Abbiamo ricevuto un racconto anonimo e, pur non essendo in tema enogastronomico e in via del tutto eccezionale, desideriamo condividerlo con voi.
Cari ticinesi, ho proprio voglia di raccontarvi una storia.
"Chi è mai questo?", direte. Sono un anziano abitante della perfida e corrotta Milano, da molti anni innamorato cotto di Lugano e del Ticino: civismo, ordine, tranquillità. Tutta roba che, dalle mie parti, è sparita nel nulla, purtroppo.
In Ticino ci si sente al sicuro, tutelati e protetti; l'Italia è – specie nelle grandi città - come Sodoma e Gomorra: stupri, sgozzamenti, sporcizia, disordine, corruzione, scandali. Madonna santa, che malinconia. L'estate fuggo dall'afa e dalle zanzare e mi rifugio qui da voi per un lungo periodo: fra non molti anni andrò finalmente in pensione – sono un artigiano di qualche successo - e mi ritirerò a Lugano bella, alla larga dalla barbarie che impera a casa mia.
Devo confidarvi che ho due disgrazie: la natura mi ha dato la gobba, insomma cammino curvo curvo e non ci posso fare niente. Le ho provate tutte: vestiti conformati, imbottiture, ma la maledetta resta ben visibile. Si dice che un gobbo porta bene, ma ahimè non è così; lo so io quanti e quali dileggi – specie da bambino - mi sono stati inflitti. Dio mio, da vecchi un po' ci si fa il callo, ma è sempre un fastidio, bisogna dirlo. Comunque tutto si digerisce, a questo mondo. L'umano è la specie più adattabile del creato.
L'altro guaio è la mia macchina. Ebbene sì, mi piacciono le belle vetture di lusso: sarà una colpa, magari, secondo qualcuno; io preferisco pensare che le uso per trovare compenso e consolazione alla mia deformità fisica. Non che sia Paperon de' Paperoni, Dio mi scampi, ma insomma dopo una vita di sacrifici e di lavoro un gruzzoletto l'ho pur messo da parte, così, per la vecchiaia. Ne consegue – maledetta Mercedes - che a volte attiro l'attenzione di individui senza scrupoli, veri e propri sciacalli-sanguisuga. In Italia non ci sarebbe da stupirsi: si vive nella giungla e le bestie feroci sono dappertutto. A Lugano mi ero abituato a pensare di essere su un altro pianeta. E invece non è così, talvolta...
"Ciao, Giada, come ti va?". Sto bevendo un caffè con una connazionale che si è trasferita qui da voi: fa la pedicure 'free lance', un po' dove capita, e si arrangia passabilmente. Ma da tempo ha problemi d'amore e la trovo insolitamente serena: "Sto da Dio, caro, la mia vita è cambiata, ho trovato la luce e devo tutto alla mia amica Raffaella, donna straordinaria!".
Anni e anni di lavoro manuale non mi hanno impedito di avere un cervello fino (non sono mica un intellettualone, di quelli che parlano difficile, beati loro, ma mi arrangio) e così chiedo maggiori lumi, visto che parla di luce. "Guarda, dammi retta, con quella gobba lì che ti dà tanti dispiaceri sono certissima che Raffaella ti rimette a posto. Se vuoi te la presento. Cosa ne dici?".
Che questa misteriosa signora mi possa togliere la gobba è dura da credere, ma non si sa mai; eppoi Giada mi assicura che Raffaella è una missionaria, una filantropa, che non lo fa per soldi.
E allora le invito a colazione; vicino al mio alberghetto tre stelle c'è un ristorantino non tanto caro, per fortuna.
All'ora convenuta le due si presentano in albergo: non sono mica tanto belle né una né l'altra; quasi quasi, gobba e tutto, sono più in forma io, il che è tutto dire. Per colmo di sventura – e poi c'è chi dice che la gobba porta fortuna, ai gobbi no di certo - mi vedono scendere dal mio lussuoso coupé. Bella fregatura, mi sa che la missionaria cambierà idea...
Inizia la kermesse: la santona dichiara di avere un dono e che glielo ha dato il demonio: "Dio non ci dà un bel niente, il diavolo ci dà tutto quello che vogliamo, basta pagarlo...". Sarò all'antica, ma un brivido mi corre per la schiena, gobba inclusa, naturalmente. Penso subito che Luci-fero vuol dire "quello che dà la luce" e allora capisco le strane parole della mia amica Giada, donna non solo bruttina, ma incolta e credulona come poche. Da uomo all'antica, con un filo di strizza, preciso subito di essere credente e che certi interlocutori con le corna non mi piacciono affatto.
Conversione a U: Raffaella la santa non nomina più il suo amico sulfureo, esalta l'efficacia della preghiera: subito mi chiedo chi accidenti dovrei pregare: Dio, Satana o Madame stessa? Boh. Meglio lasciar fare e stare a vedere.
Ad ogni modo, nella mia cameretta su strada e senza bidet, se dovrò pregare sarà meglio che guardi il cielo, non l'inferno, mi dico.
La veggente prende fogli e penna (anche dei pastelli colorati) e mi dice se sono pronto a farmi "leggere" dentro. Fin da bambino il massimo che confessavo al prete era che rubavo la marmellata dalla credenza di casa, sicché mi dichiaro prontissimo. Madonna benedetta, una vera strage di fogli tranciati in due dalla penna a sfera ("E' il dolore che è in te", dice la sensitiva), sgorbi vari e un paio di pentagrammi sacri, simbolo satanico o, meno peggio, rosacrociano. "La gobba ti ha fatto molto soffrire, povero amico, ma non è colpa tua. Quando eri un embrione volavi per l'etere e, questo è invece una vera fregatura, hai scelto tu l'utero di tua madre, donna sofferente e tormentata, accidenti".
Comincio a sentire odore di new age ed esoterismo "bon marché", roba buona per i fessi. Mica scema quella Wanna Marchi giù da noi: "Ogni giorno nasce un cretino: perché non dovrei fregarlo se lui me lo lascia fare?". Per fortuna adesso è in galera. E invece quella che ho davanti è tranquillamente a piede libero, cribbio. "L'altra tua disgrazia è stato tuo padre: soffriva di impotenza, povero diavolaccio e quindi stava male anche lui da matti. Che sfortunata famiglia, parbleu! Ecco, vedi: il tuo concepimento ha comportato danni cellulari dovuti a questo stato dei tuoi genitori". Però, strano davvero: mio padre era un grande sciupafemmine e aveva amanti dappertutto; solo Dio sa quante corna si è trangugiata mia madre.
La mia fiducia è scossa, comincio a perdere la speranza di veder sparire la gobba maledetta. "E poi hai un altro problema gravissimo: hai il malocchio e, per giunta un karma cattivo. Vuol dire che nella tua vita precedente ne hai combinate proprio tante, mio bell'uomo!". Adesso ho voglia di incavolarmi di brutto: "bell'uomo" io, gobbuto come sono? E' aggressiva, 'sta donna. E poi parla in fretta da morire e mi fa venire un cerchio alla testa, tipica tecnica degli imbonitori quando rimbambiscono i vecchietti per vendergli le coperte elettriche di lana merino e le enciclopedie.
Intanto Giada ascolta avidamente, rapita e commossa: è cotta come una triglia alla livornese e già ampiamente plagiata dalla pseudo-Maria Goretti, evidentemente.
Al punto che, come fanno i pusher con la droga, mi ha "venduto" alla sua benefattrice. Forse si farà dare altra luce gratis e io, se non sto attento, mi sa che dovrò’ vendere la macchina per pagare la corrente. Del malocchio non dico niente: anche in Italia è una vera industria. Wanna Marchi docet. Figurarsi se me lo faccio diagnosticare nella Confederazione Elvetica. Quanto al karma – mi spiace per la veggente-sapiente - siccome in una vita anteriore ero professore e ho studiato il sanscrito so da me che la parola significa soltanto "azione" e non certo "legge della ricompensa-punizione" come insegnava, a metà Ottocento, una certa Blavatsky, una matta paranoica che ne ha inventate di tutti i colori, piegando la filosofia indiana alla propria dottrina delirante. Il brutto è che c'è in giro un sacco di gente che ci crede, a 'sta fuffa pseudo-indiana.
Sono sfinito: tutte queste rivelazioni mi hanno scosso; ho sempre sentito dire che "gli amici si scelgono, i parenti si sopportano" e adesso salta su questa befana a dire che mi sono intrufolato per mia scelta nell'utero di mammà. Mi cascano le braccia: non so più a chi credere, me tapinello.
Propongo alle due benefattrici di andare a tavola, ormai si è fatto tardi. Accidenti, sono un po' imbarazzato: le signore sono tutte in ghingheri. Come reagiranno al menù da 20 franchi bevande comprese? Non sono mica tipo, io, da Splendide Royal o Villa Castagnola. L'unica cosa di lusso che ho è la macchina... Mangiare, 'ste due, mangiano, ma poco poco sennò perdono concentrazione, pare... Io invece mi abbuffo per sedare l'incertezza anche se, per ora, sono – tutto sommato - tranquillo: la macchina sembra salva, al momento.
E invece no, cari ticinesi. Se la incontrate, la santa filantropa, scappate via di gran carriera, Madonna benedetta. Colpo di scena, abbastanza prevedibile: l'amica di Lucifero mi dice che mi può preparare protezioni efficacissime contro il malocchio e, addirittura, che se pregherò (ma chi prego, uffa?) come mi prescrive lei, allora lo percepirà e mi farà un regalo: mi sarà svelato il futuro. Non solo, ma la sua sola presenza mi risanerà la gobba, mio antico tormento, e avrò finalmente la luce e l'amore che mi spettano.
A fine pranzo, stanco ma contento della bella giornata trascorsa, saluto le due signore nell'ardente speranza di non rivederle più: una perché cerca di plagiare a pagamento i babbei (Giada a un certo punto mi insuffla: "Poverina, deve pur vivere...") con un monte di sciocchezze minacciose, l'altra perché scema è scema, epperò mi ha proprio venduto alla sua amica.
Ho raccontato questa sconcertante "pochade" a vari amici luganesi e qualcuno mi ha criticato perché, a suo parere, dovevo metterle alla porta non appena si erano messe a speculare sulla mia deformità. Ma perché deluderle, povere diavole? Agli amici premurosi (e per bene) ho risposto che, davanti a due pazienti psichiatriche così, mi ero goduto – tutto sommato - un po' di circo equestre.
Oddio, mi sorge un dubbio: nella vita precedente la bruttissima maga filantropa non sarà mica stata Moira Orfei?! Deve proprio avere un karma cattivo, poveretta.
Il Gobbo Benedetto
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| Cooker Vintage n. 10
Per i più fortunati è ancora tempo di vacanze, mari, monti e grandi letture. Ecco perché Cooker.NET, approfittando di questo periodo, ha deciso di riproporre una piacevole antologia di alcuni "vecchi" articoli del Magazine.
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