Un rito primaverile legato alla rinascita della Natura e non solo. Dopo il letargo invernale è stata la modalità che, in diverse comunità cittadine, riallacciava il legame con la terra, con i suoi fiori, con i suoi profumi, con i suoi sapori.
Stare in campagna in compagnia di familiari e amici… vivere per un giorno all'aria aperta, al sole, al vento di primavera. In Sicilia il colore dominante è il giallo. Il giallo delle margherite, il giallo delle ginestre, il giallo delle acacie.
E' un'esplosione di solarità in ogni campo o pendio scosceso.
In ogni città o cittadina c'era sempre un "fuori porta" dove andare. Oggi ci pensano i tour operator con i loro pacchetti viaggio pasquali o i ristoranti dove si sta seduti e serviti.
Ma quando si era più poveri si andava a piedi o in bici e il cibo si preparava a casa o sul posto. Carciofi, pesce azzurro, salsiccia e tutto ciò che ogni località offriva serviva per la cottura alla brace.
A casa mia la preparazione del cestino da picnic comprendeva alcune immancabili pietanze:
- la frocia (frittata di fave fresche);
- la frittata di carciofi;
- le uova sode;
- "la pastiera" – frittata di spaghetti spolverata di zucchero;
- il pecorino fresco da mangiare con le fave;
- i dolci: il campanaro e i ravioli dolci di ricotta;
- il vino e il marsala;
- sardine crude e carciofi da cuocere alla brace.
Il posto dove andare era molto particolare, Miragliano, un canyon in piccolo attraversato dal fiume Mazzaro, ancora pieno d'acqua. Lungo i costoni tante grotte abitate in epoche neolitiche, medioevali e durante la seconda Guerra mondiale come rifugio antiaereo. Mia sorella è nata in una di quelle grotte durante un bombardamento.
Dista dal centro città (Mazara del Vallo) un paio di chilometri; si andava a piedi ed era già festa la passeggiata e l'arrivo per sistemarsi nei posti migliori.
Si preparava il fuoco, la tovaglia sull'erba e si aprivano le ceste con le pietanze e le bocche pronte a contenerle. La musica era rigorosamente dal vivo, fisarmoniche, chitarre e voci il più delle volte stonate. All'imbrunire si rientrava a casa.
Ecco altre ricette tipiche della scampagnata di pasquetta.
(per 6 persone)
- 400 g di fave fresche tenere già sbucciate
- 4/5 uova
- una manciata di pecorino grattugiato
- un ciuffo di finocchietto selvatico
- sale e pepe nero
- olio extra vergine
- 6 carciofi
- 5 uova
- una manciata di pecorino o grana grattugiato
- sale
- olio extra vergine
(per 6 persone)
Da bambina era questo il nome di questo piatto particolare che mia madre aveva appreso dalla suocera della provincia di Salerno. Col dolce tradizionale napoletano aveva poco a che vedere.
- 300 g di spaghetti lessati al dente
- 4 uova
- una manciata di pecorino o grana grattugiato
- sale
- olio extra vergine
- un cucchiaio di zucchero


nonostante i 60 anni imminenti continuo a essere un vulcano marino...non mi fermo mai...ma cucinare e inventare ricette resta il mio punto fermo...il mio approdo, se in qualche isola è meglio!

pasquetta (Sbardy)
. . leggo... (Corryfrancy)
pastiera (Elletti)
. . Ciao Elleti! (Noyra)
. . . . ma, ma... (Sylakka)
. . le ricette... (Corryfrancy)
Da alcuni documenti si determina che nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, ci si dovesse astenere dal consumo di carne e vino. La Quaresima di Cooker.NET non è proprio digiuno completo ma.....
Ecco la soluzione della ricetta nascosta tra le righe delle Sacre Scritture.