Vi ricordate qualche tempo fa che in un thread qualcuno cercava libri che parlassero della cucina? oggi ne avrei uno in più da consigliare. Si intitola "La felicità di far l'amore in cucina e viceversa" e come sottotitolo reca "Riflessioni su sesso, cucina e letteratura".
L'ha scritto Irène Frain, scrittrice francese, anzi bretone, che onestamente non avevo mai sentito, e pare che abbia insegnato letteratura latina alla Sorbona e poi abbia pubblicato romanzi di successo, libri di divulgazione storica e saggi di carattere antropologico. Ma non è da questa carriera che ha tratto spunto per questo libro. Il suo problema è stato di dover fare a meno per qualche tempo della cucina, intesa come stanza, pur continuando a vivere nella casa. E questo l'ha scompensata non poco. Tanto da pensare di scriverci un libro.
Non ci sono ricette in questo libro e per darvi un'idea del contenuto, vi riporto quanto scritto nella presentazione di copertina, secondo me interessante: "Perché un incontro amoroso è generalmente associato a un'ouverture culinaria? Perché il termometro della salute di una coppia si misura dalla qualità del tempo trascorso insieme attorno alla tavola? Perché, sostiene Irène Frain, vi è un nesso profondo tra cibo, desiderio e linguaggio e l'unica stanza della casa dove essi s'incontrano è la cucina. Attorno al focolare e al cibo, la coppia scopre il piacere di parlarsi, prendersi cura dell'altro, amarsi, nutrirsi. In questa stanza così antica e viva che è la cucina, tutti i legami affettivi si intessono, le parole vere vengono pronunciate, le attrazioni si incarnano, la quotidianità si fa poesia. Un libro contro la perversione culinaria del cibo-spazzatura, a cui corrisponde una sessualità-spazzatura, senza erotismo né magia: un invito garbato e ironico a riprendersi il gusto e il tempo di mangiar bene, comunicare, sedurre."
Irène Frain
La felicità di far l'amore in cucina e viceversa
(riflessioni su sesso, cucina e letteratura)
editrice Ponte alle Grazie
€ 10 - pagg. 143


Bluter, alias Mauro, classe 1956, Torinese. Con mia moglie, due figlie, cani & gatti vari, abito fuori Torino. Sono medico (Anestesista), lavoro da una vita in ospedale, mi occupo di emergenza. Ascolto molta musica, mi piace il country, il bluegrass, le jugs band, il manouche, la musica da banda, Gianmaria Testa, Conte, Cammariere, ma se viaggio ascolto audiolibri, AC/DC o musica classica. Suonavo la chitarra, ora lo faccio molto raramente, ho imparato i balli occitani, la curenta, in epoca non sospetta, cioè quando li ballavano ancora dalle mie parti alle feste di paese e non nelle feste popolar-macrobiot-pacifist-cittadine, amo il musette.
Mi interesso di dizione e lettura ad alta voce, e raccolgo brani che talvolta leggo agli amici la sera.
Leggo di tutto e molto, le mie passioni sono i racconti brevi, Camilleri, Pennac, Severgnini e tanti altri. Amo i fumetti ma come Andrea Pazienza non ce n'è più. Manara mi intriga, adoravo i vecchi numeri di Linus, che ho conservato ancora in soffitta,
Ho una passione per la storia, ho una vasta collezione di film e mi piacciono le ricostruzioni storiche, i film di guerra, i vecchi film in bianco e nero.
M’interessano le filosofie orientali, ma non ne faccio una fede.
Nei viaggi (non tantissimi) la curiosità è lo scoprire un popolo a tavola, nei mercati, nei negozi.
ho scritto anche qualcosa non di cucina, nel blog indicato sotto (che non è "mio" ma che tengo con altri colleghi). Lì il mio nick è Herbert Asch.
In cucina, adoro gli spaghetti grossi, i vermicelli n.8, dopo viene tutto il resto, in ultimo la carne, la selvaggina e le carni di volatili (pollo, coniglio); non sopporto il fegato ed il brodo di gallina, per il resto ho mangiato già di tutto. Amo il vino bianco frizzante secco e fresco, l'acqua gelata, il tè cinese verde caldo, la birra fresca, la vodka, la grappa di frutta, il vino mi è, in realtà, indifferente.
Mi piace improvvisare sui rimasugli del frigo, in cucina abbiamo spazio ed ho distribuito barattoli dappertutto, con ogni genere di spezie, abbiamo sempre avuto un putagè, la stufa che d'inverno è il posto per cucinare che amo di più. D'estate la casa si apre all'esterno e mi piace improvvisare insalate sminuzzate sul tagliere antico di noce.
Ora che ho finalmente una certa età, forse riesco a vedere alcune cose con più distacco mentre alcune altre le assaporo meglio, con più gusto ed a qualcuna, finalmente, riesco anche a dire di no.
Dopo una vita passata a vedere schifezze ed a cercare di metterci riparo, ho voglia di non pensare più troppo a cose serie e cerco di togliermi delle soddisfazioni. Cerco di dire quel che penso, senza pensare troppe stupidaggini, di trovare persone sincere, situazioni vere, sensazioni piacevoli (i sostantivi e gli aggettivi possono essere variamente combinati, va bene lo stesso).
Qualcosa di tutto questo ho trovato in Cooker, senza enfatizzare, ma la cosa mi diverte e tanto basta.

. . limiti (Sylakka)
. . . . ...mamma mia (Ziabetta)
. . . . . . ciao Betta! (Sylakka)
. . . . . . . . ...letti entrambe in vacanza (Ziabetta)
. . . . . . . . . . stessissima idea (Sylakka)
. . . . . . . . . . titoli (Cucciolajr)
. . . . . . . . . . . . I libri... (Ziabetta)
. . . . . . . . . . . . . . grazie (Cucciolajr)
. . Prima Bluter (Noyra)
. . . . Mhhhh, fammi pensare..... (Lupo Buono)
. . . . . . Lupo, tu sei una terapia! (Noyra)
. . gli altrui fornelli... (Chiaretta)
Bella storia (Jose)
Bluter, grazie per la segnalazione! (Ziabetta)
. . Non lo comprare!!!!! (Miciapallina)
. . . . ...te possino Micia (Ziabetta)
. . ehi betta .. (Vale64)
. . . . solo pane (Barbara)
. . . . . . sisisi.è proprio lui... no...lei (Vale64)
Con questo libro, Isabelle Allende intinge la penna nel calamaio dell'eros e ci offre un testo composito e originale scritto con ironica leggerezza.
Ovvero le ricette dei poco di buono. Un libro per conoscere come si vive e si mangia "dentro".
Un libro che offre notizie storiche e culinarie di una cucina regionale che ha conquistato tutto il mondo: la cucina napoletana del Cavalier Ippolito Cavalcanti.
Questo buffissimo libro attirerà anche la vostra attenzione, non solo per la colorata copertina o per l'autore ormai noto, ma soprattutto perché è rivolto ai più piccoli cuochi della nostra casa: i bambini!
Pubblicato per la prima volta nel 1766, questo libro gettò forse le basi della cucina regionale piemontese e l'attenzione modaiola all'argomento cucina e dintorni ha suggerito il tentativo di rilancio di quest'opera. Un recupero senz'altro meritevole, ma a mio giudizio destinato più che altro a veri estimatori del genere.
Marinai, contadini e mercanti ci accompagnano lungo le strade del sale e dell'acciuga. Dal mare alla montagna.
Una raccolta di ricette, frutto della fantasiosa mescolanza tra cucina indigena e africana; piatti poveri amati dai personaggi di Jorge Amado.
I libri di Trish Deseine sono un capitolo a parte. L'incontro magico tra gusto raffinato per la scenografia e ricette praticabili e pratiche. Il matrimonio d'amore tra il sapore e l'immagine.
Consigli di educazione alimentare, cibi e patologie, interazioni alimenti-farmaci e oltre 150 ricette selezionate con criterio dietologico.
Uno spaccato di vita americana, una frase banale ma che rende bene l'idea di ciò che questo piacevole libro descrive. Una casalinga a Hollywood racconta l'America attraverso la cucina.