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Il piatto della Befana

di Grazia Annibale - 01/02/2005

Una festa umile quella della Befana, legata alla terra, alle tradizioni contadine della nostra Italia. La Befana veniva, infatti, festeggiata con i prodotti delle terra. Si regalavano noci, castagne, fichi secchi, mandarini, biscotti e dolciumi per augurare ai contadini un anno migliore e un ottimo raccolto.

E' povera la Befana, vestita di stracci. Fa fatica a portare i suoi doni. Sarà per ringraziarla di attraversare la notte tra il gelo e la neve e per corroborarla che in molte regioni italiane è tradizione lasciare per la vecchina un piatto da mangiare.

Io sono di origini abruzzesi. In Abruzzo la Befana viene accompagnata dal fedele aiutante Pancrazio. A loro due si lascia sul tavolo un buon piatto di pasta e fagioli e un bicchiere di vino rosso, e magari anche un mandarino.

In casa la minestra della Befana si preparava sin dalla mattina. Doveva essere ben preparata e ben riposata. Servono per 6 persone:

  • 3 etti di fagioli borlotti secchi
  • 1/2 bicchiere d'olio d'oliva
  • concentrato di pomodoro
  • una fetta spessa di lardo poi battuta
  • 1 cipolla
  • 1 costola di sedano
  • sale
  • peperoncino a piacere
  • A questo punto ci vorrebbero le "sagne", i maltagliati fatti solo di acqua e farina a forma di rombi irregolari, ma potete utilizzare anche le cosiddette "ave marie", i ditali rigati.

Lasciare in acqua per 12 ore i fagioli secchi poi lessarli con il sedano. A parte, soffriggere la cipolla con il battuto di lardo e l'olio poi aggiungere il concentrato salando contemporaneamente. Lessare la pasta e salarla.
A cottura ultimata, mescolare il tutto ed aggiungere il peperoncino. Servire caldo.

La Befana mangerà la minestra. Pancrazio berrà il vino.
I mandarini a scelta.

C'è ancora un'altra bella storia.
L'ha raccontata in chat il nostro mitico Alverman. A lui i genitori dicevano di lasciare un po' di formaggio alla Befana.
Lui lasciava l'invernizzina e ci univa dei grissini. Una volta pare che la Befana abbia lasciato, con grafia stentata, un messaggio:
"La Befana – diceva – ha pochi denti e rotti. La prossima volta non potresti lasciare del pane carrè?"


Autore
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Grazia Annibale

Di anni ne ho 52.

Amo cucinare,

tragicamente anche mangiare

e non parliamo del pasticciare.

Amo la pasta e gli impasti,

la cicoria e le caldarroste,

il vino rosso e i cantuccini,

la mortadella con i suoi pistacchini.

Del pane sono ghiotta:

lo accompagno con la cianfotta.

Per la spesa non mi serve la lista.

Memoria d'acciaio, sono giornalista.

(agg. 3/2010)
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