Nello sconfinato panorama di pubblicazioni che trattano argomenti attinenti la cucina e la gastronomia in genere, quest'interessante collana edita da Demetra rappresenta una simpatica novità.
Non già per il prezzo o per la grafica chiara ed accattivante, quanto per la somma di molte qualità che vorremmo trovare anche in libri più costosi.
Fra i titoli che costituiscono la serie Delicatezze, a 9.800 lire ciascuno, troviamo L'arte di fare il risotto, con una chiarezza di esposizione e di presentazione tali da farsi apprezzare soprattutto dal neofita.
Anche I dolci al cucchiaio e I dolci al forno sono un esempio di come si possa trattare un argomento vasto e interessante come la pasticceria, concentrando la propria attenzione su alcune preparazioni in particolare, corredando il testo con fotografie veramente all'altezza del livello generale dell'opera.
La serie Ricettario, di formato più grande, offre a 13.000 lire titoli d'attualità come Cucinare a Natale e Capodanno e Il libro delle torte, mentre a 10.000 lire gli altri dieci titoli trattano antipasti, biscotti e dolcetti, grigliate e sformati, paste fresche.
Certo non siamo di fronte all'opera omnia di cucina, ed è proprio questo il punto di forza di questi testi: con l'ausilio di un'edizione così agile e conveniente l'accostarsi all'arte dell'Artusi diviene più semplice, venendo a mancare il timore reverenziale che incutono libri più voluminosi e complessi. Questi ultimi hanno sì il vantaggio di trattare molti argomenti ma anche il grosso difetto di essere difficilmente consultabili durante il lavoro e molto più costosi.
Per concludere, questi volumi sono da considerarsi come un pratico ricettario, che offre le basi di alcune preparazioni (usando formule ed impasti collaudati, senza inutili sofismi) ed aiuta a liberare la fantasia, che è da considerare come l'ingrediente principale di qualsiasi buona preparazione.
Le edizioni Demetra fanno parte di un insieme di case editrici che costituiscono il gruppo Giunti Editore Spa.


" Pesco perché mi piace pescare; perché amo i luoghi – sempre splendidi – dove vivono le trote e perché odio i luoghi – invariabilmente laidi – dove vive la gente. Pesco per tutte le pubblicità televisive, i cocktails e tutte le altre fesserie alle quali questa attività mi permette di sfuggire. Pesco perché in un mondo in cui la maggior parte della gente sembra in gran parte passare la propria vita a fare delle cose che detesta, la pesca è per me un’inesauribile fonte di gioia e un piccolo atto di ribellione; pesco perché le trote non mentono né ingannano e non si lasciano comprare né corrompere da una qualsiasi dimostrazione di potere: le trote le si conquista a forza di calma, di umiltà e di infinita pazienza; pesco perché ho l’idea che gli uomini facciano soltanto un passaggio su questa terra e non vorrei sprecare il mio; perché, Dio sia lodato, non ci sono telefoni sulle rive dei torrenti da trote; pesco perché soltanto nei boschi posso gustare la solitudine senza sentirmi isolato; perché il bourbon è sempre migliore quando lo si beve in un vecchio bicchiere di metallo, da qualche parte laggiù; perché può essere che un giorno acchiapperò una sirena; e, infine, pesco non perché io consideri la pesca come un qualche cosa di così terribilmente importante, ma proprio perché io considero la maggior parte delle altre preoccupazioni degli uomini come altrettanto vane – ma raramente così piacevoli. "
John D. Voelker (Robert Traver)
Testament d’un pêcheur à la mouche
Gallmeister, Paris 2007 (tit.orig. Trout Magic, The Lyons Press, New York 1992).
Con questo libro, Isabelle Allende intinge la penna nel calamaio dell'eros e ci offre un testo composito e originale scritto con ironica leggerezza.
Vi ricordate qualche tempo fa che in un thread qualcuno cercava libri che parlassero della cucina? Niente ricette in questo libro ma solo riflessioni.
Ovvero le ricette dei poco di buono. Un libro per conoscere come si vive e si mangia "dentro".
Un libro che offre notizie storiche e culinarie di una cucina regionale che ha conquistato tutto il mondo: la cucina napoletana del Cavalier Ippolito Cavalcanti.
Questo buffissimo libro attirerà anche la vostra attenzione, non solo per la colorata copertina o per l'autore ormai noto, ma soprattutto perché è rivolto ai più piccoli cuochi della nostra casa: i bambini!
Pubblicato per la prima volta nel 1766, questo libro gettò forse le basi della cucina regionale piemontese e l'attenzione modaiola all'argomento cucina e dintorni ha suggerito il tentativo di rilancio di quest'opera. Un recupero senz'altro meritevole, ma a mio giudizio destinato più che altro a veri estimatori del genere.
Marinai, contadini e mercanti ci accompagnano lungo le strade del sale e dell'acciuga. Dal mare alla montagna.
Una raccolta di ricette, frutto della fantasiosa mescolanza tra cucina indigena e africana; piatti poveri amati dai personaggi di Jorge Amado.
I libri di Trish Deseine sono un capitolo a parte. L'incontro magico tra gusto raffinato per la scenografia e ricette praticabili e pratiche. Il matrimonio d'amore tra il sapore e l'immagine.
Consigli di educazione alimentare, cibi e patologie, interazioni alimenti-farmaci e oltre 150 ricette selezionate con criterio dietologico.
Uno spaccato di vita americana, una frase banale ma che rende bene l'idea di ciò che questo piacevole libro descrive. Una casalinga a Hollywood racconta l'America attraverso la cucina.