La diffusione del sapere in ogni sua forma non è appannaggio di alcune categorie di persone, dato che con forme e mezzi differenti ci possono pervenire, dalle fonti più diverse, le nozioni che si aggiungono al nostro bagaglio professionale, rendendolo ogni volta più ricco ed adeguato ai tempi.
Con puro spirito di fratellanza nei confronti degli amati amici cookers mi trovo oggi a consigliare un libro che, come lo è stato a suo tempo il "Répertoire", rappresenta oggi un insostituibile compagno di avventura nel complicato cammino della conoscenza, irto di ostacoli ogni giorno più difficili da affrontare.
Ecco quindi che in un'era di cucina universale e poliglotta, dove i gusti e gli stili si fondono per creare un unico genere non dissimile ai quattro angoli del pianeta, una guida come la "Food Lover's Companion" rappresenta l'ancora da gettare nello sconosciuto mare della gastronomia. Solo con questo prezioso libro riuscirete a decifrare gli esotismi ai quali sempre più spesso si ricorre anche nei locali nostrani.
Pochi possono vantare la conoscenza precisa della definizione di "Tacos" o "Cajun Seasoning" e per non cadere facile preda di chi usa termini o ingredienti poco comuni, è meglio dare uno sguardo ai più di quattromila diversi termini attinenti la gastronomia dei quali la guida fornisce la spiegazione. E' stata definita come "l'utensile universale nel mondo culinario" e non a torto. Cita, di G. B. Shaw, il motto "Non c'è amore più sincero dell'amore per il cibo".
Anche se ci può far sorridere sapere che "Stromboli" è una specialità di Philadelphia, consistente in un calzone ripieno di mozzarella e peperoni (sob!) o che lo "Strip Steak" non è il titolo del film che ha consacrato una nota attrice di Hollywood ma un taglio del controfiletto di manzo, l'utilità della guida è indiscutibile. Nella sua interessante appendice troviamo inoltre la "Piramide", strumento elaborato dal Ministero statunitense per l'Agricoltura per informare i consumatori su quali sono le quantità massime di consumo consentite di alcuni alimenti, in ordine ai loro effetti sull'organismo.
Ovviamente al culmine troviamo, consentiti in minima quantità, grassi, olii e zuccheri. Più in là, la spiegazione di alcuni additivi per uso alimentare con funzione antiossidante o conservante, che compaiono sempre più frequentemente sulle etichette di molte preparazioni. Poi alcune tabelle fondamentali di equivalenza, comprese le celeberrime "TBSPN" o "CUPS" convertite in "once", "galloni" o nel sistema metrico decimale. Insomma un libro difficile da descrivere nella sua completezza perché riserva ogni giorno sorprese sia a chi ne affronta la lettura sistematica, sia a chi suole consultarla come indispensabile supporto del proprio lavoro.
The new Food Lovers Companion
autore: Sharon Tyler Herbst
Barron's Educational Series, New York
2001


" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "
John D. Voelker (Robert Traver)
Testament d’un pêcheur à la mouche
Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).
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