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Turchia 1ª parte
Cosa si beve?
di Barbenna  (07/08/2000)

E' arrivata l'estate e quasi tutti abbiamo già programmato le vacanze. Qualcuno di voi starà probabilmente per partire per la Turchia. Anche io ci andrò, cosa che faccio ormai da anni e anni. Della Turchia mi piace tutto, la natura selvaggia dell'Anatolia Centrale, le coste del Mediterraneo (anche se lo scempio edilizio è incredibile), i siti archeologici, e anche la cucina, forse semplice e ripetitiva, ma genuina e saporita. Soprattutto, però, mi piace la gente: i Turchi sono persone ospitalissime, semplici e spontanee, desiderose di conoscere gli stranieri e pronti a farsi in quattro per darvi una mano.

Le mie indicazioni saranno utili in particolare per chi viaggia in maniera autonoma perché chi sta in un villaggio o gira con un viaggio organizzato mangerà spesso cibi internazionali, come avviene generalmente nei grandi alberghi. Un consiglio comunque: se sono in menù, provate i cibi turchi, non vi deluderanno.

Ma andiamo con ordine e parliamo prima di tutto di cosa si beve. Per quanto riguarda gli alcolici, vi ricordo che i Turchi sono musulmani ma, poiché nella maggior parte del paese non sono particolarmente osservanti, bevono alcolici quasi ovunque e soprattutto bevono Raki, un liquore a base di anice, simile all'ouzo o al Pernod, con il quale persino pasteggiano! Loro sostengono che con il pesce, è l'ideale. Secondo me sono pazzi, infatti io ve lo consiglio eventualmente come aperitivo, mentre a pasto potrete bere della buona birra (la Efes è la marca più diffusa) o ottimi vini bianchi, come il Kavaklidere.

In Anatolia, nell'est del paese o in città "sacre" come Konya, sede dei dervisci danzanti e del profeta Mevlana, la religione è più radicata e non tutti i locali servono alcool. Nelle taverne più semplici (Lokanta) sui tavoli ci sono delle brocche di coccio con dentro della fresca acqua naturale. Se non vi fidate per timore di… "sgradevoli effetti collaterali", vi sarà più facile trovare bibite come la Coca-Cola o la Sprite piuttosto che l'acqua minerale. La bevanda nazionale, è in ogni caso il tè. Ve lo offriranno dovunque e sempre, persino al distributore di benzina mentre fate il pieno o in farmacia mentre comprate l'aspirina!

Il tè (che in turco si chiama çai e si pronuncia ciai) viene servito in bicchierini di vetro, accompagnato da due microzollette di zucchero. Ha un gusto forte e si beve senza aggiunta né di limone né di latte. Lo troverete sempre pronto, dovunque, anche perché viene fatto in teiere particolari dove tè e acqua bollente rimangono separati e il tè risulta sempre fresco come appena fatto.

Un'altra bevanda tipica della Turchia è l'ayran un frappé fatto con acqua, yogurt e sale. Detto così sembra una porcheria e invece no! Io sono andata in Turchia per anni prima di assaggiarlo e alla fine mi sono decisa a farlo perché un amico turco che me lo aveva offerto si sarebbe offeso a morte se non lo avessi bevuto. Ebbene, da allora, con determinati cibi turchi, come per esempio il doner kebab, lo bevo con grandissimo piacere. Se, anche in questo caso temete che bevendo l'ayran rimarrete seduti sul gabinetto per tutte le vacanze, devo dirvi che questo a me e ai miei amici non è mai successo. State piuttosto attenti all'aria condizionata che è spesso la vera causa degli attacchi di dissenteria anziché il cibo o le bevande!

Un'attenzione particolare va data al caffè: due tipi di caffè si devono in Turchia, il Nescafè (e qui non c'è niente da dire, è Nescafè e basta) e il caffè turco. Il caffè turco viene servito in piccole tazzine di porcellana, già zuccherato. Loro vi chiederanno quanto zucchero volete, voi non capirete e loro faranno quello che vogliono per cui il caffè sarà dolce. Attenzione, il caffè turco è fatto bollendo insieme acqua e polvere e quindi viene servito nelle tazzine sotto forma di poltiglia polverosa. Non bevetelo subito, lasciate depositare la polvere per almeno tre o quattro minuti e quando lo bevete, non andate fino in fondo perché la polvere vi si deposita in uno strato di circa mezzo centimetro. Certo il gusto non è proprio come il nostro espresso, ma è buono e gustoso. Molte donne turche girano le tazzine con i fondi sul piattino e "leggono" i fondi come da noi si leggono i tarocchi.

Esaurito il capitolo dedicato alle bevande, alla prossima puntata affronteremo il tema del cibo vero e proprio e in una puntata successiva quello della prima colazione e dei dolci.

Buon viaggio e buon appetito a tutti.




L'autore
Anna Barbesta: La mia grande fortuna nella vita è stata quella di nascere in una famiglia di viaggiatori e di avere amici con i quali, nel corso degli anni, condividere questa esperienza. Inoltre, sono stata dotata di carattere estremamente socievole, il che non solo facilita le conoscenze e gli incontri nel corso dei viaggi, ma in più mi aiuta a vedere lati dei paesi che visito che vanno oltre i monumenti e i musei. Ecco forse perché mi capita spesso di fare amicizie nel corso dei miei viaggi, amicizie che diventano anche legami profondi che mi aiutano a capire e amare posti inconsueti dalle abitudini tanto diverse dalle nostre.

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