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Breakfast a Paperopoli

di Don Lisander - 03/10/2002

Avete tutto il diritto di chiedervi cosa sono quelle auto lussuose e quei gioielli che vi scrutano alteri dalle pagine delle riviste nell'anticamera del dentista (e probabilmente sapete che sono cose che solo lui può permettersi, visti i costi delle sue prestazioni).

Ma vi siete mai chiesti quale misteriosa ricetta è alla base delle fumanti e fragranti frittelle che Paperino serve ogni mattina ai suoi adorabili nipotini per colazione?

Sono nientemeno che i "pancakes", una dolce e appagante abitudine che i cugini d'oltreoceano non mancano di condire con abbondanti scrosci di sciroppo d'acero Canadese. Se questo interrogativo non vi ha mai tolto il sonno, oltre a non aver mai letto Topolino, vi siete persi una gustosissima occasione per affrontare una prima colazione diversa dal consueto.

Oggi vi diamo l'occasione per rimediare. Armatevi dunque di padellino antiaderente ed andiamo ad incominciare.

Mezzo litro di latte
190 grammi di farina
60 grammi di zucchero di canna
pochissimo sale
4 tuorli
4 albumi a neve

Stemperare la farina nel latte, quindi incorporare tutti gli altri ingredienti lasciando per ultimi gli albumi. Terminata la preparazione utilizzarla per formare, con il padellino ben caldo, delle frittelle dorate da ambo i lati. Servitele tiepide e senza scordare lo sciroppo.

Vi assicuro che, anche se non abitate a Paperopoli, non mancherete di apprezzare la novità.



Autore
Don Lisander

" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "

John D. Voelker (Robert Traver)

Testament d’un pêcheur à la mouche

Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).

(agg. 2/2010)
Commenti
devono essere (Sweetarmony)
. . Bastano appena... (Don Lisander)
. . Strabuonissime?? (Maccaru2023)
pancakes (Bli)
cetrioli marinati (Henryhowella)
. . gewurzgurken (Barbara)
. . . . gewurzgurken (Henryhowella)
. . . . . . gewurz (Barbara)


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