete su un piatto da portata le banane fritte, poi la carne e sopra le verdure. Versatevi sopra la marinata alle banane a cui avrete mescolato il sugo della carne.

Moa Curry
(Pollo al curry alle banane)

  • 4 banane
  • 1/2 limone
  • 4 cosce di pollo con sovracoscia
  • 1/2 cipolla tritata
  • 300 ml di brodo di pollo
  • 2 cucchiaini di salsa di soia
  • 50 ml di olio d'oliva
  • 50 ml di latte di cocco
  • 1 cucchiaio di curry
  • sale e pepe
  • peperoncino
  • zucchero
  • 4 patate dolci
Mettete il pollo a marinare per un paio d'ore in una salsa composta da olio e soia. Fate cuocere le banane con la buccia mettendole nel forno a 175° per 15 minuti. A questo punto scolate le cosce di pollo dalla marinata, posatele su una pirofila, aggiungetevi la cipolla, il curry, il sale, il pepe, e su tutto versate un cucchiaio di olio.

Infornate la pirofila a 180°, e dopo 20 minuti dall'inizio della cottura versatevi 2 mestoli di brodo caldo. Dopo altri 20 minuti aggiungete la polpa di banane e bagnate nuovamente con il brodo. Fate cuocere per altri 20 minuti, regolate di sale, pepe e peperoncino ed aggiungete il latte di cocco già caldo. Mescolate e proseguite un poco la cottura per amalgamare bene il sugo. Servite ben caldo accompagnato dalle patate bollite dolci che avrete fatto bollire con un pizzico di sale ed uno di zucchero.

Dalla Francia ecco invece un tradizionale e rapido dessert:

Bananes Craquantes

  • 4 banane
  • limone
  • 50 gr di burro
  • 10 zollette di zucchero
  • 1 cucchiaio d'acqua
  • 40 gr di gherigli di noci
  • 40 gr di mandorle pelate
  • 40 gr di pinoli
  • gelato alla vaniglia
Pelate le banane e tagliatele a metà nel senso della lunghezza, spruzzatele di limone perché non anneriscano. Mettete a fondere metà del burro in una casseruola, aggiungete lo zucchero e l'acqua e lasciate imbiondire, quindi unite la frutta secca tritata. Lasciate rapprendere il caramello cuocendo a fuoco basso per 2/3 minuti, sempre mescolando: fate attenzione a non farlo brunire troppo. Incoperchiate e passate a fondere il restante burro in una padella, in cui farete rapidamente dorare le banane, rigirandole delicatamente con una paletta. Servite le banane ben calde, accompagnate dalla salsa croccante e da una pallina di gelato alla vaniglia.

Autore
Mariber

Marina, di Sanremo. 51 anni. Diversamente magra®.

(La foto è vecchia)

(agg. 4/2013)

Commenti
Mi piace sempre... (Sashimi)
. . Fatto casino! (Mariber)
. . . . F F F Fatto! (Mariber)
. . . . . . Grazie mille! (Sashimi)
W le banane (Snegurka)
. . io le taglio (Orsolina)


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