Chi di voi non si è mai chiesto l'origine di questa pietanza semplice ma gustosa, atta a solleticare naso, palato ed occhi, e gradita a nobili e plebei?
Io voglio, invece, raccontarvi la leggenda che ha come protagonista Totò Sapore, umile quanto valente cuoco della corte dei Borboni di Napoli.
Totò era apprezzatissimo per la sua cucina, veniva chiamato in causa ogni volta che il re riceveva nobili ed ambasciatori e si dice che più di una volta un piatto di Totò abbia evitato una guerra.
Un bel giorno, o brutto se vogliamo, un nobile trovò un capello nella minestra e Totò fu sbattuto nelle buie e fredde prigioni di Castel dell'Ovo.
Dalle sbarre il sole arrivava appena e Totò non ne poteva più. Così pensò ad un modo per evadere!
Chiese alle guardie di portargli gli ingredienti per una torta che voleva loro regalare e si dice che un amico gli fece giungere del sonnifero. Al primo morso le guardie crollarono addormentate e Totò scappò, trovando rifugio presso alcuni amici, ai quali, in cambio dell'ospitalità, preparava deliziosi manicaretti. Proprio la sua bravura lo tradì, perché un conte che passava presso il suo rifugio riconobbe l'inconfondibile odore del ragù di Totò e lo fece arrestare immediatamente.
Il re stavolta lo condannò a morte, ma Totò gli propose una scommessa. Disse che avrebbe preparato un piatto che non era né un primo, né un secondo, né di carne, né di pesce, con i colori e i profumi del cielo e della terra. Se il piatto fosse piaciuto, egli sarebbe stato libero, altrimenti avrebbe accettato la sua condanna.
Il re accettò e invitò a corte tutta la nobiltà partenopea per assistere all'esecuzione del cuoco. Totò preparò centinaia di quei piatti e i nobili sembravano non saziarsene mai, al punto che il re dovette ammettere di aver perso la scommessa. Totò era libero, ma soprattutto era nata la pizza!
Su questa storia è uscito a Natale un film animato. Anche se la storia per il cinema è stata liberamente interpretata, riesce, secondo me, a trasmettere abbastanza bene l'aria che si respirava a quei tempi a Napoli, dove si moriva per un capello in una minestra, ma si viveva anche di piccoli e fortunati espedienti.
Questa leggenda si intotola "Il cuoco prigioniero" ed è stata scritta da Roberto Piumini.
La storia vera narra poi che ad inventare la pizza margherita fu un pizzaiolo di nome Brandi, i cui eredi ancora oggi producono pizze sopraffine a Napoli, in via Chiaia, a due passi da Piazza del Plebiscito e dunque dal Palazzo Reale. Si dice che Brandi abbia inventato una pizza tricolore, con pomodoro, mozzarella e basilico, in onore della regina Margherita, da cui il nome della famosa pizza.
Per saperne di più
Le farine
Il lievito

Mi chiamo Tiziana, sono napoletana, ho 34 anni e sono un'insegnante; mi piace tanto cucinare, in particolare mi piace "inventare" nuovi piatti e la mia cavia preferita per gli esperimenti è... mio marito. Se non mi ha ancora mollata, vuol dire che me la cavo bene, no? Mi piace però anche la cucina tradizionale napoletana,infatti ho cucinato sin da bambina,sotto la guida di mia nonna, napoletana veracissima, che ci teneva a tramandare le tradizioni culinarie. Un esempio? A Natale mi regalò un minimatterello per la pizza e un grembiulino da cucina.Mi ha cresciuta a base di struffoli e pastiere ed oggi, a 95 anni, lei è la mente ed io il "braccio che impasta".
. . Ma allora mi vuoi male... (Gennarino)
. . . . pizza (Faliscan)
. . . . . . La pizza di Faliscan (Barbara)
. . . . . . . . Si', pero'... (Gennarino)
. . . . . . . . . . a proposito di pizza (Grillo)
. . . . . . Domanda ai BOSS... (Gennarino)
. . . . . . . . loschissimo... (Faliscan)
. . . . . . . . . . Non avevo capito un tubo... (Gennarino)
. . . . . . . . . . . . non intendo affatto... (Faliscan)
. . . . . . What??? Ketchup??? (Raffa70)
. . . . . . . . risponderò... (Faliscan)
. . . . . . . . . . rospetti (Raffa70)
. . . . . . . . . . . . rospi,no grazie (Faliscan)
totò sapore e la pizza (Barbara)
Che Sapore... (Karemy)
Triora, il paese di streghe, gnomi, folletti e del famoso pane.