Pensavo fossero solo un ricordo, un qualcosa da vagheggiare insieme ai cassetti profumati di lavanda - quella vera - alle bottigliette di cristallo rilucente piene di liquori colorati, ai pizzi che ornavano le piattiere. Sono le giuggiole. Frutti, pensavo, buoni per la memoria più che per il palato. E invece me li sono visti offrire durante una gita al bellissimo borgo di Arquà Petrarca, a pochi chilometri da Padova.
Tutti i negozi di souvenir alimentari le proponevano, anzi proponevano le delizie preparate con questo piccolo frutto. Frutto non perduto, semmai smarrito. Un po' come capita con i melograni, le pere volpine, il corbezzolo, le sorbe e anche le melacotogne e le rose canine. Frutti dimenticati. La loro presenza in passato era legata ai ritmi della vita rurale e il loro utilizzo era legato al mutare delle stagioni. Sapori antichi che stanno tornando di attualità davanti all'invasione di cibi e sapori sempre più globalizzati.
Bontà autunnale quella delle giuggiole, tanto che ad Arquà Petrarca a ottobre si organizza una festa. E' il caso di dire che si va proprio in "brodo di giuggiole". Il brodo di giuggiole è infatti un antico distillato che si produce in questa zona. Si utilizzano i piccoli frutti, le bacche rossastre dalla polpa bianco-verdognola, leggermente farinosa, con un sapore dolce-acidulo. Nascono su una pianta bassa, contorta, dai rami irregolari e spinosi. Crescono con una lentezza tale da far perdere la pazienza a Giobbe. Ma la disposizione delle foglie è talmente armonica da far dimenticare il resto.
Ad Arquà Petrarca dovunque offrono il
Per 600 grammi di liquore servono:
- 1300 g di giuggiole mature
- 1000 g di uva
- 350 g di mele cotogne
- 2 litri d'acqua
- buccia di limone
Ad Arquà Petrarca offrono anche i
Sono una rivisitazione degli zaeti, classici biscotti padovani con l'uvetta. Qui al posto dell'uvetta si utilizzano pezzetti di giuggiole passite. Nessuno ad Arquà vi rivelerà la ricetta dei biscottini con le giuggiole. Ho provato a utilizzare questa mettendo invece dell'uvetta circa un 70-100 g di giuggiole secche. Se poi qualcuno ha la ricetta giusta la segnali, così la inseriremo nel nostro ricettario.
- 300 g di farina gialla fina
- 175 g di farina bianca 00
- 150 g di burro freschissimo
- 100 g di zucchero semolato
- 70 g di latte
- 30 g di uvetta sultanina
- 1/2 limone
- 1/2 bustina di vanillina
- zucchero a velo
- burro
- un pizzico di sale
Per saperne di più
Arquà Petrarca

Di anni ne ho 52.
Amo cucinare,
tragicamente anche mangiare
e non parliamo del pasticciare.
Amo la pasta e gli impasti,
la cicoria e le caldarroste,
il vino rosso e i cantuccini,
la mortadella con i suoi pistacchini.
Del pane sono ghiotta:
lo accompagno con la cianfotta.
Per la spesa non mi serve la lista.
Memoria d'acciaio, sono giornalista.
(agg. 3/2010)mmmh le giuggiole.... (Mobino)
giuggiole assumigliano a CORNIOLE (Magos)
giuggiole & co. (Dona58)
Conosciute da poco (Deborahp)
...ieri... (Bambolinatrippy)
. . va be (Clod)
. . . . il gusto... (Bambolinatrippy)
brodo di giuggiole (Gioia)
. . anche io.. (Scuffiania)
Il Pistacchio di Bronte è una varietà unica al mondo, per profumo e colore, insuperabile per l'utilizzo in pasticceria; da questa terra siciliana baciata dagli dei nasce uno smeraldo dall'intenso profumo di resina.
L'anguria ha lasciato un'impronta viva, indelebile, in ciascuno di noi. Il merito è anche di quelle improbabili baracche erette ai bordi delle tante strade polverose di un trentennio fa.
Nel cuore dell'inverno ci porta negli occhi immagini di terre assolate, di alberi fioriti, di colori vividi e accesi.