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Cena brasiliana para nois dois

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Racconto di una cena lunga un viaggio!

L'occasione ce l'ha fornita l'onomastico di mio marito. Mi spiego. Con un po' (tanto) di ritardo abbiamo deciso che fosse necessario rimediare alfatto di non aver festeggiato noi due soli l'onomastico di Matteo. E allora quale migliore idea se non quella di prepararci una cenetta brasiliana, visto che, da quando siamo tornati da viaggio di nozze, il Brasile ci è rimasto nel cuore? Così sabato, di buon mattino, mi sono messa la cuffietta d'ordinanza, il grembiulone multicolor, ho messo nello stereo i cd acquistati a Rio e Bahia e ho iniziato una serie di esperimenti.

Per prima cosa ho preparato le coxinhas de frango (delle crocchette ripiene di pollo, ma definirle così è riduttivo). Le abbiamo viste un po' ovunque in Brasile: invitanti, con quella loro forma a goccia che ti fa venire voglia di farne un unico boccone! Dopo averle mangiate con gli occhi a Rio e a Manaus, a Recife non abbiamo resistito e abbiamo ceduto alla tentazione: eccezionali, saporite, croccanti e gustose (a proposito, in Brasile chiamano questi e altri stuzzichini "tira gosto" perché mettono appetito e sono irresistibili). Quando addenti la sommità della coxinha senti subito quella morbida pasta che si scioglie in bocca ed inizi ad assaporare il gusto pieno della farcitura. Col secondo boccone apprezzi in pieno il sapiente abbinamento tra la parte esterna e la parte interna e… non puoi fare a meno di servirtene un'altra… magari con un diverso ripieno. Come prima volta, ho preferito farle solo al pollo, ma, visto che l'esperimento è riuscito (parola di Matteo e della sua mamma che le ha gustate il giorno dopo), mi ripropongo di rifarle, magari con prosciutto e formaggio. Ovviamente l'aperitivo di accompagnamento non poteva che essere Caipirinha, fatta con limoni, zucchero e cachaca comprata a Porto de Galinhas, piccolo villaggio di pescatori, ora meta turistica abbastanza comune, ma pur sempre unica. Ed eccole qua, le mie coxhinas dall'alto e da dentro:



coxinhas de frango

Dopo i "tira gosto" ho pensato al bobò de camarao. Non saprei come tradurre bobò, forse pasticcio, ma il termine bobò secondo me rende comunque meglio l'idea… trovo che sia un nome divertente e allegro, come sa esserlo, nonostante tutto, il Brasile. Abbiamo assaggiato questa delizia a Salvador de Bahia, la terza tappa, dopo Rio e Manaus, del nostro viaggio da sogno. Il ristorante era Dadà, nel Pelourinho (la parte storica e davvero pulsante di musica, colori e profumi di Bahia) e la cena, speciale, ci è stata offerta da due persone molto speciali. Sarà, anche, per questo che siamo rimasti folgorati dal bobò, una mescolanza equilibrata e piacevole di gusti molto diversi tra loro: i gamberi, la manioca, lo zenzero, il latte di cocco, il riso brasiliano (da non confondere con il Basmati. Non dico se sia migliore l'uno o l'altro, ma sicuramente sono diversi e per questo non interscambiabili) e molto altro ancora. Ho cotto e presentato il bobò proprio come aveva fatto Dadà a Bahia, nella pentola di coccio e con il riso a parte:






bobò de camarao

Sarà stata la musica di sottofondo, il profumo forte e pungente dell'olio di dendè che aleggiava nella stanza, ma a noi è sembrato davvero di assaporare lo stesso piatto di pochi mesi fa… tanto che non abbiamo potuto esimerci dal fare quello che avevamo fatto anche da Dadà… qualcosa di molto poco brasiliano ma di assolutamente doveroso: la scarpetta con i pao de queijo! Sono questi dei piccoli panini al formaggio, a volte ripieni, che si mangiano anche a colazione. Per noi sono stati una sorta di appuntamento fisso in ogni occasione ed in tutte le città che abbiamo visitato, persino all'aeroporto di San Paolo abbiamo banchettato alla "Casa do Pao de Queijo": troppo ghiotti (noi e loro) per farne a meno quindi immancabili anche nella nostra cena brasiliana:




pao de queijo

Abbiamo continuato la cena (anche se abbiamo iniziato a sentirci ebbri di cibo, devo ammetterlo…) con gli acarajè, altra specialità di Bahia, luogo affascinante e pieno (sarebbe cinico usare il termine "ricco"…) di cultura e tradizioni. E tradizionali sono gli acarajè, polpettine a base di fagioli che si mangiano farciti con gamberetti e altri tipi di ripieni. A Bahia ad ogni angolo di strada trovi queste signore con i costumi tipici che friggono a ciclo continuo queste piccole e sostanziose bontà. La preparazione è piuttosto lunga e complicata ma il risultato è sicuramente originale e gradevole. Hanno un gusto deciso e vigoroso che il ripieno concorre, a seconda dei casi, ad esaltare o a smorzare, rendendoli così amabili anche per chi non gradisce i sapori molto forti. Ho fatto tre ripieni: gamberoni, gamberetti fritti ripassati con cipolla e aromi, pomodoro e cipolla sminuzzata e non abbiamo saputo decretare il "vincitore".




ripieni per acarajè




acarajè

Ormai stremati dal cibo, ma ringalluzziti dalle abbondanti dosi di birra brasiliana e di guaranà (bevanda analcolica "ufficiale" del Brasile… a me poi ricorda la "spuma" che bevevo da piccola e quindi ho avuto ben due motivi per berne in quantità elefantiache!) siamo passati ai dessert. Non potevano che essere dolci al cocco, non avrei saputo pensare a niente di diverso, se non forse al budino di tuorli d'uovo, che però ne prevede davvero troppi per fare da conclusione ad una cena già piuttosto corposa… E così ho preparato dei dolcetti con patate dolci e cocco ed i bellissimi beijhinos, bacini, che occhieggiano maliziosi dalle vetrine di qualsiasi pasticceria o semplice rosticceria.




beijhinos




dolcetti con patate dolci e cocco

Risultato assai gratificante anche per i dessert, sia alla vista che al gusto, ma aggiungo anche che li abbiamo apprezzati maggiormente il giorno seguente, quando gli aromi penetranti delle portate salate erano ormai fuggiti lontano dalle nostre fauci e dai nostri nasi.
Concluderei dicendo che per noi questa cena è stato un modo per riassaporare (in tutti sensi) il gusto del nostro viaggio meraviglioso e condividere il racconto delle serata è per me un modo per regalare anche a voi un pezzetto di magia, sperando di farvi venire la voglia e la "gola" di andare a visitare quello che è per noi un Paese indimenticabile. Qui ovviamente ho volutamente posto l'accento sulla parte godereccia e "gustosa" delle nostre visite, ma c'è stato e c'è molto, molto di più…
Infine ringrazio immensamente le inconsapevoli vivi78 e dtappi, perché ho attinto a piene mani dalle loro ricette (la torta di patate dolci che Vivi78 ha postato nel forum secoli fa e gli acarajè di dtappi).
Tutto il resto è stato merito delle ricette raccolte, comparate e combinate trovate sul web, sul mio ormai inseparabile libro "La cucina di mia madre" di Vivian Tromel e dei consigli di Roberto, indimenticabile amico Carioca. Le ho trascritte e postate fedelmente.



Ricevuto da:
Sostenitore Lauradama: Mah...assidua frequentatrice di cooker dal 2004, oggi "mi viene da aggiornare" il mio profilo...rimane sempre che sono del 75, perennemente a dieta, nata in Piemonte da mamma veneta e papà calabrese, ora residente a Milano, con fratello a Reggio Emilia...e un'amore particolare per il Brasile e la Nuova Zelanda.Dal punto di vista culinario queste mie "non-radici" (perchè non so se definirmi piemontese, calabrese, veneta,lombarda o cosa...)mi portano a provare ogni tipo di ricetta, indipendentemente dalla "provenienza".Ho molta voglia di imparare, di sperimentare, di avere "le mani in pasta" ed ogni momento libero dal lavoro è buono per lanciarmi in qualche nuova ricetta...che magari non sempre riesce, ma la non riuscita è un ottimo stimolo per riprovarci;-)
L'amore per la cucina mi è stato trasmesso dalla mia mamma, eccellente cuoca (e mamma!)che fin da piccola mi ha "sopportata" mentre stazionavo tra le sue gonne in cucina sperando che mi lasciasse amalgamare qualche impasto o disporre le mele sulla torta,cosa che,con mia somma gioia, puntualmente faceva!Quando mi sono trasferita a Milano per studiare, mi ha regalato un "vademecum" con tutte le migliori ricette tradizionali della nostra famiglia:lo conservo gelosamente in libreria e lo aggiorno continuamente, ormai anche con tante ricette di cooker!
Sono stra-felicemente sposata da giugno 2006 con Matteo (anche lui un "senza radici": un po' piemontese, un po' sardo, un po' lombardo) e abbiamo Samba, una splendida gatta certosina che adoriamo...
(agg. 11/2006)

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I commenti precedenti:
Cena brasiliana para nois dois (Harissa)
. . grazie della segnalazione (Lauradama)
Cena Brasil..UAU! (Ollyna)
. . ma grazie:-) (Lauradama)
. . . . e... (Ollyna)
. . . . . . non escluderei a priori... (Lauradama)
. . . . . . . . ..BraZil (Ollyna)
. . . . . . . . . . bene bene (Lauradama)
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Cena brasiliana para nois dois (Addi)
. . mi era sfuggita (Morgana64)

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