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Cookernauti tra le Stelle

di Don Lisander - 11/20/2009

Altro che allegri pennacchi di fumo, casupole dipinte e ciottolosi viottoli - da quassù non distinguo più neppure il CookerMondo - disse Alverman affacciandosi all'oblò della cosmo pentola a pressione.

Tranquillizzati - lo rincuorò Giorgio dal posto di comando - abbiamo moltissime miglia da percorrere e presto non vedrai altro che il buio più totale.

Quelle parole non servirono a rinfrancare Alverman e il resto dell'equipaggio, poiché tutti erano ben consapevoli dell'ardito progetto nel quale si erano ormai calati: l'insuccesso era tutt'altro che improbabile.

Scoprire nuovi mondi e le prelibatezze gastronomiche in essi celate - così si era espresso il Sindaco, nel momento in cui, annunciando ai Cookernani che la spedizione aveva inizio, li volle salutare ricordando che tutto ormai era conosciuto e noto: occorrevano quindi nuovi sapori e nuove ricette.

Barbara fece un primo calcolo rapidissimo dei consumi della pentola, che utilizzava un concentratissimo propellente dalla formula segretissima C5H8NO4Na.H2O.

A dire il vero, dall'odore sprigionato allo scarico, si sarebbe detto che il motore funzionasse con brodo di pollo, ma questo per i Cookernani era più che ovvio.

La quantità di propellente non rappresentava un problema: quello che di certo non sarebbe stato sufficiente per l'intero viaggio era il cibo stipato in cambusa.

L'artefice di un calcolo così ristretto sulle scorte fu il Sindaco.

Costringere i nani a ricercare il cibo non solo per diletto, ma anche per necessità: ecco la molla che avrebbe fatto calare gl'indugi di fronte a nuovi sapori e nuove sostanze.

Ora che il viaggio aveva avuto inizio, tutti avevano la consapevolezza di aver lasciato "qualcosa", e di essere alla ricerca dell'ignoto.

Ciascun componente dell'equipaggio riandava con la memoria alle cose buone di Cooker, senza celare una certa malinconia.

Lasciare il certo per l'incerto, ben sapendo che l'esito poteva essere trionfale o catastrofico.

Giorni interminabili di navigazione nel buio più totale, e alla fine giunsero nei pressi del primo obiettivo: la galassia di Kinderella.

Fu la prima ad essere esplorata; apparve d'un tratto dietro un pianetino brumoso, che in prospettiva ne nascondeva agli occhi le reali dimensioni.

Si trattava di sicuro di un mondo moderno, artificioso, fatto di aromi chimici ed alchimie di marketing. I nani lo snobbarono di buon grado, non ancora in preda ai crampi della fame grazie alla breve durata del viaggio, e convinti di trovare ben altro, spingendosi a fondo nel cosmo gastronomico infinito che li circondava per ogni dove.



Spinti dal poderoso motore, dopo molti giorni di viaggio interrotti solo dalle pause per il pranzo, giunsero in vista di un pianeta coloratissimo ed invitante.

La mappa cosmica lo indicava come il pianeta Genuinitas, nella costellazione dell'Agritutto.

Si presentava come una corpulenta nebulosa al cui interno si celavano mondi ricchissimi di buon nutrimento.

Dal loro punto d'osservazione, tutto pareva essere così sincero ed autentico, ma avvicinandosi via via ai diversi pianeti si accorsero che c'era ben altro: prodotti industriali spacciati per casalinghi, ancora marketing e strane sedute di massaggi per il corpo, fatti addirittura con il cioccolato.

Decisero di buon grado di spingersi oltre, senza rimpianti per ciò che si lasciavano alle spalle.

Dopo molti e molti tentativi, lo sconforto era palpabile: ciascuno era in preda ai propri incubi, fossero minestre in scatola o spaghetti surgelati, e sognavano, nelle lunghe pause di viaggio tra una galassia e l'altra, gli odori ed i sapori che avevano lasciato.

Tuttavia, pian piano, una nuova consapevolezza pervase gli animi dei Cookernani: per quanto percorressero in lungo e largo l'ignota vastità del cosmo, non riuscivano a trovare soddisfazione al proprio appetito.

La soluzione non stava, quindi, nello scoprire chissà quale stravagante alchimia, ma nel conoscere sempre dai più e meglio ciò che avevano a portata di mano.

Fecero ritorno di buon grado al villaggio, dove era già stato approntato un grande palco per accogliere trionfalmente gli esploratori.

Dopo un atterraggio perfetto, uscirono dalla cosmo pentola rincuorati nell'incontrare di nuovo gli odori, i profumi, i sapori di Cookerville.

Il Sindaco, pronunciò poche parole di circostanza:

Amici - disse - accogliamo con gioia il ritorno dei coraggiosi nani, che hanno voluto spingersi oltre il conosciuto per portare ancora maggior conoscenza e maggior arricchimento alla nostra fame di sapere.

Oggi è un grande giorno, perché abbiamo avuto conferma di ciò che non potevamo immaginare, ma che era ben chiaro sin dall'inizio agli occhi di chi vuol vedere veramente.

Andate pure altrove, percorrete tutte le strade che la vostra mente vi indica.

Alla fine, di sicuro, approderete nuovamente in Cookerville, obbedienti ai richiami del vostro palato.

Un grande applauso, frettoloso in verità, e poi via verso la locanda di Axel dove i nani, gozzovigliando allegramente, si compiacquero del grande insegnamento e sancirono, obbedienti, il trionfo della spedizione.

Autore
Don Lisander

" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "

John D. Voelker (Robert Traver)

Testament d’un pêcheur à la mouche

Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).

(agg. 2/2010)
Commenti
Col cavolo!!!! (Monica1)
. . Nessuno siam perfetti ! (Don Lisander)
. . . . Buongiorno Chef (Favolizia)
. . . . . . Ciao Ale ! (Don Lisander)
. . Però grazie (Giorgio47)
. . . . Ciao Nonno ! (Don Lisander)
. . . . . . cambia esca.. (Alverman)
. . . . . . . . Eh, però... (Don Lisander)
. . . . . . . . però.... (Triestina)
. . . . . . . . . . Si, belle storie... (Don Lisander)
. . . . . . . . . . . . Si, bella storia... (Damo267)
. . . . . . . . . . . . . . Mi hai fatto tornare in mente (Maccaru)


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