Gli struffoli sono un dolce antichissimo, e appartengono inequivocabilmente alla tradizione Napoletana.
Il nome di tale dolce deriva dal vocabolo greco "strongulos" che significa corpo tondeggiante (non a caso gli struffoli sono una sorta di palline di pasta), da cui la tradizione napoletana avrebbe ricavato anche il nome di certi gnocchi che in dialetto si chiamano strangolapreti.
Gli ingredienti – come vuole la tradizione popolare – sono semplici ma determinanti per la riuscita del dolce che andiamo a descrivere nella sua preparazione:
Ingredienti per 10 persone:
- 400 g di farina
- 4 uova intere
- 50 g di burro
- 1 bicchierino di liquore di anice
- 1 pizzico di sale
- abbondante olio per friggere
- 1 vasetto di miele almeno da 500 g (consiglio quello grezzo compatto millefiori)
- 100 g di scorza di arancio candita
- 100 g di scorza di cedro candita
- 50 g di scorza di zucca candita (temo che se non andate a Napoli… dove si chiama "cocozzata")
- 100 g di confettini multicolori piccoli chiamati "diavolilli" ("codette" al supermercato)
- 50 g di "cannellini" ossia confettini oblunghi che all'interno celano un velo di cannella
una pentola piuttosto alta oppure una padella alta con cestello oppure una friggitrice elettrica
- una schiumarola
- una pentola grande
- un mestolo
- una capace zuppiera
- uno o più piatti da portata
- uno o più barattoli di vetro puliti
Impastare la farina con il burro, le uova e il sale fino ad ottenere un impasto degno di tale nome;
Aggiungere il bicchierino di anice (tutto! è vietato bere durante il lavoro) e impastare ancora per bene;
Tagliare i "grissini" a pezzetti lunghi all'incirca 1 centimetro (non devono essere troppo piccoli, tuttavia più grossi di 1 centimetro a mio avviso non rendono bene in termini di gusto);
Quando avete finito questa operazione (ricordate sempre che la cucina richiede i suoi tempi), versate l'olio nella pentola alta o padella alta con cestello o friggitrice, accendete il fornello e scaldate a temperatura frittura; nel frattempo mettete della carta assorbente nella zuppiera;
Tirate fuori gli struffoli con la schiumarola o il cestello, e riponeteli nella zuppiera sulla carta assorbente; ripetete le operazioni sopra descritte mettendo sui vari strati di struffoli altra carta assorbente;
Prendete la pentola grande, versatevi dentro il miele (aiutatevi con un cucchiaio) e mettete tutto sul fornello a fuoco moderato;
Girate bene il miele con il mestolo fino a quando non è completamente liquefatto e ben caldo (qui il buon San Gennaro sta a guardarvi…);
Versatevi dentro tutti gli struffoli e girateli a fuoco basso fino a quando non sono ben impregnati di miele; non aspettatevi che assorbano tutto il miele, solo la superficie di essi si impregnerà;
Prendete il o i piatti da portata, mettevi al centro un barattolo di vetro, prendete la pentola degli struffoli e con grande abilità accostateli "tuorno tuorno" al vasetto fino a riempire per bene il piatto stesso;
A struffoli ancora caldi, prendete i diavolilli, mettetene un pizzico in bocca (ci pensate da quando li avete comprati) e versatene generosamente i rimanenti a caso sugli stessi in oggetto (gli struffoli). Fate lo stesso con i cannellini (occhio ai denti, sono durissimi!);
Quando gli struffoli sono freddi, togliete delicatamente il vasetto dal centro del piatto. Avrete ottenuto la forma tipica di questo incredibile dolce natalizio della tradizione Partenopea.
Non mettete a friggere una quantità eccessiva di struffoli, al massimo quelli che ricoprono il fondo del contenitore di frittura.
Gli struffoli devono risultare dorati, non marroni: come sempre in cucina si deve assaggiare, per cui assaggiate una pallina cotta per verificare che sia fragrante ma né croccante né cruda.
La schiuma dell'olio sul fuoco è pericolosa, se andate nel panico spegnete il fornello, spostate la pentola e usate un fornello asciutto.
Tenete a portata di mano le presine, ci manca solo che rovesciate la pentola con tutto l'olio.
Siete adulti, non darete fuoco alla casa né tenterete di friggervi o di friggere qualche vostro aiutante. E' come friggere qualsiasi altra cosa con presenza abbondante di farina.
Consiglio vivamente di servire gli struffoli con tutti i crismi del buon ospite, ma di mangiarli in punta di dita…vi assicuro che la soddisfazione è impagabile!!!

Milanese con retrogusto partenopeo. Amante dei fornelli ma non del successivo riordino. Cucino per sopravvivenza e per gli amici. Sposato con una donna fantastica che talvolta cucina, un figlio di 9 anni che comincia ad assaggiare cose "non da bambino" come le cozze, i crostini toscani, e altre leccornie di casa nostra.
(agg. 10/2011)Gli struffoli sono serviti (Gemma)
Gli Struffoli (Mariber)
. . A Vasto si chiama cicirchiata (Patrizia60)
. . . . ricordi di infanzia (Nana)
. . gli struffoli (Penna Bianca)
Complimenti (Java)
provate con.... (Cuscus)
. . struffoli (Hermelin)
. . . . avevo dimenticato... (Cuscus)
. . . . . . struffoli (Moiza)
Gli struffoli sono serviti (Disc53)
. . yuppieee (Carottolina)
Vi presento un dessert facile ed economico, rinfrescante e leggero, da presentare come gran finale sulla nostra tavola natalizia.