L'idea di questa torta nasce dalle esigenze dietetiche della figlia (che praticamente non può mangiare nulla) e dalla lettura della brisé di Paola (Lokum) che ho riadattato alla bisogna. Mi vergogno a dirlo ma, pur avendola fatta già 4 volte, non l'ho mai assaggiata. Ho comunque il beneplacito oltre che delle figlie anche di un nutrito gruppo di cookerini che la domenica delle Palme l'hanno assaggiata, non me l'hanno tirata i testa e l'hanno anche finita prima che io raggiungessi tavola. La foto la faccio alla quinta prova.

- carciofi 6
- farina di kamut gr. 250
- olio d'oliva gr. 100
- olio e. v. o gr. 20
- sale q. b.
- aglio 2 spicchi
- limoni 1.
Pulire i carciofi (gambi compresi) e lasciarli a bagno in un recipiente contenente acqua acidulata dal succo di limone e il limone stesso.
Per la brisé:
Preparare la brisé impastandola come volete.
Io metto la farina nel mixer con una punta di sale, lo aziono e aggiungo l'olio d'oliva e tanta acqua quanta (ad occhio) quanta serve per ottenere la palla dell'impasto.
Lasciare l'impasto a riposare per mezzora.
Per il ripieno:
Rosolare in una padella gli spicchi d'aglio e i gambi di carciofo tagliati fini.
Aggiungere i carciofi tagliati a lamelle, il sale e quindi rigirarli per 2 o 3 minuti.
Aggiungere mezzo bicchiere d'acqua, coprire la padella e far cuocere mezzora a fuoco basso.
Rigirare ogni tanto ed eventualmente se sono troppo asciutti aggiungere altra acqua.
Preparazione finale:
Stendere la pasta su un foglio di carta forno e tirarla finché non risulta una decina di centimetri più larga della tortiera.
Bucherellarla con una forchetta e se volete mettete anche un cucchiaio di pan grattato cosparso sul fondo.
Aggiungere i carciofi (che avrete nel frattempo lasciato raffreddare un pochino), richiudere i bordi con la pasta in eccesso e infornare a 180°-200° per circa 40 minuti.

Interista (è nel DNA quindi non può cambiare),
Baùscia (anche qui è impossibile modificare sette secoli di storia familiare),
Polinonno (così sono a posto per il futuro),
Anortoressico (mangio qualsiasi cosa, schifezze comprese),
Prezzemolino (ex incubo girullone di tutto il mondo giallo)
Stavo dimenticando: "Cuocastro".