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Trattato di culinaria per donne tristi

di Mariber - 06/15/2006

Non so bene come dirvelo, ma… questo non è un libro di cucina. Di più: è un libro di non-cucina, giacché fin dalle prime righe si enuncia che alla tristezza più che le libagioni ben si adatta il digiuno. Ricette ce ne sono, sì, ma metaforiche o sommamente improbabili… E' insomma un libro di massime, consigli, riflessioni, suggerimenti curiosi, cabale… diciamolo pure: è un libro di magia.

Vi troverete – ad esempio – la ricetta di una tisana per quando l'amato è lontano; dopo averla preparata e bevuta, "se alla fine del pomeriggio l'angoscia persiste, puoi star sicura che lui non tornerà; o tornerà un altro pomeriggio e molto cambiato". Più difficile, anche per coloro che ci credessero, preparare la pietanza che ci viene suggerita come rimedio sicuro contro i sensi di colpa: bisognerebbe potersi procurare carne di dinosauro o latte di mammuth…

Al di là delle ricette, anche i consigli morali ed i codici di comportamento suggeriti rivelano un atteggiamento mentale quantomeno inconsueto o non convenzionale:

"L'uomo, come te, preferisce non sapere di un'avventura che è stata solo casuale: non torturarlo con una sincerità
e una franchezza inutile (…) Per non dichiarare verità inutili, bevi a lunghi sorsi una di quelle bevande scozzesi, con ghiaccio o senza".

"Mai, tranne dopo il terzo anniversario della sua scomparsa, proverai ad imitare le ricette di tua suocera".

Come vedete, di fatto soltanto il titolo giustifica questo spazio rubato a Cooker per parlare di un libro che non vi insegnerà né tecnica di cucina né nuove preparazioni
e ricette.



O forse un altro particolare: la lettura è un gusto. E questo è un librino piuttosto sapido e seducente, anche un po' grazie a quel titolo, anche un po' perché è edito da Sellerio (è vero, questo non può essere considerato un valore di per sé, ma chi ama i libri mi capirà: ci sono edizioni che mi fanno impazzire, altre che mi sono indifferenti ed alcune di cui faticherei a comprare anche solo un titolo, persino se potenzialmente interessante)…

D'altronde l'autore (sì, sorprendentemente è un uomo) è onesto, non prova neppure a barare: dichiara senza mezzi termini di non essere un gastronomo né un gourmet; è se mai uno strambo affabulatore. Insomma, cari cookernauti bramosi di imparare e approfondire, ansiosi di leggere"tutto quello che vorreste sapere sulla cucina e non avete mai osato chiedere": dal nostro canonico punto di vista di spignattatori decisi a migliorarci, questo è un libro inutile. Però è carino, e per quanto mi riguarda non è certamente l'unica cosa "inutile" che mi piace possedere...

Consigliato: a chi gradisce la letteratura sudamericana, a chi legge volentieri per il puro gusto, o per curiosità, a chi di un libro sa apprezzare anche il tipo di carta e il formato.

Sconsigliato: ai pragmatici, a chi non ama la grazia onirica degli scrittori latini, a chi non crede che la ricetta del cavolfiore nella nebbia abbia il potere di succhiare la malinconia e che nulla addolcisca le pene dello spirito come le marmellate…

Trattato di culinaria per donne tristi
Abad Faciolince Héctor
Editore Sellerio
€ 8.00
Autore
Mariber

Marina, di Sanremo. 49 anni e sentirli tutti. Diversamente magra®. In cucina mi mancano le basi, ovunque l'altezza. Cialtrona. Socievole. Di umore discontinuo.

(La foto è vecchia, da allora mi sono scontornata un po')

(agg. 3/2011)

Commenti
recensione libro (Uky)
. . Grazie Uky! (Mariber)
. . . . recensione libro (Uky)
. . Mi aggrego volentieri... (Ziabetta)
. . . . Io lo adoro... (Gabriela Navarra)


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