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Il Peperoncino e il suo Festival

di Grazia Annibale - 09/02/2001

A bordo di una caravella. Compagno di viaggio: Cristoforo Colombo. E' il peperoncino. Correva l'anno 1514. Faceva parte del bottino alimentare che gli occidentali portarono in patria dalle lontane Americhe.

Era la sola spezia utilizzata dagli indiani di Cile e Messico, bastò che la provasse un medico che prese parte alla seconda spedizione del grande genovese perché capisse che poteva essere utilizzato sia per insaporire le vivande che per conservarle.

In realtà all'inizio l'impatto non fu dei migliori. Sulle tavole aristocratiche la preferenza andava al pepe nero, ben più raro e costoso. Il peperoncino infatti in Italia si coltivava facilmente e non aveva quindi un valore quantificabile in moneta.

La larga diffusione nel Mediterraneo del chili – così si chiamava e si chiama ancora nell'America meridionale – fu merito dei commercianti portoghesi che lo utilizzarono come farmaco nelle colonie d'India e in America meridionale nel 1500. Poteri medicamentosi che vennero riconosciuti ufficialmente da uno studioso senese nel XVI secolo. Poteri vastissimi: ha azione antibiotica, antisclerotica, anestetica, abbassa i trigliceridi, cura tutti i malanni causati dal freddo, migliora la depressione, evita la trombosi, e ancora e ancora. Ma si deve consumare a crudo. Una curiosità: fu grazie al peperoncino che nel 1937 venne scoperta la vitamina C, una scoperta che valse un premio Nobel.

In Italia ci sono regioni intere che hanno fatto del peperoncino uno degli ingredienti base della propria cucina: in Calabria c'è addirittura un insaccata, la 'nduia, che ha il peperoncino come ingrediente principale e caratterizzante. Un tempo serviva a riciclare le parti meno nobili del maiale: legamenti, cotenne, grasso. Ora è diventata una vera prelibatezza da gastronomia. Lo si utilizzava per fare un ragù dalla virtù vulcaniche.

Ma il peperoncino lo si trova poi nelle preparazioni della Basilicata – stupendi i peperoncini tondi ripieni di alici e capperi – della Puglia e dell'Abruzzo. In Abruzzo ce n'è una variante piccolissima ma estremamente piccante che viene chiamata saettino. Talmente forte che è meglio metterla nell'olio e utilizzare questo per condire, ad esempio, la classica minestra di brodosigli - una pasta fatta a mano solo con acqua e farina – e fagioli borlotti.


Le Ricette

Una salsina veloce veloce per le grigliate di pesce di stagione (pesce spada o tonno).

  • peperoncini rossi freschi (o tenete a bagno quelli secchi ma la dose allora va diminuita)
  • due pomodori
  • basilico
  • sale
Tenere da parte i semi dei peperoncini, poi frullare la parte rossa con i pomodori, basilico e sale. Far ritirare a fuoco lento unendo un po' di vin santo. Ci vorranno pochi minuti. Servire sul pesce ancora calda.

Ancora una salsa di origine indiana, il Chutney, ovvero la mostarda piccante a base di frutta, spezie e peperoncino. Classica quella al mango, più fattibile quella di prugne, stupenda con l'arrosto di maiale.

  • 4 etti di mele
  • 4 etti di prugne
  • 4 etti di pere
  • 2 etti di cipolle
  • 2 etti di uva sultanina
  • mezzo litro di aceto di mele
  • 1 arancia
  • 2 etti e mezzo di zucchero di canna
  • mezzo cucchiaino di peperoncino tritato
Si deve pelare e snocciolare tutta la frutta e metterla in una casseruola dopo averla tagliata a cubetti, tritare le cipolle. Unire l'uvetta, l'aceto, il succo e la scorza grattugiata dell'arancia. Portare a ebollizione poi cuocere mescolando per 40 minuti.


L'itinerario

Meta obbligata per gli amanti del peperoncino è nel primo fine settimana di settembre Diamante, in Calabria. Qui da anni si svolge Il Festival del Peperoncino sul lungomare a picco sulla scogliera con degustazioni, mostre, cabaret, il campionato di satira e anche quello dei mangiatori di peperoncino. E poi film, libri, premiazione delle migliori tesi di laurea sul peperoncino. Ad organizzare la manifestazione l'Accademia del Peperoncino.

Un'occasione per fermarsi in uno dei centri balneari più importanti e meglio attrezzati della Riviera dei Cedri. Di origini greche, Diamante nacque nel 1600 e appartenne a famiglie feudali come i Carafa. Da vedere i resti del castello e la chiesa dell'Immacolata.

Ma da vedere sono poi i murales che ornano la parte vecchia della città, vicolo dopo vicolo. A giugno di solito l'iniziativa viene rinnovata. Ma sta nella natura la vera bellezza di questa cittadina, nelle spiagge di ghiaia e di sabbia, nelle scogliere vulcaniche, nelle acque azzuro-viola del mare, nelle verdi montagne che le sono intorno.


Per saperne di più:
Accademia Italiana del Peperoncino


Autore
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Grazia Annibale

Di anni ne ho 52.

Amo cucinare,

tragicamente anche mangiare

e non parliamo del pasticciare.

Amo la pasta e gli impasti,

la cicoria e le caldarroste,

il vino rosso e i cantuccini,

la mortadella con i suoi pistacchini.

Del pane sono ghiotta:

lo accompagno con la cianfotta.

Per la spesa non mi serve la lista.

Memoria d'acciaio, sono giornalista.

(agg. 3/2010)
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