.JPG)
Un giorno una napoletana ed una milanese si incontrarono a Napoli… No no, così non va: sembra l'inizio di una di quelle trite barzellette pre-leghiste. E poi, a dirla tutta, le due in questione non sono né napoletane né milanesi. Ma con tutte le loro ascendenze genealogiche è difficile ascriverle ad una sola regionalità, né tanto meno si può delinearne una mappa geografico-cromosomica senza scrivere un articolo a parte: l'unica via d'uscita è farne i nomi, chiaro e tondo.
Allora, un giorno Sylakka e Noyra si diedero appuntamento a Napoli: era una soleggiata giornata di maggio, il 5 per la precisione, data storica che aveva giustappunto bisogno di un'impronta femminile, essendo caratterizzata da morti e nascite eccellenti, ma troppo testosteroniche. Dopo aver gironzolato per vichi e vicarielli, le nostre eroine giungono all'ora di pranzo con un certo languorino: la meta predestinata su suggerimento amico, anzi di più, fraterno, è Nennella. Seguendo una dettagliata mappa orale, discendono per via Toledo, in direzione piazza Plebiscito, svoltano a destra all'altezza della lapide in memoria di un giovanissimo martire della rivoluzione del '99 (cui rendono doveroso e sentito omaggio), si inerpicano per i quartieri spagnoli e finalmente arrivano in uno dei vichi più iconografici della napoletanità.
L'insegna su di un vascio conferma e contemporaneamente sconcerta: tuttavia c'è una decina di persone in attesa e c'è anche il libro delle prenotazioni gestito da un'impeccabile maître. Vabbè, a voler essere precisi, il libro è un quadernone su una mensoletta appesa al muro con tanto di penna Bic ad esso legata tramite spago e il maître è uno degli impareggiabili… camerieri? No, troppo preciso. Personaggi? Neanche, troppo macchiettistico. Occorre a questo punto tralasciare le definizioni correnti che non calzano, che non sono minimamente sufficienti a descrivere questo posto e quel che vi troverete: non è un ristorante, pur avendone l'organizzazione infallibile con tanto di "linea" in cucina. Non è una trattoria nel senso pittoresco del termine, pur essendo caratterizzata da un ambiente familiare ed alla buona.
Per la rapidità del servizio, potrebbe forse essere classificato come fast food, se questa parola aberrante non rievocasse alla mente un orrido contenitore di persone e di cibo pre-cotto (e a volte pre-digerito), tristemente uguale in tutto il mondo. Urge abbondare nella descrizione rifuggendo prima di tutto i luoghi comuni e accantonando momentaneamente i costumi attuali e le abitudini rassicuranti. A cominciare dall'ordine col quale procederà la fila: non aspettatevi una canonica successione cronologica, e cioè chi prima arriva, prima entra. Infatti, all'interno i tavoli grandi sono comunitari: di conseguenza, se si liberano due posti in un tavolo da sei e voi siete in tre, verrà inserito il gruppo di due che magari è arrivato dopo di voi. Oppure se siete in quattro, potrete esser messi davanti alla scelta di mangiare subito, ma divisi, oppure più tardi ma insieme. Avete iniziato a farvi un'idea? Ecco, bravi: escludete Nennella se volete un romantico tête à tête, oppure una festosa tavolata di più di sei persone. Andateci solo per cose serie: come ad esempio mangiare bene, senza perder tempo, pagando un'inezia. E non attaccatevi alle minuzie, rilassatevi e lasciate fare al personale di cui sopra: la coda per quanto numerosa, ha uno scorrimento velocissimo ed in men che non si dica sarete a tavola.
Torniamo alle nostre due beniamine, che sono state "prenotate" come Ciro 2: non pretenderete che si usi il vostro nome, vero? Soprattutto se, all'insindacabile giudizio del "maître", esso risulti astruso o piuttosto avete una faccia da Ciro o Gennaro o Carmelina. Mentre aspettano il loro turno tra il divertito e l'incuriosito, vengono avvicinate da una solerte bambina, figlia della sagoma di cui sopra, che vedendole con una soma di buste e zaini, le invita gentilmente a depositarle al guardaroba. Ok, è un altro vascio, attrezzato a laboratorio, momentaneamente in disuso e dirimpettaio del locale: però funge benissimo e le nostre sono ben liete di mollare i bagagli.
Dopo dieci minuti (ve l'avevo detto che era una fila a scorrimento veloce!) vengono sistemate al tavolo insieme ad altri due gruppi di due ed ovviamente è il nostro impagabile a decidere la disposizione, improvvisando coppie inesistenti tra perfetti sconosciuti. Appena entrate c'è l'impressionante sorpresa della cucina a vista: credo sia un lusso ed un impegno che solo pochi locali possono davvero permettersi, e quella di Nennella illumina sulla sua perfetta organizzazione da macchina da guerra, capace di sfornare nel giro di poche ore centinaia di coperti impeccabili.
Dal momento in cui si prende posto fino alla fine del pasto il ritmo è vorticoso: in un attimo arriva il menu, scritto ovviamente a penna su un foglio del quadernone multiuso. In genere l'offerta comprende uno o due primi, due secondi, contorno e frutta ed è strettamente legata alla stagionalità, alla tradizione ed al calendario. Intorno c'è un brusio continuo sovrastato solo dalle voci dei camerieri che prendono tutte le ordinazioni a mente (!!!) e contemporaneamente offrono uno spettacolo di arte varia, fatto di consumata abilità, moto perenne e voglia di scherzare o di sfottere (nel qual caso, peggio per voi). E se doveste risultare particolarmente simpatici (o antipatici) potreste anche assistere al lancio del piatto di pasta e fagioli carpiato e con avvitamento doppio: niente paura è un numero collaudato! Piatto e contenuto rimarranno prodigiosamente attaccati e atterreranno docilmente sulla lesta mano del giocoliere sadico, divertito dall'espressione di puro terrore che inevitabilmente comparirà sul volto del malcapitato avventore, sulla cui testa avvengono le circonvoluzioni a rischio. Questo esibizionismo nasconde anche un motivo funzionale: dimostrare che la pasta è proprio come deve essere, e cioè sufficientemente soda, non brodosa ma neanche asciutta, tanto da restare nel piatto anche dopo queste acrobazie. E chiunque può essere scelto come vittima: magari l'ingessato signore in gessato scuro, o forse la signora un po' petulante e molto scocciante, o un gruppo di studenti fuori sede o alcuni turisti decisamente mitteleuropei capitati non si sa come o una combriccola di sfrontati ed insistenti habitués. Perché i frequentatori di questo locale sono più che eterogenei: sono tutti i tipi umani immaginabili. E tutti sono trattati allo stesso modo, efficiente ma un po' spiccio, simpatico ma privo di qualsiasi affettazione.
Qui non troverete nulla della stantia oleografia da cartolina che affligge da tempo immemore Napoli ed i suoi abitanti: anzi avrete l'opportunità di osservare questa città e la sua anima da una prospettiva che sgretola molti odiosi paesaggi da presepe. Vedrete intorno a voi una schiera di persone che si danno da fare a ritmo indefesso, che paleseranno ai vostri occhi un inusitato concetto di efficienza, che portano avanti la loro giornata includendovi tranquillamente degrado e disagio, che dividono il loro spazio con chiunque, con uno spirito che potrebbe anche definirsi cinico e fatalistico, ma che più spesso si rivela democratico e indulgente.
Le nostre due amiche hanno a questo punto consumato il loro pasto occupando mani, bocca ed occhi: nulla deve andare sprecato né del cibo né del panorama circostante. E neanche le fragoline con la panna adocchiate sul buffet, che però vengono concesse a patto che si vada a consumarle fuori: il tavolo serve! E allora è il momento del conto che si va a fare direttamente alla cassa: due correttissimi piatti di pasta e fagioli, un'onesta porzione di tracchie arrosto, una croccante frittura di fragaglie, birra, acqua e fragoline: 16 euri. Non a testa, in totale.
L'autore
Noyra: Sono arrivata ai 40 e devo dire che hanno ragione gli Inglesi: sono davvero forty! In questi anni ho scoperto tante persone e tante cose interessanti, di me e del mondo: quella più interessante tra tutte è che le persone e le cose interessanti (di me e del mondo) non finiscono mai. Al primo posto della mia personale classifica delle priorità, ci sono le persone che amo. Che sono davvero tante. Poi c'è tutto il resto. Che è davvero tanto anche quello. Insomma, sono una donna ricca: l'unica cosa che mi manca sono i soldi ;O) Ho troppi interessi che non mi riesce sempre di coltivare, a volte per mancanza di tempo, a volte per eccesso di volubilità. Lungo la strada perdo spesso oggetti e persone: ma poi ritrovo sempre tutto e tutti. E dimentico ciò che non ritrovo, così non ne sento la mancanza. Citazione del momento: And remember what the dormouse said: "Feed your head, feed your head". (agg. 9/2008)
Scheda | Ricette | Locali | Albums | Articoli
|
|
Vedi anche
|

| C'era una volta e oggi non c'è più... Ci sono due modi di cucinare un buon piatto di spaghetti al pomodoro, ed entrambi prevedono gli stessi identici ingredienti: se nell'esecuzione di una delle due ricette avete l'accortezza di aggiungere un po' d'amore, il risultato cambia invariabilmente.
|

| Complimenti per la Trasmissione
L'inattesa subliminalità dei messaggi pubblicitari nell'universo gastronomico.
|

| Cosa posso Servirvi?
La "Comanda", ovvero la richiesta fatta con tono cortese e affabile da un Maître sorridente e trascritta su un modello apposito per trasferire allo Chef le vostre richieste.
|

| Il Cuoco Grande
La differenza tra un grande cuoco ed un cuoco grande, sfrutto il banale equivoco per sottolineare come di cuochi grandi ne esistano moltissimi, ma di grandi cuochi ve ne sono sempre meno.
|

| La Resa dei Costi Non c'è argomento di maggior attualità: i prezzi salgono; il potere d'acquisto del consumatore rimane invariato. Un esempio pratico: i Ristoranti pluristellati.
|

| Ristoranti d'albergo: necessità o diletto? La cucina d'albergo torna in grande stile ad occupare la scena, questo è sicuramente un vantaggio per chi è ospite della casa ma lo è ancora di più e soprattutto per chi accede al servizio come semplice cliente.
|

| Suggestioni, desideri e buffe vanità
Andiamo al ristorante: le aspettative del cliente, dal locale alla proposta gastronomica, passando dal servizio e dall'accoglienza.
|
|
| |
Directory
|
Napoli
|
| |
Magazine
|

| Il Portogallo
Il Portogallo ha come caratteristica della sua gastronomia, una varietà e una ricchezza di sapori che hanno il punto di forza nella genuinità e nella territorialità dei prodotti di base.
|

| La cucina del Professore
Pare il titolo di una sit-com televisiva e invece è l'ultimo libro scritto da Roberto Giacomelli, professore universitario in quel di Milano. Questa volta però non si presenta nelle vesti di glottologo bensì in alta uniforme da chef.
|

| Indice completo
|
|
| |
Anch'io Cooker.NET
Vuoi proporre un articolo anche tu? Desideri proporre un argomento alla redazione? Segui questo link
|