Quello che segue è il racconto scaturito dall'immaginazione di un ipotetico naufrago catapultato nel futuro, in un anno lontano ancora da definirsi....
2 Marzo
Oggi mi accingo a risalire il fiume. Qui sulla costa ormai le mie possibilità di sopravvivenza si assottigliano e l'unica speranza è legata all'esplorazione di questo corso d'acqua.
Nei giorni successivi al mio incidentale arrivo su questa terra non ho mancato di notare tra i ciottoli del fondale i segni di una civiltà insediata sicuramente al di là dei monti, lungo gli argini del fiume e chissà…
Si tratta di popolazioni sicuramente evolute, dal momento che ho potuto ritrovare quelli che sembrano essere involucri manufatti di non so cosa.
Il mio provvidenziale traduttore digitale non ha saputo essermi d'aiuto, dal momento che le scritte appaiono prive di significato. Una scatoletta rotonda reca l'effige di un animale che credo estinto a causa di uno spaventoso morbo alcuni secoli or sono.
I segni grafici sono impossibili da interpretare.
Non già perché corrosi e incompleti, quanto per la loro apparente mancanza di significato. Li riproduco fedelmente: "Sim..nt.al".
Un altro interessantissimo reperto è costituito da un materiale assolutamente indistruttibile. Le decorazioni superficiali sono completamente abrase; solo una provvidenziale piega ha preservato dalle ire del tempo un'insieme di tratti grafici dall'apparente significato tutt'altro che trascurabile. Credo potesse essere l'addobbo dell'altare di un rito pagano o qualcosa di simile. D'altro canto la dicitura: "Quattro salti in padella" può appartenere solo ad una danza rituale o propiziatoria.
Prima di partire verso l'interno voglio raccogliere la maggior parte possibile di questi campioni, e d'altro canto non avrò difficoltà data l'enorme quantità di rifiuti accumulati lungo le rive ed alla foce.
La fame e la sete mi esortano a partire, vista l'impossibilità di trovare conforto tra queste acque salmastre grigie e morte.
(continua....)
L'autore
 Don Lisander: Professionalmente nato in epoca non sospetta, diciamo...pre "nouvelle cuisine", posso dire di essere sopravvissuto a più di un ricorso storico-gastronomico. Questo mi consente di godere appieno del neo-post modernismo culinario, dove tutto ciò che è stato dovrà essere ancora. Nell'attesa, vivo di poche semplici e fidate passioni: la buona cucina, la pesca a mosca, la mia numerosa famiglia.
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