
Ci sono, nel convulsivo dipanarsi della vita, momenti in cui ci si ritrova in ogni caso soli con i propri pensieri. Il nostro Io si esprime, geme e continua a generare, indomito, un flusso di parole a volte ordinate, a volte sparse come rondini garrule attorno ad un Campanile. In questi momenti, alcune emozioni sono più forti di altre, e arrivano dal basso, come un suono cupo, a mettere ordine nel nostro pensiero. Succede così che, immersi nella dolce quiete del nostro stagno di riflessioni, emergano i fili conduttori di un "qualcosa" che è prima emozione, poi pensiero, opinione.
Ecco, le briciole di pane sono pensieri sparsi sulla tavola della nostra esistenza; segno per alcuni di un pasto terminato, per altri di un pasto consumato in loro assenza, e rappresentano da sole la metafora perfetta del Tempo in cui viviamo. Abbiamo lo stomaco pieno e non pensiamo ad altro se non a come riempirlo di più e meglio, ma rifuggiamo lo sguardo di chi, con umiltà, guarda al nostro desco e implora.
Oggi ho colto nel turbinare delle mie rondini un cenno, un segnale: sarà vera felicità solo quando potremo sedere tutti a questa tavola; sarà vera gioia solo quando al nostro desinare saremo in molti, tutti.
Ecco via via il mio pensiero prendere forma, la mia rondine soffermarsi: e se fossero anche briciole di sapienza, e non di cibo? Se fossero pezzi di conoscenza sparsi sulla grande tavola dell'esistenza? Sapremmo dirci, con franchezza, che è bello incamminarci senza lasciare nessuno indietro? Che è bello raggiungere la meta, il nostro scopo, consci di aver portato con noi i più prossimi e i più lontani? Possiamo proclamarci attori prediletti di una scena, quando gli spettatori sono distratti, assorti, e non condividono le gioie dello spettacolo?
Dal mio stagno ora affiora una splendida ninfea: con la sua larga foglia vuole significare il mio pensiero, raccogliere la mia riflessione. La sua forma circolare e perfetta vuole dirmi che tutti, nessuno escluso, hanno il diritto di partecipare; tutti hanno il diritto di condividere ciò che è messo sulla tavola.
E se deve esistere un dovere, grande, che da solo si contrapponga alla franchezza dei diritti, bene questo obbligo è l'apporto di un qualsiasi contributo: il sapere contro un boccone di pane; un'emozione in cambio di una fetta di torta; un abbraccio, ricambiato da un bicchiere di vino.

Che bello ricordarsi che è vera conoscenza quando appartiene a tutti; è vera gioia quando ciascuno ne può godere. Il cibo, il nostro mondo infine, raccoglie in sé tutti i significati più alti e nobili: delle sue infinite forme, delle sue complesse implicazioni cogliamo a volte solo l'aspetto più terreno e banale.
Fermiamoci per un istante a raccontarci quanto c'è di bello e buono dietro ad una tavola imbandita, con semplicità. Torniamo con il pensiero al comune denominatore di un pasto: la tavola, tonda come la mia foglia, ci dice che non esiste un posto migliore di altri, e che tra ciascuno ed il cibo vi è la medesima distanza.
Ecco la formula perfetta, tesi antitesi e sintesi del mio pensiero. Qui, o altrove, o in ogni luogo, ciascuno sappia ricordare, e rimettere al volo perfetto delle proprie rondini il significato stesso dell'essere nostro senza confini oltre la ragione che al palato procura godimento, oltre l'umano affanno e ancor più su.
L'autore
 Don Lisander: Professionalmente nato in epoca non sospetta, diciamo...pre "nouvelle cuisine", posso dire di essere sopravvissuto a più di un ricorso storico-gastronomico. Questo mi consente di godere appieno del neo-post modernismo culinario, dove tutto ciò che è stato dovrà essere ancora. Nell'attesa, vivo di poche semplici e fidate passioni: la buona cucina, la pesca a mosca, la mia numerosa famiglia.
Scheda | Ricette | Locali | Albums | Articoli
|
|
Vedi anche
|

| Il grillo parlante Molti di noi cucinano così come hanno imparato agli albori della loro passione, ed è impossibile che si discostino da questa linea perché è l'unica che conoscono o alla quale sono affezionati....
|

| Il grillo parlante 2 Quanti aggettivi sprechiamo per raccontare le qualità di una pietanza ad un amico?... e sapete come stanno realmente le cose?
|

| Il Grillo Parlante 3 Possiamo camminare sul filo dei nostri sogni, mantenendo il giusto equilibrio tra ciò che desideriamo e ciò che riusciamo ad ottenere? In campo gastronomico sembra molto più difficile che altrove.
|

| Il Grillo Parlante 4 - Mica tutti i gusti sono alla menta
Mica tutti i gusti sono alla menta, dicevamo dunque, espressione impropriamente meneghina, che vuole essere una rassicurazione quando si parla di cibo, ma non solo.
|

| Il Grillo Parlante 5 Datemi uno spot e vi solleverò… lo stomaco!
|

| Tintarella di Luna
Nelle attività che riguardano la cucina due sono le occasioni principali in cui si guardava la luna: l'imbottigliamento del vino e quello delle conserve. Sono andato a ripescare le vecchie regole della nonna, non penso certo di consigliare di invasare la marmellata di luna vecchia invece di sterilizzarla! Ma un'attenzione in più a come gira il mondo (letteralmente!)… perché no?
|
|
| |
Magazine
|

| Il Portogallo
Il Portogallo ha come caratteristica della sua gastronomia, una varietà e una ricchezza di sapori che hanno il punto di forza nella genuinità e nella territorialità dei prodotti di base.
|

| La cucina del Professore
Pare il titolo di una sit-com televisiva e invece è l'ultimo libro scritto da Roberto Giacomelli, professore universitario in quel di Milano. Questa volta però non si presenta nelle vesti di glottologo bensì in alta uniforme da chef.
|

| Indice completo
|
|
| |
Anch'io Cooker.NET
Vuoi proporre un articolo anche tu? Desideri proporre un argomento alla redazione? Segui questo link
|