Italianissime (come i versi di Petrarca che mi sono permessa di parafrasare), quantomeno nei colori: la lucida scorza verde e il rosso acceso della succosa polpa divisi da quell'ideìna di bianco...
E' bella e allegra, l'anguria, tonda come la luna piena quando è intera, e a spicchi come la luna a spicchi quando è a fette... Intera è un simpatico faccione e a fette è un sorriso allegro... Si può chiamare anche cocomero, che è un nome pacioccone che le si addice. Un disegno così facile e colori così accesi che sembra un frutto creato da un bambino... che la sa lunga.
Eh sì, perché l'anguria è la ghiottoneria più sana che si possa immaginare, quella che la mamma difficilmente gli potrà negare: più dissetante della Cocacola, più dolce del ghiacciolo... e poi rinfresca, ripristina i liquidi dispersi nelle corse in spiaggia sotto il sole e, dopo aver dato di se' il bello e il buono, porta via le scorie trasformandosi in tanta... "plinplin"!
Niente evoca l'estate come l'anguria... Ma invece del ricordo dell'afa, delle code sotto il sole per raggiungere le mete agognate, del volante incandescente della macchina sotto le dita, del micidiale calore che sale dall'asfalto, suggerisce immagini di vacanza e di refrigerio...
Evoca sì il sole accecante, lo scintillio del mare, ma soprattutto il momento perfetto in cui, proprio quando stiamo pensando che tutta questa luce e questo calore siano un po' troppo, per noi, compare un venditore ambulante offrendo una fetta di anguria gelata...
Evoca serate estive che non si ha voglia di concludere, e si prolungano ancora e ancora sotto un pergolato a dividere l'ultima fetta... e poi ancora una, dài, che non fa neanche ingrassare e dicono che rende la pelle trasparente...
Evoca soste improvvise e irragionevoli su assolate statali che dovrebbero condurci in fretta (più in fretta, più in fretta, perché siamo in ritardo!) al lavoro, e decidiamo di risarcirci un po' perché suvvia, è contronatura andare in ufficio con una giornata così...
Evoca famiglie riunite in terrazza a guardare i fuochi d'artificio, che l'anno scorso erano più belli, però l'anguria quest'anno è proprio buona, chi l'ha scelta?
Perché l'anguria ha questo, di bello, che anche quando non è proprio dolcissima ha una sua allegria di fondo ed un carattere estremamente gioviale. Certo, se siete dei tipi musoni, inclini ai piaceri solitari, forse le serate passate in compagnia a condividere un'anguria non vi si addicono... forse per voi è più indicata... la pesca! ;)
Ma fate questo esperimento: andate a comprare un'anguria. Non troppo grossa, mi raccomando, e sceglietela con la buccia lucida e che emetta un bel "toc toc" cupo se ci bussate sopra... Fatto? Ora mettetela sotto il braccio e... nooo, non vi sto suggerendo di partecipare al Palio dell'Anguria... Percorrete semplicemente una via pedonale, o una qualunque via popolosa... è vero o no che diverse persone vi hanno sorriso? Nono, non siete buffi: ispirate simpatia, e suggerite un'idea: "adesso me la vado a comprare anch'io e telefono a Giorgio, Barbara e Caterina..."
Beh, vi ho detto la mia, ora devo scappare: Giorgio, Barbara e Caterina stanno citofonando! :-)
- 1,5 kg di anguria dolce
- 1 limone
- 2 hg di zucchero
- 250 g di panna montata
- 2 bicchieri d'acqua
- 2 cucchiai di rhum (o vodka, o... non so)
Se poi non vi fa inorridire l'impiego di innocui coloranti alimentari, potreste ravvivare il rosso del vostro gelato e, dopo averlo ben sistemato in mezza anguria svuotata con cura, cospargerlo con gocce di cioccolato, per creare "l'effetto semi". Et voilà, bella come prima, e... diversamente buona!
Per saperne di più:
Cucurbita citrullus
Anguria o Cocomero


Marina, di Sanremo. 49 anni e sentirli tutti. Diversamente magra®. In cucina mi mancano le basi, ovunque l'altezza. Cialtrona. Socievole. Di umore discontinuo.
(La foto è vecchia, da allora mi sono scontornata un po')

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Il Pistacchio di Bronte è una varietà unica al mondo, per profumo e colore, insuperabile per l'utilizzo in pasticceria; da questa terra siciliana baciata dagli dei nasce uno smeraldo dall'intenso profumo di resina.
Frutti, pensavo, buoni per la memoria più che per il palato. E invece me li sono visti offrire durante una gita al bellissimo borgo di Arquà Petrarca.
L'anguria ha lasciato un'impronta viva, indelebile, in ciascuno di noi. Il merito è anche di quelle improbabili baracche erette ai bordi delle tante strade polverose di un trentennio fa.
Nel cuore dell'inverno ci porta negli occhi immagini di terre assolate, di alberi fioriti, di colori vividi e accesi.