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E' tempo di Quaresima

di Barbara - 02/24/2002

Certo parlare di digiuno su un portale Gastronomico stona un po', ma i buongustai sono soprattutto persone a cui piace mangiare cose buone, non certo ingozzarsi di cibo fino a star male... quindi moderiamoci e parliamo di Quaresima, periodo di transizione, che dopo il Carnevale prepara il corpo e l'anima per la celebrazione della Pasqua.

Da alcuni documenti si determina che nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, ci si dovesse astenere dal consumo di carne e vino. Dalla carne perché era un'alimento ritenuto non indispensabile alla sopravvivenza dell'uomo, a volte non erano neppure permessi latticini e uova, prodotti che contengono grassi animali. L'astinenza al vino invece scomparve ben presto dalla dottrina della chiesa occidentale.
Il digiuno vero e proprio veniva sospeso solo nelle domeniche di Quaresima. Ora invece il digiuno viene osservato solo il mercoledì delle Ceneri, il Venerdì Santo e tutti i venerdì di Quaresima. Potrebbe essere un'occasione per alleggerirsi di qualche chiletto in più che l'inverno generosamente ci ha regalato.

Esistono varie forme di digiuno: il digiuno stretto, in base al quale non si può mangiare carne, pesce, formaggio e tanto meno bere bevande alcoliche.
In questo caso si possono mangiare legumi e frutta.
C'è poi il digiuno che permette olio, vino e frutti di mare (ma non pesce), oppure il digiuno dove invece il pesce è permesso.
Anche in Italia abbiamo diverse leggende e usanze legate alla Quaresima, che variano da regione a regione.

In Umbria nelle prime domeniche di Quaresima si usa mangiare il Torcolo, un dolce semplice fatto con farina, zucchero, uova e olio extra vergine di oliva, messo a cuocere in uno stampo a forma di ciambella.

In Calabria, gli anziani ricordano ancora oggi il fantoccio di pezza, la Coraisima, che si appendeva fuori dalle finestre per ricordare il periodo di magra e di astinenza che iniziava dal mercoledì delle Ceneri e si concludeva a Pasqua. A Tricarico, in provincia di Matera, invece questa usanza è ancora sentita.

Nella Roma antica per sopportare al meglio il periodo quaresimale, erano concessi alcuni dolci come il pazientino o i maritozzi.
In Sardegna si preparano i pani della Quaresima.

Per concludere vi svelo un'usanza tutt'ora in voga a Stoccolma, dove oltre ad adornare gli usci con rami di betulla, che piano piano germoglieranno, fanno penitenza mangiando i Semla, ossia delle morbide brioche riempite con pasta di mandorle e panna montata. Usanza da non disdegnare....

Per saperne di più
Quaresima Ortodossa


Autore
Barbara

Milanese con sfumature venete trapiantata nel varesotto. Intollerante agli inganni, in cucina e altrove. Probimbi ma antibimby, in cucina e altrove. Pasticciona in cucina e altrove.

(agg. 6/2011)

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