Estate, tempo di barbecue e cene all'aperto. Non intendo aggiungere nulla a quanto già si è scritto sull'argomento. Casomai mi sembra utile, per una migliore riuscita di questo genere di convivi, ricordare a tutti gli appassionati alcune regole auree e suggerire un paio di spunti per aggiungere al consueto menù alcune novità.
Procediamo quindi verso il primo fondamentale argomento: il fuoco. Arrostire carne al fuoco è una cosa che sanno fare tutti; preparare un'ottima brace invece può essere alla nostra portata solo se teniamo in conto che dovremo preparare il focolare con largo anticipo, in modo da avere una buona scorta di brace priva di fiamma quando andremo ad iniziare la cottura degli alimenti.
È buona norma aggiungere di tanto in tanto ramoscelli di erba salvia e rosmarino, insieme a poche foglie d'alloro, ed evitare di aggiungere legna prima di completare la cottura. Quindi proporzionate la quantità di brace alla quantità e qualità di cibo da cucinare. Nel caso possediate un bel BBQ in muratura sapete che è possibile lasciare della legna accesa sul retro della griglia per sfruttarne il calore riflesso (in modo simile alla cottura del maialino).
Il secondo particolare al quale prestare la dovuta attenzione è senza dubbio la massima osservanza di una regola precisa che consiglia di evitare la cottura simultanea di carni e pesce, in quanto il grasso lasciato dagli stessi, cadendo e bruciando, libera gli odori reciproci che ovviamente mal si combinano.
Terzo fondamentale consiglio: abituatevi a marinare le carni ed il pesce (ma anche la verdura) sin dalla sera precedente. Questo particolare accorgimento conferisce alle vostre preparazioni quel tocco in più che vi farà sicuramente apprezzare dai vostri ospiti.
Gli Americani, veri maestri del genere, preparano dozzine di marinate differenti, combinando a piacere olio, aneto, scalogno, pepe nero "course" (schiacciato), mango, ananas, timo e aceto balsamico, oltre alle più diverse spezie.
Dal momento che la vera pecca di questo genere di menù sono i contorni sforzatevi di abbandonare la solita "biella" di lattuga e soncino dell'orto. Se ovviamente non vi bastano le patate descritte sopra provate con dei grossi spiedini di verdure composti da pomodori "cherrys", cappelle di funghi "champignons", zucchine, melanzane, zucca, cipolle rosse o scalogni, ovviamente marinati con olio, sale e succo di limone.
Per concludere…bè, ditemi il giorno e l'ora e sicuramente sarò dei vostri!


" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "
John D. Voelker (Robert Traver)
Testament d’un pêcheur à la mouche
Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).
. . (senza titolo) (Don Lisander)
. . . . bbq (Jose)
Il bollito è un rito comunitario, non esiste il dosaggio per 4 persone, il bollito o si fa almeno per 12 o non ne vale la pena. Proprio per questo può diventare occasione per stare in compagnia.
Per gioco, per curiosità, per cambiare, per stupire gli amici... una di queste sere potremmo organizzare una cena cinese. Anzi, diciamo meglio: "alla" cinese.