La Castagna è nata come cibo per i poveri, infatti per secoli durante l'inverno, è stata l'alimento principale delle popolazioni montane. Oggi è stata rivalutata ed è diventata la protagonista di moltissime ricette dolci e salate.
La castagna europea è quella più apprezzata; l'Italia è ai vertici della classifica dei produttori, grazie alle sue innumerevoli varietà, a partire dai marroni dell'Appennino toscano per giungere fino alle castagne comuni:
la Carpinese, della Val Sugana, di Montella, ecc.
Il castagno, originario dell'Asia Minore, si trova nelle regioni montuose tra i 300 e i 1000 metri, soprattutto nei versanti a Nord-Nord Est, perché meno soggetti a periodi di siccità estive e con minori escursioni termiche invernali, anche se sopporta bene le basse temperature. La pianta oltre ad essere rinomata per i suoi frutti, è coltivata anche per il pregiato legno e per il tannino, impiegato principalmente come medicinale e colorante; a questo proposito, provate ad utilizzare un decotto di bucce di castagne, nell'ultimo risciacquo per i capelli castani, ne esalterà i riflessi dorati.
I frutti del castagno, racchiusi in un riccio spinescente, sono utilizzati per il consumo fresco, arrostite, bollite o anche surgelate. Principalmente si possono suddividere le castagne in due grandi specie: i Marroni, più grossi rispetto alla normale castagna, di forma quadrangolare e con buccia più chiara, possono essere consumati freschi o canditi, i famosi Marron Glacés, la cui preparazione è stata perfezionata alla corte dei Savoia, nel XV secolo; e le castagne comuni, più piccole, appiattite da un lato e con polpa molto aderente alla pellicola. Le castagne fresche sono nutrienti ed energetiche, ricche di amidi, zuccheri, vitamine e sali minerali; sono un toccasana per le persone anemiche, i bambini e i convalescenti.
Prima di essere immesse sul mercato, le castagne sono suddivise secondo il calibro e scelte manualmente, quelle che superano la prima cernita sono quindi spazzolate e lucidate; i frutti potenzialmente guasti, sono selezionati mediante un bagno in acqua che consente alle castagne "grulle" di salire a galla e quindi essere eliminate, quelle che superano la "prova" vengono sottoposte a sterilizzazione e stoccate in celle frigorifere, pronte per la vendita. Le castagne non adatte per il mercato fresco, vengono essiccate in appositi forni, in modo che perdano l'acqua in essa contenuta, successivamente vengono sbucciate e lavorate per la preparazione di farine e cibo per bestiame, soprattutto per i suini.
All'acquisto il frutto deve essere lucido e integro; si conservano bene in un capiente vassoio di vimini, e se si vuole congelarle, è bene prima incidere la buccia. Prima di arrostirle, dopo averle incise, lasciatele in acqua fredda per almeno un'ora (se invece sono congelate non occorre scongelarle prima della cottura).
Se preferite invece le castagne bollite, fatele cuocere in abbondante acqua leggermente salata, con una foglia di alloro o una stecca di vaniglia, per circa 40 minuti.
Naturalmente il bello delle castagne è la raccolta, peccato che siano per terra!!!


Milanese con sfumature venete trapiantata nel varesotto. Intollerante agli inganni, in cucina e altrove. Probimbi ma antibimby, in cucina e altrove. Pasticciona in cucina e altrove.

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L'anguria ha lasciato un'impronta viva, indelebile, in ciascuno di noi. Il merito è anche di quelle improbabili baracche erette ai bordi delle tante strade polverose di un trentennio fa.
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