Chuiedendo come al solito venia agli eccellentissimi maestri Gatti & Stefanelli, mi permetto umilmente di suggerire la seguente postilla al volume III (minestre asciutte) tomo II (preparazioni etniche), capitolo XII (Lazio) della loro monumentale opera:
1) i "bucatini alla matriciana" non esistono. ANATEMA a chi osa evocare siffatta fantasmatica entita'
2) esistono, questi si', gli "spaghetti all'amatriciana", derivazione al pomodoro della "gricia", piatto tipico dei pastori abruzzesi e dell'alto Lazio
3) a Roma viene chiamata "spaghetti all'amatriciana" una preparazione spesso buona, talvolta ottima, che con la vera amatriciana non ha nulla a che vedere
4) resta impregiudicato, per gli spaghetti all'amatriciana come per qualsivoglia altra preparazione, l'inalienabile diritto di ognuno di apportare tutte le variazioni immaginabili. Ma, per favore, non chiamateli piu' spaghetti all'amatriciana.
Fatto questo lungo, forse tedioso ma indispensabile preambolo, vengo alla ricetta, cosi' come praticata nei due templi principali di Amatrice, il ristorante dell'albergo Roma e la trattoria "Da Santino al lago", nonché codificata nelle pubblicazioni del Comune di Amatrice (sul cui cartello all'ingresso del paese si legge, sotto il nome della citta', la scritta "la citta' degli spaghetti - 995 metri slm".
Le dosi si intendono per 4 persone di robusto appetito.
INGREDIENTI 400 grammi di spaghetti n°4 100 grammi di guanciale al pepe (severamente vietati pancetta, bacon, speck et similia) 75 grammi di pecorino romano quattro pomodori maturi un bicchiere di vino bianco secco poco peperoncino pochissimo olio d'oliva E.V. pepe nero macinato al momento
PREPARAZIONE In una padella di ferro appena unta d'olio si soffrigge il guanciale tagliato a listerelle insieme a un pezzetto di peperoncino. Quando il grasso e' diventato trasparente si aggiunge il vino bianco e si lascia evaporare. Il guanciale va ritirato dal fuoco quando e' diventato croccante. Si scola e si tiene da parte su un piatto al caldo (altrimenti si indurisce). Il peperoncino si butta. Nella stessa padella si mettono a cuocere brevemente i pomodori spellati e senza semi. Dopo qualche minuto si aggiunge una manciata di pecorino grattugiato e si lascia addensare. Nel frattempo si saranno messi a cuocere gli spaghetti. Quando gli spaghetti sono quasi pronti, si versa il guanciale nel sugo di pomodoro. Scolati gli spaghetti, si mettono in una zuppiera, gli si versa sopra il sugo, si macina un po' di pepe nero e si unisce abbondante pecorino grattugiato. Mescolare e servire subito.