Una festa umile quella della Befana, legata alla terra, alle tradizioni contadine della nostra Italia. La Befana veniva, infatti, festeggiata con i prodotti delle terra. Si regalavano noci, castagne, fichi secchi, mandarini, biscotti e dolciumi per augurare ai contadini un anno migliore e un ottimo raccolto.
E' povera la Befana, vestita di stracci. Fa fatica a portare i suoi doni. Sarà per ringraziarla di attraversare la notte tra il gelo e la neve e per corroborarla che in molte regioni italiane è tradizione lasciare per la vecchina un piatto da mangiare.
Io sono di origini abruzzesi. In Abruzzo la Befana viene accompagnata dal fedele aiutante Pancrazio. A loro due si lascia sul tavolo un buon piatto di pasta e fagioli e un bicchiere di vino rosso, e magari anche un mandarino.
In casa la minestra della Befana si preparava sin dalla mattina. Doveva essere ben preparata e ben riposata. Servono per 6 persone:
- 3 etti di fagioli borlotti secchi
- 1/2 bicchiere d'olio d'oliva
- concentrato di pomodoro
- una fetta spessa di lardo poi battuta
- 1 cipolla
- 1 costola di sedano
- sale
- peperoncino a piacere
- A questo punto ci vorrebbero le "sagne", i maltagliati fatti solo di acqua e farina a forma di rombi irregolari, ma potete utilizzare anche le cosiddette "ave marie", i ditali rigati.
Lasciare in acqua per 12 ore i fagioli secchi poi lessarli con il sedano. A parte, soffriggere la cipolla con il battuto di lardo e l'olio poi aggiungere il concentrato salando contemporaneamente. Lessare la pasta e salarla.
A cottura ultimata, mescolare il tutto ed aggiungere il peperoncino. Servire caldo.
La Befana mangerà la minestra. Pancrazio berrà il vino.
I mandarini a scelta.
L'ha raccontata in chat il nostro mitico Alverman. A lui i genitori dicevano di lasciare un po' di formaggio alla Befana.
Lui lasciava l'invernizzina e ci univa dei grissini. Una volta pare che la Befana abbia lasciato, con grafia stentata, un messaggio:
"La Befana – diceva – ha pochi denti e rotti. La prossima volta non potresti lasciare del pane carrè?"

Di anni ne ho 52.
Amo cucinare,
tragicamente anche mangiare
e non parliamo del pasticciare.
Amo la pasta e gli impasti,
la cicoria e le caldarroste,
il vino rosso e i cantuccini,
la mortadella con i suoi pistacchini.
Del pane sono ghiotta:
lo accompagno con la cianfotta.
Per la spesa non mi serve la lista.
Memoria d'acciaio, sono giornalista.
(agg. 3/2010)Non ci sono ancora commenti a questa pagina.
Molte le leggende che accompagnano l'arrivo dell'Epifania, una tra tante il connubio Ricotta e Befana. E per i bimbi che non sono stati troppo buoni durante l'anno? Il carbone fatto in casa seguendo una ricetta molto semplice.