Dalla Terra di Mezzo e dalla Saga del Signore degli Anelli, finalmente un libro che soddisfa non solo la mia grande voglia di fantasia, ma anche la mia gola! Per me e Mattarello, appassionati di J.R.R. Tolkien, questo libro e stato un graditissimo regalo, che vogliamo condividere con voi.
Tutti quanti si siano cimentati nell'impresa di leggere l'opera sanno che nella ricchezza della trama, fondata sulla epopea di eroi che tentano di fermare il male, Tolkien ha voluto indicare la via dei buoni propositi, dell'amicizia che riesce a sconfiggere i momenti di scoraggiamento e la bruttezza del male. Tremila pagine di paesaggi, personaggi, battaglie, lontanissimi dalla nostra realtà, immersi in un fiume di parole che descrivono quel mondo, e anche molti aspetti del nostro, nei minimi dettagli.
Questo fu quanto Beorn promise di fare: per il loro viaggio verso la foresta avrebbe dato un pony a ciascuno, e un cavallo per Gandalf, e li avrebbe caricati tutti di cibo sufficiente per molte settimane, se amministrato con cura, e imballato così da poter essere trasportato il più facilmente possibile - noci, farina, vasi di miele, gallette che sarebbero durate a lungo, piccole quantità delle quali sarebbero bastati a sostenerli per lunghi tratti di strada.
"La ricetta di queste gallette era uno dei suoi segreti; ma c'era dentro del miele - come la maggior parte del suo cibo - ed erano buone da mangiare, anche se facevano venire sete." (Lo Hobbit)
Nell'opera straordinaria di Tolkien, il cibo e il convivio sono elementi tutt'altro che marginali, tanto che la storia, recentemente riproposta al cinema, comincia proprio con il capitolo "Una festa a lungo attesa" (una festa di compleanno, allietata da abbondanti libagioni, danze e fuochi artificiali) e che tutta la saga vede coinvolto non un solo eroe ma una Compagnia, parola che letteralmente significa "coloro che condividono il pane". L'impresa consiste infatti nel condividere fatiche e gioie: pericoli e vittorie, fame e... cibo.
Anche nel Lo Hobbit, il primo romanzo di Tolkien, quando i Nani chiedono aiuto a Bilbo Baggins per recuperare il tesoro sottratto loro da un drago, prima ancora di parlare dell'impresa i Nani mettono alla prova l'ospitalità hobbit: in pochi minuti sulla tavola appaiono torte e pan di spagna, tè e caffè, birra chiara e scura, brioche burro e marmellate, formaggio, polpettone e tutto quello che altro c'era per dar fondo alla dispensa. Così è iniziata la saga, da una tavola imbandita!
"Una grossa caffettiera era stata appena posata a terra, i pan di spagna erano spariti, e i Nani cominciavano un giro di brioche imburrate, quando si senti bussare forte." (Lo Hobbit)
Il mangiare insieme, momento che viene molto spesso descritto in modo colorito e particolareggiato nelle opere di Tolkien, è prerogativa umana antichissima, segno di civiltà e socialità: la malvagia barbarie degli Orchi si manifesta anche nel fatto che essi non consumano pranzi, sbranano e divorano avidamente e voracemente, senza gusto e senza stile, solo per soddisfare la fame impellente.
Gli Elfi, gli Hobbit, gli Uomini e i Cookernauti invece, pranzano e cenano insieme, su tavole imbandite, chiacchierando tra loro, narrando storie, ridendo e discutendo. E' a tavola che spesso nascono accordi, amicizie, compagnie. Condividere il cibo significa manifestare il proprio amore, anche nelle più piccole cose, perché significa cura, preoccupazione, attenzione nello scegliere gli ingredienti e tutto ciò che può dar gioia a chi si ama.
(Il Signore degli Anelli, La Bevanda degli Ent)
Non c'è amicizia, non c'è vera gioia se non quella che nasce dallo stare insieme. Il pane semplice della Contea, le trotelle ai funghi, il pan di via della partenza, l'idromele di Lothlorien, il sorbetto alla birra... sono alcuni dei succulenti cibi raccontati e descritti in questo libro, da leggere con il fiato sospeso e da divorare con l'acquolina in bocca...
- "Qualche foglia di timo, di lauro e di salvia basteranno, prima che l'acqua si metta a bollire", disse Sam.
- "No!" , rispose Gollum. "Smeagol non è contento. E Smeagol non ama foglie puzzolenti. E non mangia né erbe né radici, no tesoro, non prima di morir di fame o di malattia, povero Smeagol".
- "Smeagol finirà in un po' d'acqua bella calda, quando quest'acqua si metterà a bollire, se non fa quello che gli si dice" ruggì Sam. (Il Signore degli anelli).
Eccovi allora qualche assaggio delle prelibatezze mi-ti-che di Tolkien, che ho già potuto provare e gustare, in compagnia di un buon tè e di Mattarello, che mi segue in queste avventure...
Lembas degli Elfi
(per 4 persone)
Sbucciate le mele, tagliatele a pezzetti e mettetele a cuocere in un pentolino con poca acqua. Quando saranno diventate morbide toglietele dall'acqua di cottura e frullatele o schiacciatele con una forchetta. Incorporate alla crema pasticcera fredda la polpa di mele fredda, mescolando con delicatezza. Volendo si può aromatizzare la crema con un cucchiaio di idromele o con della cannella. Questa crema e ottima dentro le brioche tiepide appena sfornate!
Fate sciogliere il miele in 2,5 l di acqua, fate sobbollire il composto per 15 minuti. Raffreddate portando il liquido alla temperatura di 25 gradi.
Mentre si raffredda il composto, sciogliete il lievito in un bicchiere di acqua tiepida e tenetelo coperto per 10 minuti. Aggiungete il lievito, il nutriente e l'acido citrico nel composto, aggiungendo altra acqua tiepida per arrivare a 5 litri di composto totale. Mescolate tutto energicamente per ossigenare bene.
Coprite e lasciate fermentare in un luogo tiepido per due settimane. Trascorso questo tempo, travasate un bottiglione cercando di non travasare anche il lievito che si sarà depositato sul fondo della pentola nel frattempo. La seconda fermentazione nel bottiglione dovrà proseguire per 5 mesi sempre in ambiente con temperatura media costante di circa 20 gradi.
E' consigliabile travasare ogni mese l'idromele in un altro bottiglione in modo da eliminare un po' di deposito che si forma sul fondo. Trascorsi i mesi, imbottigliate l'idromele ottenuto e lasciatelo maturare nelle bottiglie in luogo fresco, ancora per circa un anno.
Chi avrà mai il coraggio di intraprendere l'impresa dovrà raccontarci di cosa sa l'idromele!!! (credevate che avessi provato anche questo? Mattarello mi ha regalato questo libro solo pochi mesi fa!)
(per 6 persone)
Spaccate le trotelle e togliete accuratamente le lische. Fatele macerare nel vino bianco per 1 ora con il sale, il pepe e il timo. Cuocete i pesci in una padella con l olio aggiungendo in ultimo il vino bianco rimasto. A parte cuocete i funghi porcini affettati, per cinque minuti in olio, aglio tritato e prezzemolo. A cottura ultimata, coprite i pesci con u funghi e irroratele con olio a crudo.
(per 8 persone)
Mettete le fragole in una ciotola e schiacciatele con la forchetta. Aggiungete un po alla volta lo zucchero e mescolate con cura. In un altro contenitore mettete le chiare d'uovo, il pizzico di sale e montate a neve ferma. Aggiungete agli albumi la panna, le fragole e versate tutto nelle coppe. Decorate con qualche fragola.
| Le ricette sono tratte da "A tavola con gli Hobbit" di Cinza Gregorutti e Luisa Vassallo Edizioni Ancora 2003 pagg. 192 euro 14 |
All'interno del libro si trovano le ricette, delle composizioni in menu, la Mappa mangereccia della Terra di mezzo (in che punto e in che libro si è parlato di un certo alimento); Chi mangia Cosa (cosa mangiano gli Hobbit? e gli Elfi?); l'elenco delle locande e delle taverne; una lettura critica dei temi del romanzo, di Paolo Gulisano.
Dulcis in fundo l'indice commentato delle ricette.
Buona lettura e buon appetito!
Per saperne di più
J.J.R. Tolkien


Semplicemente GOLOSA! Mamma lavoratrice in quel di Milano...Sposa di Mattarello, mamma di Pietro, ci piace esplorare nuovi paesi e nuove cucine, per poi tornare a casa piu ricchi e contenti che mai!
Da bambino ero schizzinoso e "difficile" a tavola, ma presto sono diventato onnivoro grazie ad una grande curiosità che mi ha portato a sbattere il grugno (e le mascelle) su tutto ciò che fosse nuovo e sconosciuto, meglio se "etnico"; dopotutto provare si prova tutto volentieri, giusto nei casi "peggiori" magari solo un assaggio, e per chi come me ha lo stomaco debole questa è pura incoscienza ma "alla gola non si comanda...." :-) La prossima frontiera? Riuscire a vincere la mia riottosità e provare infine anche gli insetti!
qui mi si chiama in causa personalmente (Missbaggins)
. . mi accodo all'entusiasmo (Niche)
la cucina degli hobbit (Morgana64)
. . hobbit e altri (Lupagrigia50)
. . . . ho regalato qualcosa di simile (Morgana64)
. . le maniglie dell'amore (Lupagrigia50)
. . . . grazie !!! (Irpic)
. . . . . . ottimo (Morgana64)
Con questo libro, Isabelle Allende intinge la penna nel calamaio dell'eros e ci offre un testo composito e originale scritto con ironica leggerezza.
Vi ricordate qualche tempo fa che in un thread qualcuno cercava libri che parlassero della cucina? Niente ricette in questo libro ma solo riflessioni.
Ovvero le ricette dei poco di buono. Un libro per conoscere come si vive e si mangia "dentro".
Un libro che offre notizie storiche e culinarie di una cucina regionale che ha conquistato tutto il mondo: la cucina napoletana del Cavalier Ippolito Cavalcanti.
Questo buffissimo libro attirerà anche la vostra attenzione, non solo per la colorata copertina o per l'autore ormai noto, ma soprattutto perché è rivolto ai più piccoli cuochi della nostra casa: i bambini!
Pubblicato per la prima volta nel 1766, questo libro gettò forse le basi della cucina regionale piemontese e l'attenzione modaiola all'argomento cucina e dintorni ha suggerito il tentativo di rilancio di quest'opera. Un recupero senz'altro meritevole, ma a mio giudizio destinato più che altro a veri estimatori del genere.
Marinai, contadini e mercanti ci accompagnano lungo le strade del sale e dell'acciuga. Dal mare alla montagna.
Una raccolta di ricette, frutto della fantasiosa mescolanza tra cucina indigena e africana; piatti poveri amati dai personaggi di Jorge Amado.
I libri di Trish Deseine sono un capitolo a parte. L'incontro magico tra gusto raffinato per la scenografia e ricette praticabili e pratiche. Il matrimonio d'amore tra il sapore e l'immagine.
Consigli di educazione alimentare, cibi e patologie, interazioni alimenti-farmaci e oltre 150 ricette selezionate con criterio dietologico.
Uno spaccato di vita americana, una frase banale ma che rende bene l'idea di ciò che questo piacevole libro descrive. Una casalinga a Hollywood racconta l'America attraverso la cucina.