Cooker.NET      
 
Cooker.NET Magazine
I ceci e la farinata
di Lara Balleri  (11/09/2003)

I Ceci sono una pianta dalle molte qualità curative, ricca di vitamina B, C e di fosforo; provenienti prevalentemente dal Perù e Turchia sono entrati nelle abitudini alimentari, anche grazie alla buona resistenza dimostrata nella conservazione.

Acqua, un po' di sale, qualche manciata di farina di ceci, pochi elementi di base la cui combinazione fornisce una mappa che odora di tradizioni e di persone che vivono.

In giro per il mondo, troviamo: in Egitto e in Israele le fellafel (polpettine a base di farina di ceci servite in piccole focaccine), a Tolone la tout caud messa in tavola come zuppa con foglie di alloro, a Marsiglia la cade, a Orano e ad Algeri la calentica; in India il pappadums si presenta come una cialda fatta con la farina di ceci, che accompagna minestre e stufati ed in Libano l'hummus (che arricchisce verdure e crocchette oltre ad essere molto diffusa come antipasto) è una crema di ceci, aglio e limone.

In ambito di ceci, è quasi impossibile non identificare l'Italia con la Farinata. Senza nulla togliere al pilastro "pizza spaghetti", che troppo spesso stereotipo nega per riflesso ad altre specialità un sincero rapporto con la tradizione, la farinata è una forte abitudine gastronomica già descritta nell'epoca classica da lirici greci e latini. Rappresentava un surrogato del pane, a base di farine di segale, orzo e miglio ed era un cibo del popolo povero e nel Medioevo veniva comunemente mangiata con un trito di cipolle bagnate d'aceto forte, o con formaggio fresco.

Per farla a casa le mamme buongustaie con 400 g di farina di ceci, 4 cucchiai di olio extravergine, 1,5 litri di acqua, sale e pepe q.b creano un impasto liscio che una volta fatto riposare e deschiumato, viene versato nel testo di rame e infornato per mezz'ora a temperature di 200°. Ma fette di farinata cosparse di pepe e servite caldissime, sono una specialità di cui i Liguri rivendicano la codificazione, ricordando se necessario che il territorio piemontese in cui si ritrova la bella calda un tipo di farinata solo più consistente, è appartenuto in gran parte e per molti secoli alla regione Liguria. Poco oltre i confini la farinata si ritrova a Carrara e nella Lunigiana come cecinao calda caldae nel capoluogo toscano col nome di farinata alla fiorentina, ma i Liguri sono pronti a provare che olio extravergine di olive liguri, acqua e quelle mani esperte fanno una differenza che non teme confronti.

Tanti i nomi: in provincia di Imperia è la frisciolata, a Ventimiglia socca, ad Alassio turta; versioni modificate mappano la regione: verso Ponente la farinata accoglie le borragini, il rosmarino o l'origano, tipica di Voltri la farinata coi gianchetti (bianchetti), di Albisola quella coi carciofi, con la salsiccia o con lo stracchino. Per la farinata con la zucca, Sestri Ponente; col prezzemolo tritato ad Alberga, ad Imperia con la cipollina fresca, mentre a Savona troviamo il turtellassu più croccante per l'uso della farina di frumento e ideale così sottile per accompagnare prosciutti, formaggio fresco e olive.

Nomi diversi o versioni modificate, la fainà rimane uno dei simboli gastronomici della Liguria e questo grazie all'importanza data lungo i secoli alla compenetrazione tra tradizione e attualità; Genova la capitale per eccellenza.
Si racconta poi che in epoca sconosciuta dei soldati, durante un assedio, avessero fatto uso dei loro scudi, come testi, per cuocere quell'impasto di farina di ceci, olio e acqua; nel settecento è invece un inno a esprimere che "Un dei cibi più graditi, che da noi furo inventati, per dar gusto alli palati, a me par la farinata".

Olindo Guerrini, poeta scapigliato, scrisse a Genova seduto ai tavoli della Trattoria Bedin di Ponticello "Farinata… senza Uberti" un sonetto che si rifaceva ai versi danteschi. A noi è arrivato su un pezzo di carta bisunta, tra-scritto dicono…

    "Dante, mal festi quando, nei tuoi versi,
    parlando d'Ugolin preso alla magra,
    chiamasti quei di Genova "diversi
    d'ogni costume e pien d'ogni magagna".
    Or davvero essi son pel mondo spersi,
    dall'uno all'altro polo, in Francia e in Spagna,
    in America, in Cina, fra perversi
    selvaggi e fra civili, e niun si lagna.
    Dell'ingiusto giustizio or la più fina
    vendetta sui tuoi canti hanno inventata,
    e te la fanno sotto gli occhi aperti.
    Tu celebrasti il grande degli Uberti
    ed essi, in Ponticel, dalla Bedina,
    celebrano ogni dì la Farinata"



L'autore
Lara Balleri: Mi confronto con i tanti linguaggi della comunicazione. Amo il cinema, la buona tavola, casa mia, la convivialità, la buona musica e l'organizzazione. Mi circondo delle poche persone che intorno alla tavola, come ad un tavolo non mi hanno mai deluso. Innamorata, prima di tutto della vita. Oggi redattrice gastronomica.
(agg. 3/2008)

Scheda | Ricette | Locali | Articoli


Come hai trovato il contenuto di questa pagina?
Ottimo | Interessante
Poco interessante | Inutile

Invia questa pagina ai tuoi amici


Commenta questa pagina nel Forum di Cooker.NET
I commenti precedenti:
La farinata (Maripo)
. . Felafel e Hummus (Lara Balleri)
. . ceci (Eeeooo)
panelle x Lara (Corryfrancy)
. . ode alla panella... (Pum)



Vedi anche

Ariosa - Più dolcezza al fagiolo
Il borlotto di Gambolò, meglio noto come il borlotto di Vigevano è stato per secoli "la carne dei poveri". Ancora vanto della Lomellina eccolo comparire sotto una nuova veste: la Torta Ariosa.

Il fagiolo zolfino del Pratomagno D.O.P.
Incontrai i miei primi fagioli zolfini in un negozietto di granaglie, era uno di quei negozi unici che in questa magnifica città vengono chiamati "civaioli", in cui enormi sacchi di legumi e cereali fan mostra di sé ben disposti sul pavimento. I "miei" zolfini occhieggiavano, panciuti e dal bel colore giallo tenue, da uno di questi sacchi, e fu subito amore.

La primavera nel piatto
E' questo il momento migliore per avere delle zuppe di verdure e di legumi. Mai come in questa stagione saranno teneri e saporite, mai più le erbe avranno quel profumo e quella varietà che riesce a fare di un piatto semplice una vera e propria leccornia.

Le Cicerchie
Un legume povero che per secoli ha fatto parte della cultura alimentare dell'Italia centro-meridionale e che ultimamente ha ritrovato il suo posto sulle nostre tavole.

Ortaggi e legumi

 
Magazine

2008: l'Anno Internazionale della Patata
Un tesoro nascosto da sfruttare nella lotta alla fame nel mondo. Qualche misterioso nuovo ritrovato della scienza e della tecnica? Tutt'altro. Parliamo qualcosa che ha migliaia d'anni, circa 8000. Parliamo delle patate, delle signore patate. Per i paesi occidentali esistono quasi solo fritte e sono diventate quindi una leccornia semi proibita, per i paesi poveri potrebbero diventare la chiave di volta per vincere la fame.

Il sottovuoto e le atmosfere modificate
Le tecnologie applicate alla gastronomia stanno in questi anni facendo passi da gigante. La tecnica del sottovuoto, forse anche per la disponibilità nel mercato dei piccoli elettrodomestici, semplici ed economici, è una di quelle che suscita, a livello di impiego casalingo, maggiore interesse.

L'Aceto balsamico
Non aspettatevi di veder svelato il segreto di questa specialità tipica della zona di Modena; mi limiterò a raccontarne un poco di storia e di lavorazione. Perché non crediate sia una novità, una creazione dei nostri giorni: l'aceto balsamico pare fosse una specialità dei duchi d'Este e delle altre famiglie nobili della zona.

Indice completo

 
Anch'io Cooker.NET
Vuoi proporre un articolo anche tu? Desideri proporre un argomento alla redazione? Segui questo link


url: http://www.cooker.net/doc/CD3182E8D473E94CC1256DAA0043E944
Invia questa pagina a:
Home | Magazine | My Cooker | Community | Archivi | Search | Shop | Contatti

© 2008 Cooker.NET - p.iva 02621840129
Ogni riproduzione o copia anche parziale è vietata.
Cooker.NET non è responsabile del contenuto dei siti e delle pagine linkate.