Non so bene come dirvelo, ma… questo non è un libro di cucina. Di più: è un libro di non-cucina, giacché fin dalle prime righe si enuncia che alla tristezza più che le libagioni ben si adatta il digiuno. Ricette ce ne sono, sì, ma metaforiche o sommamente improbabili… E' insomma un libro di massime, consigli, riflessioni, suggerimenti curiosi, cabale… diciamolo pure: è un libro di magia.
Vi troverete – ad esempio – la ricetta di una tisana per quando l'amato è lontano; dopo averla preparata e bevuta, "se alla fine del pomeriggio l'angoscia persiste, puoi star sicura che lui non tornerà; o tornerà un altro pomeriggio e molto cambiato". Più difficile, anche per coloro che ci credessero, preparare la pietanza che ci viene suggerita come rimedio sicuro contro i sensi di colpa: bisognerebbe potersi procurare carne di dinosauro o latte di mammuth…
Al di là delle ricette, anche i consigli morali ed i codici di comportamento suggeriti rivelano un atteggiamento mentale quantomeno inconsueto o non convenzionale:
"L'uomo, come te, preferisce non sapere di un'avventura che è stata solo casuale: non torturarlo con una sincerità
e una franchezza inutile (…) Per non dichiarare verità inutili, bevi a lunghi sorsi una di quelle bevande scozzesi, con ghiaccio o senza".
"Mai, tranne dopo il terzo anniversario della sua scomparsa, proverai ad imitare le ricette di tua suocera".
Come vedete, di fatto soltanto il titolo giustifica questo spazio rubato a Cooker per parlare di un libro che non vi insegnerà né tecnica di cucina né nuove preparazioni
e ricette.
O forse un altro particolare: la lettura è un gusto. E questo è un librino piuttosto sapido e seducente, anche un po' grazie a quel titolo, anche un po' perché è edito da Sellerio (è vero, questo non può essere considerato un valore di per sé, ma chi ama i libri mi capirà: ci sono edizioni che mi fanno impazzire, altre che mi sono indifferenti ed alcune di cui faticherei a comprare anche solo un titolo, persino se potenzialmente interessante)…
D'altronde l'autore (sì, sorprendentemente è un uomo) è onesto, non prova neppure a barare: dichiara senza mezzi termini di non essere un gastronomo né un gourmet; è se mai uno strambo affabulatore. Insomma, cari cookernauti bramosi di imparare e approfondire, ansiosi di leggere"tutto quello che vorreste sapere sulla cucina e non avete mai osato chiedere": dal nostro canonico punto di vista di spignattatori decisi a migliorarci, questo è un libro inutile. Però è carino, e per quanto mi riguarda non è certamente l'unica cosa "inutile" che mi piace possedere...
Consigliato: a chi gradisce la letteratura sudamericana, a chi legge volentieri per il puro gusto, o per curiosità, a chi di un libro sa apprezzare anche il tipo di carta e il formato.
Sconsigliato: ai pragmatici, a chi non ama la grazia onirica degli scrittori latini, a chi non crede che la ricetta del cavolfiore nella nebbia abbia il potere di succhiare la malinconia e che nulla addolcisca le pene dello spirito come le marmellate…
Trattato di culinaria per donne tristi
Abad Faciolince Héctor
Editore Sellerio
€ 8.00


Marina, di Sanremo. 49 anni e sentirli tutti. Diversamente magra®. In cucina mi mancano le basi, ovunque l'altezza. Cialtrona. Socievole. Di umore discontinuo.
(La foto è vecchia, da allora mi sono scontornata un po')

. . Grazie Uky! (Mariber)
. . . . recensione libro (Uky)
. . Mi aggrego volentieri... (Ziabetta)
. . . . Io lo adoro... (Gabriela Navarra)
Con questo libro, Isabelle Allende intinge la penna nel calamaio dell'eros e ci offre un testo composito e originale scritto con ironica leggerezza.
Vi ricordate qualche tempo fa che in un thread qualcuno cercava libri che parlassero della cucina? Niente ricette in questo libro ma solo riflessioni.
Ovvero le ricette dei poco di buono. Un libro per conoscere come si vive e si mangia "dentro".
Un libro che offre notizie storiche e culinarie di una cucina regionale che ha conquistato tutto il mondo: la cucina napoletana del Cavalier Ippolito Cavalcanti.
Questo buffissimo libro attirerà anche la vostra attenzione, non solo per la colorata copertina o per l'autore ormai noto, ma soprattutto perché è rivolto ai più piccoli cuochi della nostra casa: i bambini!
Pubblicato per la prima volta nel 1766, questo libro gettò forse le basi della cucina regionale piemontese e l'attenzione modaiola all'argomento cucina e dintorni ha suggerito il tentativo di rilancio di quest'opera. Un recupero senz'altro meritevole, ma a mio giudizio destinato più che altro a veri estimatori del genere.
Marinai, contadini e mercanti ci accompagnano lungo le strade del sale e dell'acciuga. Dal mare alla montagna.
Una raccolta di ricette, frutto della fantasiosa mescolanza tra cucina indigena e africana; piatti poveri amati dai personaggi di Jorge Amado.
I libri di Trish Deseine sono un capitolo a parte. L'incontro magico tra gusto raffinato per la scenografia e ricette praticabili e pratiche. Il matrimonio d'amore tra il sapore e l'immagine.
Consigli di educazione alimentare, cibi e patologie, interazioni alimenti-farmaci e oltre 150 ricette selezionate con criterio dietologico.
Uno spaccato di vita americana, una frase banale ma che rende bene l'idea di ciò che questo piacevole libro descrive. Una casalinga a Hollywood racconta l'America attraverso la cucina.