Il cibo ha sempre avuto ed ha tuttora un forte significato simbolico, magico e religioso. Significa introdurre dentro di noi qualcosa che fa parte della terra o del cielo nel senso più lato del termine, e assimilarlo, cioè renderlo parte di noi. Pensiamo ai riti del cannibalismo, all'interno dei quali alcune popolazioni mangiavano il nemico sconfitto per assorbirne il valore e la forza oppure una parte di una persona cara per tenerla sempre con sé o anche, nel caso delle "guerre fiorite" degli Aztechi, per fronteggiare carestie. Nell'eucaristia i Cristiani mangiano il corpo ed il sangue di Cristo sotto le specie del pane e del vino consacrati.
Non si nutre solo l'uomo ma anche il dio, nei riti sacrificali, come le libagioni che nutrivano la terra o addirittura gli dei, che potevano adirarsi parecchio se il trattamento non era del tutto degno. La storia del titano Giapeto che ha avuto una punizione eterna per aver sacrificato agli dei la parte peggiore della carne ne è un esempio. Il cibo ha spesso avuto nell'immaginario umano, il potere di influenzare la storia. Rimanendo nella mitologia greca e nei miti sull'origine degli Dei, Cronos (il tempo) viene ritratto mentre inghiotte i figli suoi e di Rea, cioè gli dei dell'Olimpo, salvo poi vomitarli mediante l'astuto stratagemma di Rea che al posto del piccolo Zeus gli aveva dato un pietrone.
Senza andare tanto indietro possiamo pensare anche alla più grave colpa del genere umano nel libro della Genesi, cacciato dall'Eden per una curiosità gastronomica. Nelle cerimonie religiose l'uomo sacro ricorda spesso un cuoco nei vestiti, tanto che per alcuni antropologi i rituali e le simbologie delle principali religioni derivano direttamente dai comportamenti alimentari.
Molte religioni vietano un gran numero di cibi sia per dare ai fedeli un'identità di gruppo, sia per scoraggiarli dal frequentare persone appartenenti a religioni diverse, o anche per motivi igienici. Anticamente non c'erano conservanti e spesso alcuni alimenti potevano, date particolari condizioni climatiche, generare disturbi seri. Nel Vecchio Testamento, gran parte del Levitico è dedicata all'elencazione dei piatti empi; in particolare non si potevano mischiare carne e latte, e la norma era così importante da far parte dei comandamenti di Mosè.
Le religioni islamica, induista, buddista ed ebraica hanno alimenti tabù ma quella cristiana no, e probabilmente questo si deve al tentativo di Cristo di discostarsi dalla tradizione delle altre religioni e di creare un atteggiamento di tolleranza nei suoi seguaci. I cristiani erano comunque attenti all'aspetto sacro della tavola: bevendo assumevano cinque sorsi, uno per ciascuna delle cinque ferite di Cristo; ogni boccone veniva diviso in quattro parti, tre per la Santissima Trinità, e uno per la vergine Maria. Poi da circa il IV sec i seguaci di Cristo, prima in Oriente e poi in Occidente, iniziarono a seguire il digiuno pasquale.
Per chi volesse approfondire, può leggere:
Religione come cibo e cibo come religione
Oscar Marchisio (a cura di)
Ed. Franco Angeli. Milano, 2004
€ 14

Ciao
Mi piace molto mangiare, praticamente tutto (mi chiamano Letonda), ma non sono una grande cuoca anche se mi piace cucinare e sperimentare. Ho marito e figlio gourmet (anche se tende al tondo solo il figlio) e sono sempre più felice di avervi conosciuto! Oramai i chili in più sono una compagnia, voglio bene anche a loro. E' grave?
(agg. 3/2010). . Sei grande!!!! (Maria Letizia Fiori)
. . Che interessante il tuo intervento, Franco! (Ziabetta)
. . . . off topic (Franco Campo)
. . . . . . Caro Franco... (Ziabetta)
. . . . . . . . off topic 2 (Franco Campo)
. . accidenti franco (Taccosbill)
. . . . La manna e' arrivata (Franco Campo)
. . bello il tuo intervento (Sa-Kyokoo)
. . . . Qualche citazione (Minervina)
. . piacere. (Sbardy)
. . Illuminante (The Nightfly)
. . . . OT: Tu l'hai letto!!!! -ot- (Tani)
. . . . . . l'ho letto :-)) (Maria Letizia Fiori)
. . . . . . . . oleeee! (Tani)
. . . . . . . . . . E' vero! :-) (Maria Letizia Fiori)
. . . . . . . . . . . . nenche io lo conosco (Tani)
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Vi ricordate qualche tempo fa che in un thread qualcuno cercava libri che parlassero della cucina? Niente ricette in questo libro ma solo riflessioni.
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Pubblicato per la prima volta nel 1766, questo libro gettò forse le basi della cucina regionale piemontese e l'attenzione modaiola all'argomento cucina e dintorni ha suggerito il tentativo di rilancio di quest'opera. Un recupero senz'altro meritevole, ma a mio giudizio destinato più che altro a veri estimatori del genere.
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