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E se a Eva fossero piaciute le fragole?
di Avalon, Babette  (03/13/2005)

Probabilmente saremmo ancora nel Paradiso Terrestre e, in effetti, considerato quanto ci è costata in termini di qualità della vita, la Mela dovrebbe esserci molto antipatica.

Anche la Mitologia greca mette la Mela, a capo di tutti i guai che il povero Paride attirò su Troia per averla donata alla bella Venere anziché alla permalosa Giunone e alla vendicativa Minerva. Di certo, non si può dire che sia un frutto anonimo e privo di storia visto che in tutte le culture ha trovato spazio nella simbologia e nella tradizione.

Nella cultura celtica questo frutto assume grande importanza. In bretone il nome del melo è Aval e Avallon, o isola delle mele, è il luogo al di là del mare ove fu trasportato re Artù quando sparì dal mondo. La fata Morgana coltivava alberi di mele i cui frutti non finivano mai e nel mondo dei Celti il Melo rappresentava l'aldilà e la vita eterna, era considerato un frutto di scienza, di magia e di rivelazione e chi lo abbatteva veniva punito con la morte. Nelle leggende celtiche sono molti i riferimenti al potere terapeutico, magico ed esoterico di questo frutto.

In tempi più recenti c'è da chiedersi che ne sarebbe delle leggi gravitazionali se Isacco Newton si fosse appisolato sotto una bella quercia. A questo proposito, il melo che partorì il fatidico frutto, fu oggetto di un'autentica venerazione tale che, quando seccò per limite biologico, il suo legno fu gelosamente custodito per i posteri. Ma prima di cadere sulla illuminata cervice, la Mela aveva trovato ardito equilibrio su quella del giovane figlio dell'infallibile Guglielmo Tell.

Oggetto di filastrocche che, in diverse lingue, ne decantano la proprietà di tenere lontano il medico, la Malus communis, volgarmente chiamata Mela, della famiglia delle Rosacee, è un frutto ricco di sali minerali come il Potassio, il Calcio, il Ferro e il Magnesio, vitamine del gruppo B e di vitamina PP e C. E' indicata nelle astenie fisiche e intellettuali, nel superlavoro, in gravidanza, nelle convalescenze, nelle anemie e nelle carenze di minerali, nel reumatismo, nella gotta, nelle affezioni ai bronchi e nei disturbi intestinali. Utile agli obesi, è permessa ai diabetici e cura ulcere e disturbi del fegato. Valnet consiglia di utilizzarla sia come alimento, cruda con la sua buccia o in composta e in infuso, sia per uso esterno nelle Otalgie, nella Scabbia, sulle piaghe e anche come rassodante per i tessuti del viso del collo, del seno e dell'addome.

Al di là dei suoi innegabili meriti terapeutici e nutrizionali, sono di certo la sua bontà e la sua particolare delicatezza a renderla un ingrediente "camaleontico" che si adatta a ogni tipo di abbinamento gastronomico. Vediamone qualcuno.

Spiedini di Mele verdi e Bacon

Mele con crema saporita al formaggio

Mousse di Mele e bresaola

Risotto con mele e Taleggio

Fusilli con le mele

Arrosto con salsa di mele

Rotolo di coniglio alle mele

Torta di mele verdi e Stilton

Sorbetto di Mele al Calvados

Focaccine alle mele

Gelatina di Mela alla Verbena

Apple Pie

Non dimentichiamo che le Mele sono anche l'ingrediente principale di due ottime bevande alcoliche, il Calvados e il Sidro.

Il Calvados, prodotto tipico della Normandia, in particolare del dipartimento di Calvados, è un superalcolico ricavato dalla distillazione delle mele e del succo di mela. Il migliore è quello del Pays d'Auge. Il Calvados si classifica a seconda dell'invecchiamento che va da uno a cinque o più anni. Il colore passa dal biondo pallido ad un biondo più intenso e lievemente ambrato. E' venduto in bottiglie di vetro scuro per difenderlo dalla luce, si beve prevalentemente a temperatura ambiente, ma può gustarsi anche con ghiaccio. Si serve in bicchieri tulipano, a ballon o a calice e si beve liscio come digestivo. La gradazione minima è di 42°. In Francia si usa berne un bicchierino a metà pasto, in questo caso è chiamato "Trou normand", cioè "buco normanno", per l'effetto che produce nello stomaco.

Il Sidro, bevanda lievemente alcolica che si ricava dalla fermentazione delle mele, è molto usata in Bretagna e Normandia, dove riveste quasi la stessa importanza del vino e dove viene gustato come aperitivo, come dissetante e anche come ingrediente in cucina. Anche in Italia si coltiva uno speciale tipo di Mela, a Benevento, con cui si produce ottimo sidro. Insieme alla birra e al vino è oggetto di culto da parte dei suoi estimatori. Si serve a 10°- 12°.


Gli autori
Avalon: Mamma di Babette e Marie Curie. Ho molti interessi, tra cui, ahimè, il buonmangiare. Prediligo la cucina ligure, ricca di erbe aromatiche e verdure.
Grafoanalista, pittrice per passione, erborista per vocazione, ricarico "le batterie" con la buona lettura, l'arte e la natura

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Sostenitore Babette: Mamma, genovese, con un pizzico di Romagna nei geni e una parte di cuore Sudafricano per "adozione".
(agg. 8/2007)

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