Per concludere il discorso sulla Turchia e le sue abitudini alimentari, voglio raccontarvi alcune "curiosità".
La prima colazione: Il breakfast per i Turchi è rigorosamente salato. Pane, formaggio (tipo la feta greca), olive, pomodori, uovo sodo, frutta fresca: questi sono gli ingredienti principali della prima colazione di grandi e piccini in Turchia. Il tutto annaffiato dell'immancabile tè. Poi c'è chi mangia il miele o la marmellata o una crema di cioccolato simile alla Nutella, ma solo come "un di più" rispetto al salato. Vale anche qui il discorso già fatto sugli alberghi: lì troverete ovviamente un po' di tutto, dalla colazione turca a quella continentale a quella americana.
I dolci: gli amanti dei dolci in Turchia avranno da sbizzarrirsi. In questo campo non sono molto esperta perché non amo le cose troppo dolci e purtroppo i dolci turchi per me sono impossibili! Si tratta, nella maggior parte dei casi di paste o di fette di torta realizzate con uso abbondantissimo di miele e di pistacchi.
 Lokum | Molte sono di pasta fillo o di pasta brioche, ripiena di frutta secca tritata e affogata nel miele. Io li trovo tremendi ma ho amici che li adorano. Un pasticcino tipico turco è il lokum: un quadretto di gelatina al pistacchio o alla mandorla coperto da zucchero a velo. Li troverete in vendita soprattutto nei negozi per turisti e negli aeroporti perché sono il tipico regalo che si porta a casa dalla Turchia.
I gelati: ovunque troverete l'Algida e potrete continuare a mangiare Magnum e Solero tutta l'estate. Ma il gelato artigianale turco è un'altra cosa. Lo si trova in particolare nelle zone più interne del paese, in Anatolia o andando verso est. Gli artigiani gelatai turchi vengono quasi tutti dalla città di Karamanmaras (a sud est del paese). Il gelato turco non viene conservato in freezer, ma in speciali contenitori tipo botti di legno con le pareti doppie. Queste botti hanno un tappo attraverso il quale con una lunga pala di legno il gelato viene continuamente rimescolato. Mi hanno detto che è il vecchio sistema per conservare il gelato, per quando i freezer non esistevano, ma non ne so molto di più. Per quanto riguarda il sapore, vi dirò che è buono ma molto consistente e pastoso. I gelatai turchi sono degli showmen: con questa lunga pala confezionano il cono, e quando ve lo porgono fanno suonare un campanello appeso sopra la loro testa. Insomma osservarli è uno spettacolo, ma quanto alla bontà del gelato… ebbene non posso certo garantirvela.
Stranezze 1: per quanto riguarda le abitudini dei turchi a tavola, vi dirò anche che essi, contrariamente a noi italiani, non amano stare molto a tavola, se non ai matrimoni e ad altre tipiche feste di famiglia. Per cui non stupitevi se saranno velocissimi nel servirvi (molti piatti sono pronti e tenuti in caldo) e nello sparecchiare la tavola. Per loro velocità vuol dire buon servizio e cortesia.
Il pane (ekmek) è molto buono. Come le baguette in Francia, viene venduto senza confezione, e non inorridite se lo avvolgono nel giornale illustrato: paese che vai…. Il pane viene sfornato e venduto a qualunque ora del giorno e della notte. In Turchia infatti i negozi, soprattutto quelli alimentari, non chiudono quasi mai. Vi capiterà di passare per strada sia nelle grandi città che nei paesini e a mezzanotte trovare negozianti intenti a vendere la frutta o la carne oppure il barbiere che taglia i capelli. Questo sette giorni su sette, dal mattino alle sette a notte fonda.
La frutta: la Turchia è la patria delle albicocche secche. Tutte quelle che si trovano in commercio nel mondo vengono da qui. Sono coltivate nella zona di Malatya e lì fatte essiccare sui tetti piatti delle case: uno spettacolo durante la stagione! Ma per i turchi la frutta è fondamentalmente l'anguria e il melone. Non vengono serviti a fette, bensì già pelati, tagliati a pezzi ed è comodissimo mangiarli con la forchetta o con le mani. E' ovvio che ci sono altri tipi di frutta: le pesche gialle, i fichi, le mele, l'uva ma a volte troverete l'uno e a volte l’altro: solo anguria e melone (persino in inverno) non mancheranno veramente mai.
Stranezze 2: alla fine del pasto, in molti locali turchi vi aspetteranno sulla porta con una bottiglia di acqua di colonia con la quale vi irroreranno le mani. Serve a togliere l'odore del cibo e l'unto dalle mani. La colonia ha un gradevole odore di limone non molto persistente e non è fastidiosa.
Nostalgia: se dopo un po' avrete nostalgia di cibo più simile al nostro, vi segnalo che nelle città più grandi e nei centri turistici (Izmir, Antalya, Marmaris, ecc.) si trovano dei mega supermercati della catena svizzera Migros, che vendono sì prodotti turchi ma dove qualcosa di italiano potrete anche trovarlo (per esempio la pasta Barilla o la Nutella).
Stranezze 3: i Turchi fanno abbondantissimo uso di prezzemolo. Lo mettono nell'insalata, sulla pizza, lo mangiano con il Doner Kebab, ma non tritato bensì a larghe foglie. In compenso non sanno che il basilico si usa in cucina. Lo tengono nei vasi fuori dalle case perché dicono che tiene lontane le zanzare! Hanno quello con le foglie piccole, profumatissimo e molto buono ma quando noi lo abbiamo messo sui pomodori in insalata i turchi si sono sbellicati dalle risate. Non vi dico quando abbiamo mostrato un vasetto di pesto! Ci hanno preso per pazzi. Per poi farli morire dallo stupore abbiamo raccontato (o meglio mimato) che mangiamo le rane e le lumache!!! Le ragazzine turche avevano i conati di vomito.
Buon viaggio: spero con queste mie osservazioni sulla Turchia di avervi invogliati ad andare e, soprattutto, non temete: i turchi sono gentili, puliti e ospitali e vi accoglieranno con piacere nelle loro cucine se manifesterete curiosità.
Se in agosto in Turchia vi capiterà di vedere un camper fermo fuori dalle locande più semplici ma più "vere", sappiate che all'interno ci saremo i miei amici ed io!
Buon viaggio e buon appetito.
L'autore
Anna Barbesta: La mia grande fortuna nella vita è stata quella di nascere in una famiglia di viaggiatori e di avere amici con i quali, nel corso degli anni, condividere questa esperienza. Inoltre, sono stata dotata di carattere estremamente socievole, il che non solo facilita le conoscenze e gli incontri nel corso dei viaggi, ma in più mi aiuta a vedere lati dei paesi che visito che vanno oltre i monumenti e i musei. Ecco forse perché mi capita spesso di fare amicizie nel corso dei miei viaggi, amicizie che diventano anche legami profondi che mi aiutano a capire e amare posti inconsueti dalle abitudini tanto diverse dalle nostre.
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